Secondo i dati Eurostat, in Italia solo il 29% della popolazione di età tra i 25 e i 34 anni è laureato, contro la media di 41% dell’Europa. Dov’è il problema? Ma soprattutto, cosa possiamo fare per aiutare studenti e studentesse a non finire a riempire le liste delle testimonianze negative sull’abbandono scolastico? Genio in 21 giorni denuncia una situazione allarmante, e ha fatto della risposta a queste domande la sua missione.

Genio in 21 Giorni denuncia: “Ecco il quadro di riferimento”

È triste da ammettere, ma bisogna fare i conti con la realtà. Genio in 21 giorni denuncia che l’Italia è al penultimo posto in Europa per percentuale di laureati.

Solo il 27,6% della popolazione tra i 30 e i 34 anni possiede una laurea. Peggio di noi soltanto la Romania, con una percentuale di 25,8. 

Genio in 21 Giorni denuncia Ecco il quadro di riferimento Genio in 21 giorni

La denuncia di Genio in 21 giorni arriva dopo la comunicazione  dell’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, che ha raccolto le quote di laureati registrati nei singoli paesi comunitari. La classifica vede al primo posto il Lussemburgo (61%), seguito da Irlanda e Cipro, pari merito con il 58%

Il gruppo dei virtuosi si completa con Lituania, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Slovenia e Svezia. Questi paesi, infatti, hanno raggiunto con un anno di anticipo il traguardo del 41% prefissato dall’UE per il 2020.

L’Italia si mantiene ancora molto lontana da questi numeri e, senza serie riforme al sistema educativo, si allontana dalla possibilità di arrivare pronta all’obiettivo del 2030: 45% dei giovani tra i 25 e i 34 anni dovrà aver completato l’istruzione universitaria.

Il ruolo dell’UE: la strategia Europa 2020 e la Relazione di monitoraggio dell’istruzione 

Nonostante la media europea di laureati abbia superato la quota prevista del 40% (i dati la vedono al 41,6%), i singoli stati presentano situazioni differenti.

Che l’istruzione sia il motore del progresso di un Paese, è fuori discussione. Tuttavia, la denuncia di Genio in 21 Giorni è chiara: il panorama educativo risulta essere ancora carente sotto molti punti di vista. 

Consapevole dell’importanza di avanzare politiche comunitarie a sostegno dell’istruzione, l’Unione Europea lavora su più fronti per garantire a studenti e studentesse di poter raggiungere degli appropriati obiettivi formativi.

Due sono le misure che qui vogliamo prendere in considerazione (che sono l’una l’estensione dell’altra) perché è all’interno di queste che agisce anche Genio in 21 giorni.

Il ruolo dell’UE la strategia Europa 2020 e la Relazione di monitoraggio dell'istruzione Genio in 21 giorni

La prima e più importante è la strategia Europa 2020, che ha guidato il percorso degli Stati europei fino all’anno passato. Nel documento ci si propone di raggiungere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, ed è qui che si fissa l’obiettivo del 40% di laureati.

A partire da questo, ogni anno l’UE elabora anche una Relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione. Come si legge sul sito:

“La relazione misura i progressi compiuti dai paesi verso il conseguimento degli obiettivi del quadro strategico per l’istruzione e la formazione 2020 (ET 2020) per la cooperazione europea in questi settori. Inoltre, fornisce informazioni sulle misure adottate per affrontare le questioni legate all’istruzione nell’ambito del processo del semestre europeo.”

A queste si può aggiungere l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a firma dell’Assemblea Generale dell’ONU. L’obiettivo numero 4, infatti, è interamente dedicato all’istruzione con il proposito di

“Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”.

Genio in 21 giorni denuncia: il perché dell’abbandono universitario

Tutti questi testi promulgati a livello nazionale e internazionale, hanno lo scopo comune di offrire dei suggerimenti per la promozione di riforme politiche che agiscano sul sistema educativo.

Il fine ultimo è di conciliare le esigenze della società con l’offerta del mercato del lavoro. Quest’ultimo, infatti, è diventato sempre più competitivo e richiede figure professionali con maggiori competenze e conoscenze. D’altra parte, come si è detto anche prima, una popolazione che ha un alto grado di istruzione, favorisce la crescita economica di uno stato.

Fin qui tutto vero, ma bisogna fare i conti con la realtà dei fatti: la laurea non è un obiettivo facilmente raggiungibile per tutti i giovani europei.

Genio in 21 giorni denuncia il perché dell’abbandono universitario Genio in 21 giorni

Ancora una volta la denuncia di Genio in 21 giorni parte dai numeri. Incrociando i dati di Eurostat e AlmaLaurea, più di 3 milioni di giovani non completano il percorso universitario scelto. Con 523.900 abbandoni solo nel 2017 (289.900 studenti e 234.000 studentesse) l’Italia ha un triste primato anche in questo ambito: è la seconda a livello europeo, dopo la Francia. 

Per capire però dove sta il problema bisogna analizzare a fondo questo dato. Il 36,8% degli studenti italiani uomini tra i 25 e i 34 anni, abbandona l’università mossi dal desiderio di trovare un impiego (contro il 24% della media europea). Tra le altre motivazioni rilevanti si inseriscono quelle familiari, più condizionanti per le studentesse. Infine, influisce molto anche la mancanza di corrispondenza tra le aspettative sul proprio corso di studi e la sua effettiva realizzazione.

Queste informazioni devono farci riflettere su quali sono le carenze del sistema educativo e cosa si può fare in concreto per colmarle.

Piano d’azione contro l’abbandono universitario

Considerando ancora una volta i dati di AlmaLaurea, possiamo stilare una piccola lista di misure da considerare per un miglioramento del percorso scolastico.

  1. Lo studente deve essere messo a conoscenza dei vari percorsi formativi.

Già da diversi anni le università organizzano i cosiddetti Open Day per le future matricole. Sarebbe positivo non limitare queste occasioni a sporadici eventi, ma estendere l’orientamento a tutto l’ultimo anno di scuola superiore. 

L’obiettivo non è ‘plagiare’ lo studente con le aspettative del professore di turno o della società, bensì l’esatto contrario: bisogna capire quali siano gli interessi e le capacità del singolo in modo da facilitare l’incontro tra le sue aspirazioni e il percorso universitario che meglio le rappresenti.

  1. Lo stato deve sostenere economicamente gli studenti svantaggiati.

Nel periodo dell’università, molti studenti si spostano dal proprio luogo di origine per scelta o per necessità. In entrambi i casi, deve essergli consentito di frequentare l’università con il supporto e il sostegno adeguato. In Italia esistono le borse di studio e gli alloggi per studenti con situazioni socio-economiche svantaggiate, ma non sono sufficienti. 

D’altra parte, alcuni studenti lavorano mentre completano gli studi. Questo porta spesso ad andare fuori corso. Secondo noi di Genio in 21 Giorni il costo di un anno di università perso corrisponde ad una spesa di circa 8.000€. È inevitabile che incida negativamente sugli abbandoni.

  1. La formazione universitaria deve preparare l’individuo al futuro mercato del lavoro.

Circa un terzo degli studenti italiani sceglie la facoltà universitaria sulla base di considerazioni personali; soltanto l’8,2% la sceglie tenendo in considerazione le proprie aspettative professionali.

Nel momento in cui lo studente si accorge che il percorso universitario scelto non potrà condurlo al lavoro dei suoi sogni, si produce la frattura dell’abbandono. In Europa, l’aspettativa disattesa circa il percorso di studi è la causa del 27,3% degli abbandoni universitari.

Piano d’azione contro l’abbandono universitario Genio in 21 giorni

La denuncia di Genio in 21 giorni: un metodo di studio per evitare l’abbandono universitario

Essere uno studente non è facile. Non serve la denuncia di Genio in 21 giorni per capirlo.

Passando dalle superiori all’università, i ragazzi e le ragazze si trovano catapultati in un mondo diverso, per il quale non erano stati preparati.

Il primo impatto doloroso si ha quando lo studente si accorge che dovrà farsi carico di un metodo di studio completamente nuovo. Il problema, in questo caso, è che la scuola tende ad uniformare i metodi di studio, come se ve ne fosse soltanto uno valido. Chiunque non si trova a proprio agio ad usarlo, avrà difficoltà nell’approcciarsi al percorso universitario.

Genio in 21 giorni denuncia proprio questo aspetto. Ogni studente ha il proprio metodo di studio e le lezioni che offriamo solo calibrate su di esso. I nostri tutor sono formati per fornire agli studenti metodi di studio personalizzati, che si adattino perfettamente alle loro capacità cognitive.

Una volta capito come studiare, il consiglio che sento di dare ai giovani studenti, è metterci delle solide motivazioni per andare avanti. Sentire l’università come un obbligo o un dovere imposto dalla società o dalla famiglia, non farà che accrescere il malessere e innescherà un circolo vizioso.

Noi di Genio in 21 giorni sappiamo come aiutare uno studente a gestire lo stress da studio e l’ansia da esami. Partire da qui sarebbe un buon punto per evitare, forse, tanti abbandoni universitari.