Di solito si parla di quale sia il costo dell’università per le famiglie o gli studenti italiani. Più raramente si fanno i conti su quanto costi perdere un anno di università, sia in termini di opportunità personali e lavorative che – perché no – in termini economici.

Senza tralasciare né l’uno né l’altro aspetto, vediamo cosa comporta rimanere indietro nel percorso universitario e come evitare di farlo grazie al metodo di studio di Genio in 21 giorni.

Il costo delle università italiane

Dati alla mano, ci tocca ammettere, con un certo rammarico, che le università italiane sono tra le più care d’Europa. Senza contare che siamo tra i paesi che meno tutelano il diritto allo studio attraverso l’erogazione di sussidi e borse di studio. 

Il costo delle università italiane. Genio in 21 giorni. 2021

Da noi un anno di università pubblica costa dai 500€ fino a oltre 4000€, a seconda dell’ateneo scelto e del reddito ISEE della famiglia. Come si legge nel rapporto stilato da Federconsumatori, la più cara in assoluto si conferma l’Università di Pavia, con una tassazione massima media di 4.223,00 € annui. Seguono l’Università di Milano (3.630,00 €) e La Sapienza di Roma (3.029,00 €).

La rete europea di informazione sull’istruzione, Eurydice, attraverso un’analisi della situazione dell’istruzione superiore in tutti gli stati membri dell’Unione, mette in mostra una disparità di sistemi. Più cari di noi, in Europa, Regno Unito e Paesi Bassi, che però in alcuni casi compensano con una serie di agevolazioni che facilitano l’ingresso nell’istruzione superiore. In nazioni come la Germania e la Norvegia, invece, non c’è alcuna tassa universitaria da pagare, e le borse di studio coprono oltre il 50% di tutte le spese cui uno studente deve far fronte (non solo quelle legate all’università, ma anche vitto e alloggio, costo dei libri, ecc.). 

E quanto costa perdere un anno di università?

I numeri riportati finora, però, fanno riferimento al solo costo delle tasse universitarie. Evidentemente, però, non solo da quelle si compone la spesa di uno studente o della famiglia che lo sostiene. Per calcolare con precisione l’ammontare totale delle spese, Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Epheso, ha messo a disposizione uno strumento che permette di simulare i costi del mantenimento annuale.

Ipotizziamo una situazione esemplare. Una famiglia con un ISEE tra i 25.000 e i 30.000 €, residente in Puglia, ha un figlio che vuole iscriversi in una facoltà dell’Università di Bologna, decidendo di convivere con altri studenti. Il costo, per un anno, ammonta a poco meno di 8.000 € (con piccole differenze a seconda del corso di studi scelto). Cambia se lo studente in questione diventa un bolognese, appartenente alla stessa fascia di reddito, che decide di studiare nella stessa città vivendo con i propri genitori: una media di 3.000€ all’anno sarà sufficiente. In entrambi i casi, seppur con le dovute differenze, si tratta di una somma di denaro che pesa su un bilancio familiari. 

E quanto costa perdere un anno di università. Genio in 21 giorni. 2021

Bene, dobbiamo pensare che un anno di ritardo negli studi costi esattamente tanto. Perdere un anno di università significa dover investire il costo pari ad un’annualità di spese. Inoltre, bisogna qui considerare anche il mancato guadagno: un anno in più di studi significa un anno in meno di lavoro. 

Come vedremo di seguito, a livello di selezione vale moltissimo il dimostrare di essere stati al passo con gli esami e, in alcuni contesti lavorativi, anche l’età può fare la differenza.

Laurearsi in tempo o con voti alti? Questo è il dilemma

È ovvio che nessuno si iscriva all’università pensando di terminare gli studi in ritardo, laureandosi fuori corso e continuando a pesare sulle spalle dei propri genitori. C’è anche chi lo mette in conto, consapevole delle proprie difficoltà, o magari perché si mantiene da solo e quindi concilia studio e lavoro. Di fatto, perdere un anno di università succede, e non è neanche una cosa per la quale valga la pena flagellarsi.

Accanto a chi cerca di non mortificarsi per essere rimasto indietro negli studi, si muovono poi due schiere di studenti, apparentemente inconciliabili. Da un lato c’è chi vuole laurearsi in tempo ad ogni costo; dall’altro chi pensa che è meglio laurearsi con dei voti alti e una buona media, anche se questo dovesse comportare un rallentamento.

Ai due schieramenti di studenti, corrispondono due schieramenti nel mondo del lavoro. C’è chi dice che è meglio finire il prima possibile ed immettersi nel mondo del lavoro, che il voto della laurea non importa a nessuno; e, all’opposto, chi magari sostiene l’importanza di un bel voto, sia per presentarsi ad un colloquio di lavoro, sia per avere una certa soddisfazione personale.

La verità (come la virtù) sta nel mezzo

Innanzitutto, molto dipende da cosa si voglia fare dopo l’università. 

Alcuni lavori, infatti, richiedono necessariamente un determinato voto di laurea. Questo vale, per esempio, per tutte quelle posizioni cui si accede mediante concorso pubblico: talvolta il voto di laurea costituisce uno sbarramento d’accesso, mentre altre volte il voto non è vincolante ma contribuisce a generare il punteggio finale. In questi casi, tra l’altro, è preferibile aver acquisito ulteriori titoli e certificazioni, motivo per cui può essere meglio perdere un po’ di tempo in più all’università, ma uscirne con un maggior numero di attestati.

Al contrario, ci sono una serie di lavori per i quali il valore numerico espresso dal voto resta di rilevanza marginale. È il caso delle aziende hi-tech e delle multinazionali del comparto STEM (Science Technology Engineering Mathematics), per le quali conta che si sappiano mettere in pratica le conoscenze e competenze acquisite durante il percorso di studi. Lavorare in gruppo, in contesti multiculturali che richiedono l’utilizzo di più lingue, l’attitudine al viaggio e al multitasking, sono gli aspetti che fanno guadagnare più punti rispetto al banale voto di laurea.

Stesso discorso per i lavori di ambito medico, veterinario e infermieristico. Si parte dal presupposto che gli esami sono molti e di varia natura e riuscire ad avere in tutti dei voti eccellenti è molto difficile. Per questo vengono valutate positivamente le capacità di adattarsi o l’abilità e la prontezza dimostrata sul campo.

Due piccioni con una fava laurea in tempo e con voti alti. Genio in 21 giorni. 2021

Due piccioni con una fava: laurea in tempo e con voti alti

Non è detto che una laurea in ritardo influisca negativamente sulle opportunità di lavoro.  Certo, meglio non rischiare! 

Di fatto, si tratta di un discorso troppo personale perché lo si possa semplificare o banalizzare. Ogni caso è differente e proprio per questo noi di Genio abbiamo pensato a un metodo di studio tagliato sulle esigenze del singolo studente. Se ti dicessi che c’è un modo per non rinunciare né ai voti alti né tantomeno alla possibilità di laurearsi entro i tempi canonici? 

Chiunque ha il potenziale per riuscire a superare gli esami in tempi ridotti e con ottimi risultati, ciò che più conta è trovare un proprio ritmo, oltre che un proprio metodo. Il problema è che non sempre è semplice. Evita, per esempio, di pensare che il metodo di studio utilizzato alle superiori sia giusto da applicare anche all’università: il carico di studio è cambiato, l’ambiente esterno è cambiato, tu sei cambiato, perché il metodo di studio non dovrebbe cambiare?

No sottovalutare l’aspetto emotivo. Capita spesso di scegliere percorsi universitari che si rivelano distanti dalle nostre aspettative, o che si perda motivazione man mano che si avanza nel percorso, perché magari gli sforzi non sembrano giustamente ripagati. Questo può influire sul tuo rendimento. Imparare a gestire l’ansia da esami e lo stress da studio è un passo fondamentale perché tu possa procedere in maniera più rapida e meno incerta. Infine, ricorda che il percorso di studi non è competizione, bensì è un’occasione unica di apprendimento. Sfrutta al meglio gli anni universitari per accumulare conoscenze e competenze, dentro e fuori l’ambiente accademico, e cerca di assorbire gli stimoli che hai intorno come una spugna, senza lasciarti distrarre dall’obiettivo finale, ma traendone invece forza per avanzare. Fissa un obiettivo, i tutor di Genio in 21 Giorni ti aiuteranno a raggiungerlo.