E’ un classico: fino a poco tempo prima della sessione ti svaghi e ti diverti. Poi, quando senti che gli esami sono alle porte, ti incateni a una sedia e incominci a studiare.

Probabilmente già alle superiori eri abituato a studiare quasi esclusivamente il giorno prima della verifica.

Poi arrivi all’università e le cose da studiare aumentano. Ma l’abitudine di ridurti all’ultimo per farlo, rimane.

Non che studiare così sia di per sé “sbagliato”.

Il problema è che studiare e ricordarti un sacco di informazioni quando hai pochissimo tempo per impararle è tremendamente faticoso. E, più fatica fai quando studi, meno rischi di ricordarti.

Come mai?

Devi sapere che il momento in cui il tuo cervello assorbe realmente le informazioni che hai inserito al suo interno, è durante il sonno.

In pratica, se avessi il super-potere di non dormire mai, ti ritroveresti a ricordare molte meno cose.

La conferma di ciò ci arriva da Harvard. Come ci spiega la ricerca “Sleep, Learning, and Memory”, infatti, quando sottoponi il tuo cervello a troppe informazioni tutte d’un colpo, lui ne elimina la maggior parte – e tu non ti ricordi nulla di ciò che hai studiato.

 

Se passi da “non studiare” (o studiare poco) a infarcire il tuo cervello di informazioni come fosse un bignè, lui NON può ricordarsi tutto

 

E’ come se andasse in sovraccarico.

Il motivo è semplice.

Per spiegartelo, devo anzitutto fare una distinzione: nella tua testa esistono 2 tipi di memoria. Una è chiamata a “breve termine”, l’altra è quella a “lungo termine”.

Il passaggio delle informazioni tra una e l’altra, avviene la notte mentre dormi.

In pratica, ciò che hai studiato oggi, se rimane nella memoria a breve termine, ha vita breve. Ecco che mentre sei nel mondo dei sogni il tuo cervello lo trasferisce in quella a lungo termine.

Il problema è che il tuo cervello non può ricordare ciò che studi se fino a ieri il suo sforzo più grande era seguire serie tv, e oggi ti ritrovi a passare tutto il giorno sui libri.

Immagina il collegamento tra queste due memorie come fosse un’autostrada a 2 corsie.

Se prima non studiavi ma poi, tutto d’un colpo, inizi a passare un sacco di tempo sui libri, questa autostrada si blocca. Proprio come se ci fossero troppe auto a percorrerla. Si creano code chilometriche e le ultime informazioni acquisite ci mettono troppe ore per giungere a destinazione.

Il problema è che le informazioni nella memoria a breve termine hanno vita breve. E se rimangono bloccate nel traffico, tempo che raggiungono la memoria a lungo termine, si sgretolano lasciandoti in testa solo un gigantesco punto di domanda.

Ecco che ti ritrovi ad aver studiato per ore ed ore, ma gran parte delle informazioni che hai studiato svaniscono insieme alle speranze di superare dignitosamente l’esame che stai preparando.

Per evitare questa fine disastrosa, hai 2 possibili opzioni.

La prima è la soluzione scontata che tutti conosciamo: iniziare a studiare prima e non ridurti all’ultimo per aprire i libri.

Probabilmente te lo ripeti ad ogni esame quando esci da quell’aula infernale.

Magari, mentre ancora ti sembra di udire la risata malefica del professore che ti ha bocciato, ti riprometti che la volta prossima andrà diversamente. Che sto giro studierai in anticipo e arriverai preparato.

Ma poi, proprio quando sai che dovresti metterti sui libri, vieni assalito da un’irrefrenabile voglia di finire la serie iniziata la sera prima su Netflix. E una volta che l’hai finita? Ricevi un messaggio da parte dei tuoi amici che ti preparano ad uscire e ti invitano ad unirti a loro.

Ed è allora che ti ripeti nuovamente le parole che ti condanneranno alla bocciatura:

<<Massì dai. L’esame è fra tanto. Studierò poi>>

Il problema è che magari continui a ripeterti queste parole più e più volte, finché non arrivi con l’esame alle porte. Davanti all’idea del fallimento che si fa sempre più grossa e cattiva, non hai più scuse.

Ti incateni a una sedia. Dici addio a serie tv e uscite con gli amici, e inizi a studiare – maledicendoti per il fatto di non aver incominciato prima a farlo ed esserti ridotto (ancora) all’ultimo minuto per preparare l’esame.

Magari è l’ultima cosa che avresti voglia di fare.

Ma la paura del confronto col professore si fa sentire.

Sai bene che se non aprirai libro arriverai davanti a lui con gli occhi di chi confida in un miracolo, ma uscirai con la delusione di un’altra bocciatura.

Sopprimi ogni passione e ti butti a capofitto sui libri. Per gli amici non esisti più. Ci manca poco che Netflix, tutto preoccupato, ti mandi una mail chiedendoti perché sei sparito e se va tutto bene.

Ma quel che è peggio è che facendo così non stai bruciando solo le tue passioni. Non stai soltanto rinunciando alle cose che ti fanno stare bene e ti permettono di godere di qualche istante di felicità tra un esame e l’altro.

Se ti riduci all’ultimo a preparare gli esami stai letteralmente bruciando il tuo tempo (e i tuoi sforzi!).

Come abbiamo visto prima, infatti, queste sessioni di studio mandano in tilt il tuo cervello. E quando la tua testa è in tilt, ciò che studi non si consolida e va perso.

Ecco che poi arrivi all’esame consapevole di aver studiato tutto – perché effettivamente, hai studiato tutto – ma non ti ricordi nulla.

Quando pensi alle risposte da dare, sai che quel concetto l’hai studiato. Ma non ti ricordi né dove, né quando, e nei casi peggiori (che sembrano anche quelli più frequenti) non ti ricordi manco il concetto stesso.

E per colpa di una maledetta autostrada troppo piccola per sopportare tutta la quantità di studio che volevi farci passare, ti ritrovi bocciato.

Poco fa, però, ti avevo accennato che c’erano 2 possibili soluzioni per evitare questa fine così disastrosa.

 

Ecco la soluzione per superare con successo il tuo prossimo esame – anche se sei ti sei ritrovato a studiare tutto all’ultimo

Se hai poco tempo per preparare un esame, quel tempo deve essere sfruttato in maniera perfetta.

Migliorare la capacità del tuo cervello di consolidare i ricordi, è possibile. Per farlo devi però capire come “studiare meglio”.

Cosa intendo?

Ognuno di noi ha una memoria con caratteristiche differenti.

Se prendi due studenti a caso, è molto probabile che abbiano una memoria diversa l’uno dall’altro. Quindi, se li fai studiare tutti e due con lo stesso metodo, il risultato finale sarà diverso per uno e per l’altro studente.

In altri termini, a parità di metodo di studio, uno potrebbe uscirsene con un 30 e dire addio ai libri vendendoli al primo che ne ha bisogno… mentre l’altro potrebbe dover affrontare di nuovo l’esame.

Ecco perché tu dovresti anzitutto capire il miglior metodo per te. Quello con il quale il tuo cervello funziona nel migliore dei modi. Così facendo non rischierai più che durante la notte le informazioni che dovrebbero passare dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, si eliminino per sempre.

La conferma ci viene dalla ricerca “The memory function of sleep” eseguita dalla Dr.ssa Susanne Diekelmann: se inserisci le informazioni nel tuo cervello in modo corretto, durante la notte lui avrà più facilità a farle passare dalla memoria a breve termine, a quella a lungo termine. Un po’ come se l’autostrada che le collega passasse da 2 a 4 corsie.

Grazie ad un metodo di studio basato su come funziona la tua memoria, anche se ti riduci all’ultimo con lo studio, puoi dare in pasto le informazioni al tuo cervello in un modo che “gli piace”.

Di conseguenza il ricordo è maggiore a all’esame puoi smorzare quel ghigno malefico stampato sulla faccia del professore.

Questo è proprio quello che potrai imparare al corso Genio in 21 Giorni. Al corso non ti daremo un metodo di studio preconfezionato. Quello che imparerai sarà come funziona la TUA memoria.

Soltanto grazie a un metodo personalizzato potrai aiutare il tuo cervello ad assorbire le informazioni che ti verranno chieste all’esame.

Proprio come Taddeo Roviaro, che dopo aver frequentato il corso Genio riesce a conciliare studio e lavoro, preparando esami in due giorni.

 

Grazie ad un metodo personalizzato come quello che imparerai al corso Genio potrai aumentare la qualità del tuo studio.  A quel punto non importerà più se inizi a studiare mesi prima della sessione d’esame, oppure ti riduci all’ultimo.

Se permetti al tuo cervello di assorbire le informazioni dei libri “come piace a lui”  i ricordi si consolidano più facilmente.

Di conseguenza, quando sei faccia a faccia col professore, hai tutte le carte in regola per farlo rimanere di stucco rispondendo correttamente a ogni sua domanda.

Se vuoi eliminare quel gigantesco punto di domanda che ti si disegna in testa quando sei all’esame di fronte al professore – e fare tuo un metodo di studio personalizzato per ricordarti con estrema semplicità TUTTO ciò che studi – puoi farti coraggio e cliccare qui.