Kobe Bryant ti svela come anche tu puoi sviluppare la Mamba Mentality quando studi

33.643 punti in carriera.
Cinque titoli NBA.
18 volte All-Star.

In una squadra in cui hanno giocato leggende del calibro di Magic, Shaq, Malone, Jerry West e Abdul-Jabbar è l’uomo con più partite giocate (1.346).
Con più canestri da 3 (1.827).
Con più palle rubate (1.944)
E con più tiri liberi (8.378).
Oltre ad essere il terzo marcatore NBA di tutti i tempi.

Ah, già. Ha vinto anche un premio Oscar.

Kobe Bryant – The Black Mamba – è stato molto di più che un giocatore di basket.

Due settimane fa è uscito il suo libro: Mamba Mentality.

Un viaggio nella mente di uno dei più grandi giocatori di basket di sempre, attraverso la sua visione del gioco, la sua ossessione per il successo, la sua capacità unica di studiare i dettagli e di vincere in una città speciale come Los Angeles.

Mamba mentality significa sempre puntare al massimo e guardare avanti – dice Kobe. Il punto focale è la curiosità che ognuno di noi deve avere dentro nel come potere migliorare, nella ricerca delle diverse vie per il successo, nel desiderio di aspirare sempre al massimo”.

Nelle prossime righe – che tu sia un fanatico della pallacanestro o meno – scoprirai i segreti dell’atteggiamento mentale di un campione che ti serviranno per diventare una leggenda all’Università

Un episodio in particolare spiega cosa vuol dire avere la Mamba Mentality e te lo racconta Kobe in persona.

“Il 12 Novembre del 1996, Allen Iverson fece 35 punti nella vittoria dei Sixers sui Knicks al Madison Square Garden.

Il 12 Novembre del 1996 io avevo giocato cinque minuti e fatto 2 punti nella vittoria dei Lakers a Houston.

Quando quella notte sono rientrato in hotel e ho visto i 35 punti su SportsCenter non ci ho visto più: ho ribaltato il tavolino, tirato via le sedie, rotto la tv.

Pensavo di avere lavorato duro

Cinque minuti, due punti.

Dovevo lavorare di più

Lavorai di più.

Nel Marzo del 1999 Iverson fece 41 punti marcato da me, a Phila.

Lavorare duro NON era abbastanza

Dovevo studiare quest’uomo in maniera maniacale.

Lessi ossessivamente tutti gli articoli che lo riguardavano, guardai tutte le partite che aveva giocato fino allo IUPU All-American Game.

Ho studiato tutti i suoi successi e tutte le sue battaglie.

Ho cercato ossessivamente ogni punto di debolezza che ci potesse essere. Ho fatto tutte le riflessioni possibili.

Questo mi ha portato a studiare come i grandi squali bianchi cacciano le foche al largo delle coste sudafricane.

La pazienza.

I tempi.

Gli angoli.

Il 20 Febbraio del 2000 Phil Jackson mi disse di marcare Iverson all’inizio del secondo tempo.

Nessuno sapeva quello che voleva dire questa sfida per me. Volevo che lui si sentisse frustrato come io mi ero sentito. Volevo che tutti quelli che avevano riso quando lui aveva fatto 41 punti contro di me soffocassero nelle loro risate.

Lui avrebbe detto pubblicamente che nessuno dei due poteva fermare l’altro. Io non ci volevo credere.

Io ne faccio CINQUANTA, tu ne fai ZERO.

Quando a metà partita iniziai a marcare Iverson aveva fatto sedici punti. A fine partita, aveva fatto sedici punti.

La vendetta fu dolcissima.

Ma non ero soddisfatto della vittoria, perché ero infastidito da come lui mi aveva fatto sentire la prima volta.

Da quel momento, giurai che ogni partita sarebbe stata una questione di vita o di morte, e che nessuno mi avrebbe mai più fatto sentire a quel modo.

Voglio essere io a scegliere il mio obiettivo

Voglio essere io a scegliere se i tuoi obiettivi per la prossima stagione metteranno in pericolo quello che IO voglio essere tra vent’anni o se non lo faranno.

Se così non sarà, buona caccia a te. Ma se così dovesse essere….

Sarò io a darti la caccia.

Ossessivamente.”

Ecco cosa vuol dire avere la Mamba Mentality. Non è questione di ispirazione o di motivazione.

Mamba Mentality vuol dire che la cosa che stai facendo in quel momento è quella più importante, l’unica che conta

Devi essere totalmente concentrato sull’obiettivo.

È la ricerca maniacale dell’eccellenza. È l’attenzione spasmodica ai dettagli. È spingersi ben oltre quello che farebbe chiunque altro per poi vincere più di tutti.

Durante l’ultimo webinar sul gruppo Facebook di Genio in 21 Giorni uno studente mi ha chiesto come poteva avere un atteggiamento mentale vincente quando si mette a studiare.

Nelle prossime righe risponderò proprio a questa domanda.

A volte mi rendo conto che mi soffermo troppo sulla parte tecnica di come si studia. Gli strumenti che io e i miei ragazzi insegniamo durante Genio in 21 Giorni sono straordinari, è vero.

Ma la differenza tra un 29 e un 30 è minima e, nel 99% dei casi, quel piccolo divario, quel singolo voto in più, è frutto di una fame di eccellere e di una mentalità da campione che posso anche spiegarti, ma che poi ci dovrai mettere tu.

Quindi, ecco

I 5 segreti di Kobe Bryant e Massimo De Donno per sviluppare la Mamba Mentality nello studio

  1. KB: “Alla base di tutto ci deve essere per forza la Passione per il basket: “non volevo mai smettere di giocare, ho sempre amato il basket, è una passione cresciuta dentro di me giorno dopo giorno”

MDD: “Se la tua motivazione a studiare è basata solo sul desiderio di “passare gli esami” o di rendere orgoglio i tuoi genitori, non avrai mai la passione che ti serve per affrontare l’università.

Se vuoi riaccendere quella voglia di studiare, di imparare, di scoprire, che avevi da piccolo devi trovare motivi più profondi o preferirai sempre un pomeriggio su Netflix che un pomeriggio sui libri.

Non limitarti a studiare solo per un 30 sul libretto o un 110 sul voto di laurea. Solo solo numeri, metriche create per valutare il tuo livello di preparazione.

Pensa invece che stai studiando per  soddisfare il tuo istinto di imparare cose nuove. Per dimostrare a tutti di essere il migliore nel tuo campo. Per diventare una leggenda.

Focalizzati sul motivo che ti ha spinto ad essere dove sei oggi e studiare quello che studi. Magari quell’esame di Patologia oggi lo vedi come un ostacolo insormontabile, ma quando hai scelto di medicina avevi giurato che volevi essere il nuovo Dr. House.

Non studiare per il voto.

Studia per il sogno che avevi.

Studia per te stesso.”

  1. KB: Il secondo elemento è quello che fa la differenza per migliorare: l’ossessione e la cura per i dettagli. “Non è facile, ma se raggiungi quel livello di focus i risultati possono essere grandissimi”

MDD: La cura dei dettagli è in ogni cosa la chiave del successo. E lo studio non fa eccezione. Quando Kobe doveva marcare Iverson non si è limitato a studiare il suo gioco come farebbe qualsiasi altro giocatore. É andato oltre. Ha studiato persino i documentari sugli squali e la caccia alle foche.

Vuoi ottenere risultati che nessuno hai mai ottenuto? Devi spingerti a studiare in un modo che nessuno hai mai fatto.

Il metodo Genio in 21 Giorni ti insegna come memorizzare tutti quei dettagli, persino i più infimi, che ci sono sul libro. Hai presente quelle didascalie che non legge mai nessuno? In pochi secondi potrai imparare alla perfezione persino quelle. E poi voglio vedere dov’è che il professore che riesce a metterti in difficoltà quando sai vita, morte e miracoli del tuo esame.

That’s the key!

  1. KB: Per vincere bisogna essere ‘Relentless’, competitivi a qualsiasi costo: “competere sempre, ma mai andare oltre le regole. La cosa più importante è non mollare mai, c’è chi si piega davanti alle difficoltà, invece non deve accadere. Quando mi si è rotto il tendine d’Achille pensavo che non ce l’avrei fatta a tornare. Ma solo per una notte, poi mi sono svegliato e mi sono detto: ‘no, devi reagire!’”.

MDD: La resa è per i deboli. Vuoi essere il migliore? Non devi mai smettere di competere.

Sfida te stesso ad essere ogni giorno migliore. Sii ogni giorno più dedito allo studio.

Non sto dicendo che devi passare più ore sui libri. Con il giusto metodo puoi alzare la tua media anche studiando la metà del tempo che impieghi ora.

Ma non fare mai l’errore di pensare “voglio passare questo esame”. È la formula per il fallimento.

Non devi mai puntare a passare un esame. Punta sempre al massimo, al 30. Non per il voto in se, ma per dimostrare a te stesso che tu punti al meglio.

Ai primi tempi sarà difficile, ma dopo un semestre diventerà un’abitudine e avrai sviluppato la Mamba Mentality ad eccellere.

  1. KB: Il punto quattro è tanto scontato quanto vero. Resilienza, resistenza alle avversità: “ho dovuto superarne tante: spalle, ginocchia, tendine d’Achille. La differenza la fai dopo, quando ti rialzi”.

MDD: La maggior parte degli abbandoni universitari avviene dopo una serie di almeno tre esami falliti. Il salto dalle superiori all’università può essere tosto. É un mondo diverso e qualche difficoltà iniziale è normale.

Ma se molli, se lasci, se abbandoni per il motivo sbagliato ti darai un riferimento di m***a che ti porterai avanti per il resto della vita.

Vuoi mollare? Molla! Ma fallo solo dopo aver dimostrato che non lo fai perché non sei all’altezza.

Se invece sei deciso a continuare, le strade sono due.

O ti ostini ad applicare il tuo solito metodo di studio e metti in conto che potresti fallire ancora e ancora.

O fai come Kobe e sviluppi il tuo personale stile di gioco, il tuo personale metodo di studio, quello perfetto per te e solo per te che nessun altro potrà mai copiare e che ti porterà gloria o onori a non finire.

Come riuscirci? Clicca qui e scoprilo.

  1. KB: Il punto finale è uno dei più difficili, ma è anche quello più importante soprattutto all’inizio: superare le proprie paure. “Ho avuto paura nella mia vita, ma l’ho sempre accettata come sfida, non ho mai lasciato che ne fossi preda. L’ho imparato da giovane, per la prima volta al Camp Cotigliano di Pistoia, dove c’era anche Mario Boni. In una gara ero nervoso e giocai male, quella sera cercai di capire perché era accaduto. Questa filosofia ha radici in quella nottata”.

MDD: Kobe si è avvicinato al basket proprio in Italia. Suo padre, Joe Bryant, ha giocato tra Rieti, Reggio Calabria e Pistoia.

Qualcosa di italiano gli è sicuramente rimasto dentro.

Siamo un popolo con mille difetti, ma una cosa la sappiamo fare: sappiamo reagire. Sappiamo reinventarci.

Sappiamo credere in noi stessi e andare oltre.

Lo so che gli esami a volte ti spaventano. Che sei carico di aspettative da parte di mamma, papà, nonna, amici, fidanzati, ecc.

So che la paura di deluderli e deludere te stesso può essere un freno che ti porta a paralizzarti e a scegliere di non dare mai un esame per non rischiare di bocciarlo.

Ma se vuoi superare questo blocco hai tre opzioni:

  1. Molli tutto e ti arrendi.
  2. Continui a insistere con la perseveranza della mosca che sbatte contro il vetro.
  3. Cambi metodo e impari a macinare esami come non ci fosse un domani.

Nella vita, come nello studio, funziona così: o vinci o impari

Un esame bocciato può portarti all’autocommiserazione se glielo permetti.

Ma può anche essere la sveglia che ti porterà a reagire e diventare il migliore del tuo corso.

Ne ho visti a centinaia di studenti partiti come sfavoriti, che hanno fallito un paio di esami e che poi hanno sistemato un paio di cose, hanno scoperto un nuovo metodo di studio e si sono laureati primi del loro corso.

Se vuoi essere uno studente da Mamba Mentality devi fare quello che nessuno fa se vuoi vincere più di tutti gli altri. Per scoprire come farlo ti basta cliccare QUI.

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