Sub immersi nelle profondità marine ti svelano come ricordare più informazioni possibili agli esami, dimenticarti dei vuoti di memoria e aumentare vertiginosamente la tua media universitaria

Passare la sessione sembra spesso essere una sorta di obiettivo irraggiungibile. Ci sono esami che risultano un tormento, tanto da creare intorno a loro veri e propri detti, come “se hai dato privato, sei mezzo avvocato”, per dirne uno.

Non sembra poi così difficile vero? Alla fine, si tratta solo di leggi, basta impararle a memoria e via…

Non funziona proprio così, e infatti questi sono i risultati, i commenti di ragazzi presi da un blog di studenti:

D’altronde per essere riuscito a creare addirittura un proverbio non deve essere proprio semplice, ma Diritto Privato non è l’unico esame che si annovera fra quelli impossibili, ne troviamo altri come Lingua Tedesca 2, Analisi, Anatomia, Latino, e via dicendo.

Nel corso degli anni si sono creati dei miti intorno a queste malefiche prove e pare che ognuno abbia trovato il suo specifico metodo da tramandare ai posteri per superare l’esame e istruire chi verrà dopo, proprio come fosse un vecchio saggio.

Ne ho sentite davvero di ogni, ti riporto qui sotto i consigli che ho trovato in giro:

  • leggere una prima volta per assimilare l’argomento;
  • leggere una seconda volta e poi effettuare una sorta di rielaborazione del testo scritto;
  • ripetere il tutto ad alta voce. Questo ultimo passo sarà importante per verificare se i concetti saranno stati assimilati in modo chiaro e conciso (vi consiglio di aiutarvi con schemi per memorizzare meglio definizioni e nozioni basilari).

Sì, certo, peccato che in questo modo:

  • triplichi (rimanendo ottimisti) il tempo di studio, perché devi rileggere tutta quella roba almeno 3 volte, per non parlare di quanto tempo in più occorre per declamare centinaia di pagine ad alta voce per casa.
  • “rielaborare” il testo scritto significa fondamentalmente tagliare a casaccio parti di libro, che in quel momento trovi inutili, per accorciare ciò che devi imparare, peccato che la maggior parte delle volte ti trovi a tagliare parti a casaccio perché sei di corsa.

Il vero problema è che questo NON è il vero problema.

Scusa il gioco di parole, quello che intendo dire è che:

Se anche per magia riesci a imparare OGNI parola dei manuali a memoria rischi comunque di essere bocciato

Perché?

Te lo spiego subito, o meglio te lo spiegano due esperti di subacquea. Farò prima una piccola premessa di termini in modo che tu sappia di cosa sto parlando.

Si parla di rievocazione quando ti viene chiesto di riportare alla memoria un’informazione dal pozzo del tuo cervello, ad esempio, quando ti siedi tremante davanti al professore, quando i suoi baffi si muovono circospetti e tu vorresti solo che quella tortura finisca, e lui apre bocca dicendo:

“Sì Signor Rossi mi parli della visione distopica applicata da Hugo nel suo romanzo in cui si schiera ferventemente contro le complicità naturalistiche…”

E tu pensi:

“Non guardarlo negli occhi, non guardarlo negli occhi… se non lo guardi negli occhi lui non potrà leggere la tua anima e non saprà che non hai idea di cosa stia dicendo, perché quel capitolo del libro era troppo in fondo e non ci sei arrivato”

Questa è una rievocazione.

Quando invece ti trovi davanti a 578 domande a crocette alle quali rispondere in 43 minuti, mentre superi un percorso a ostacoli nel cortile militare dell’università…

Quello è un riconoscimento, perché devi appunto “riconoscere” fra due o più alternative quella che ti farà prendere 18.

La rievocazione, che è quella su cui si basano la maggior parte degli esami può essere piuttosto sensibile alle influenze del contesto, mentre il riconoscimento di solito lo è meno.

Questo è stato dimostrato per esempio nel caso di alcuni sub, so che suona strano, ma ciò che sto per dirti ha tutto a che fare con il motivo per cui ti trovi a fare scena muta.

Ai sub in questione, per farla in breve, è stato chiesto di imparare le informazioni sott’acqua o sulla terra ferma, per poi essere sottoposti a test di memoria nello stesso luogo.

Ora immagina questo, pensa che ti mettano una muta e ti scaraventino a centinaia di metri sotto il livello del mare, in una situazione quindi di difficoltà e stress, pensa che lì, sotto l’acqua, ti facciano memorizzare dei concetti, che siano leggi, delle date, qualsiasi cosa.

Dopo essere uscito dalle profondità del mare ti portino a riva e ti interroghino su ciò che hai appreso, e facciano poi lo stesso sott’acqua.

Riepilogando:

  • informazioni apprese sott’acqua.
  • un’interrogazione sott’acqua.
  • un’interrogazione sulla terra ferma.

In quale dei due casi a tuo parere ti ricorderesti meglio ciò che hai imparato? La risposta sembrerebbe scontata, chiunque direbbe sulla terraferma, è più normale come situazione, sembra più ovvia come risposta.

Ecco l’esperimento dimostra esattamente il contrario. Com’è possibile?

Quando Duncan Godden e Alan Baddeley, gli scienziati che si occupavano della ricerca, videro i risultati rimasero anch’essi stupiti.

Lo studio fatto ha mostrato che la capacità di rievocazione di questi soggetti era fortemente influenzata dal luogo in cui si trovavano al momento della verifica, ricordavano infatti più cose se veniva chiesto loro di impararle sott’acqua e poi ripeterle nel medesimo ambiente, oppure se l’apprendimento e “l’interrogazione” avvenivano entrambe a riva.

Se i due ambienti non coincidevano invece i sub si scontravano con una palese difficoltà di rievocazione.

Quello che è interessante notare è come la qualità della rievocazione sia influenzata anche dallo stato fisiologico o psicologico della persona.

Effetti simili sono stati osservati anche per alcol, droghe, e altre sostanze che influenzano lo stato psicologico della persona. Un famoso comico una volta ha detto:

“Oh, adesso mi ricordo dov’ero, oh sì, mi ricordo di aver fatto quello e di essere passato poi alla fase successiva del blackout quando cioè non ci si ricorda niente, tanto che per ricordare bisogna ubriacarsi di nuovo, così da avere due memorie. Ti ritrovi con una memoria da sobrio e una da ubriaco, perché sei diventato praticamente due persone.”

Questa è un’esagerazione ovviamente, ma rende bene il concetto.

Non ti sto dicendo di certo di studiare ubriaco e poi andare agli esami ubriaco, è solo un esempio per farti capire quanto conti l’influenza delle condizioni che ti circondano.

In poche parole, se i tuoi esami li svolgessi nella tua camera, sdraiato sulla tua sedia mentre accarezzi il tuo gatto grigio, ricorderesti molto più informazioni; ovviamente ciò non è possibile, e allora perché ho sprecato il tuo tempo per parlarti di questi sub se è ovvio che NON puoi essere nello stesso luogo quando apprendi e quando ripeti?

La tua memoria cambia in base al tuo stato mentale

L’ambiente è solo una delle tante variabili che ti circondano quando studi e sostieni un esame.

Pensa a frasi come:

  • A casa le sapevo tutte;
  • Quell’argomento era esattamente l’ultimo che avevo studiato ieri;
  • Giuro che quel capitolo ce l’avevo stra in mente.

Se al momento dell’apprendimento sei molto calmo, ma quando ti sottoponi alla verifica sei ansioso o eccitato, la qualità della rievocazione ne risentirà di certo. Se invece passi ore ed ore sui libri in uno stato di perfetta calma e riesci a riprodurre quella condizione anche durante l’esame, beh quei crediti sono tuoi, ed anche un buon voto!

Lo stato emotivo è una componente fondamentale tanto quanto il luogo.

E aspetta, so cosa stai pensando “tutto sto casino per dirmi che devo stare calmo”, assolutamente no:

il vero segreto è mantenere lo stesso stato emotivo quando studi e quando fai l’esame

Detto questo è molto difficile riprodurre uno stato di eccitazione uguale fra studio e esami, per questo motivo è molto più facile lavorare sulla calma.

Per questo una parte fondamentale di quello che insegno ai ragazzi che decidono di cambiare il loro percorso di studio, ottenendo voti più alti con meno fatica si concentra proprio sulla gestione emotiva, per far sì che tu sappia indirizzare le tue emozioni e riesca a gestirle in maniera efficiente.

Molti pensano e ti avranno anche detto che devi imparare una tecnica, degli strumenti miracolosi, qualche segreto tenuto nascosto, ma nessuno considera che il primo passo è lavorare sulla tua calma, perché tutto lo studio che fai sarà completamente rovinato nel momento in cui ti siedi e inizi a tamburellare in modo isterico il piede sul pavimento o giocare con le dita, massacrandoti le pellicine.

Avere lo stesso stato mentale nel momento in cui studi e sostieni le tue prove d’esame può garantirti dei risultati incredibili, e non sono di certo io a dirlo…

Elisa Di Cara

21 maggio alle ore 13:18

Sono una studentessa delle superiori, che sta frequentando il penultimo anno di liceo classico
Ho deciso di seguire il corso per cercare di velocizzarmi nello studio, ottenere risultati più soddisfacenti, e per controllare l’ansia che provavo prima di una verifica.
Pur essendo all’inizio scettica ho decisamente cambiato idea.

I risultati del corso sono stati infatti molto soddisfacenti in quanto i miei voti sono migliorati molto, specialmente nelle materie scientifiche, passando da insufficienze a risultati decisamente superiori, e io sono riuscita ad assumere un controllo migliore della mia ansia, e a credere di più nelle mie capacità.

Oltre a tutto ció sono anche riuscita a migliorare i miei tempi di studio e come organizzarmi.

Ringrazio di cuore l’istruttore Giovanni Scarselletta e la mia tutor Ludovica Floris per avermi aiutata nel percorso, è davvero un ottimo corso di formazione che consiglierei!

Certo NON è sufficiente, questo è il primo passo, dopodiché devi:

  • Imparare ad organizzarti meglio per non finire a due settimane dall’esame con ancora 4 libri da studiare e 7 dispense da leggere;
  • Dimezzare il tempo di studio per non trovarti più dover scegliere fra le tue passioni e lo studio.

Come puoi ottenere tutto questo?

Tutto quello che devi fare è cliccare sul link per partecipare alla prima lezione gratuita e senza impegno del corso Genio in 21 Giorni, e allora ti renderai conto delle immense porte che ti si aprono quando non ti accontenti di fare “come sempre si è sempre fatto”.

 

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