Scopri lo strumento che ti permetterà di evitare la scena muta al prossimo esame (e a quelli futuri!)

<Ok. Sono pronto. L’esame di domani andrà bene>

Ecco che decidi finalmente di andare a dormire, speranzoso che tutte le ore passate con la testa tra le pagine di quel libro ti facciano fare una bella figura davanti al professore.

<So tutto>

Ti dici tra te e te ripensando a quanto impegno c’hai messo.

Hai seguito le lezioni, preso appunti, studiato sia dalle slide che dal libro…

Non può andare male. Senti che questa è la volta buona e che riuscirai finalmente a toglierti dalle scatole sto dannato esame, avvicinandoti così alla laurea che ti sta facendo penare così tanto.

Poi arrivi all’esame. Sei seduto davanti al professore. Ed ecco che arriva la prima domanda.

Arriva però accompagnata da una sensazione che, forse, ti è alquanto famigliare: il vuoto.

<Ma no! Come cacchio è possibile? Eppure ieri la sapevo! No dai, devo ricordarmelo. Che poi mi tocca ripetere sto dannato esame al prossimo appello. Ne ho già 3 da preparare per la sessione estiva e di rifare da capo anche questo, quando i miei amici saranno in spiaggia a divertirsi, non ne ho proprio voglia… Che poi sto professore sembra quasi ridersela sotto i baffi quando qualcuno non sa una risposta. Secondo me ci gode proprio a bocciare la gente!>

Ecco qual è il dialogo che attraversa la testa di migliaia e migliaia di studenti universitari ad ogni esame.

Ma forse, sai bene di che cosa parlo.

Forse conosci benissimo quella sensazione del “pensavo di sapere tutto, ma davanti al professore ho fatto scena muta”.

Ed ecco che ti ritrovi ad essere bocciato.

Ma non preoccuparti.

In questo articolo ti spiegherò il vero motivo per cui a volte hai un vuoto di memoria proprio quando ti siedi davanti al professore all’esame. E ti ritrovi così ad essere bocciato, consapevole di aver buttato via tutte le ore e l’impegno usati per prepararlo.

Inoltre capirai qual è lo strumento migliore per essere certo al 100% di non fare più scena muta all’esame, evitando così di doverlo ripetere più e più volte

Anzitutto, andiamo a vedere in che modo organizzi le informazioni che devi studiare.

Molto probabilmente, utilizzerai una (o più) tra queste 3 tecniche:

1) Evidenzi il libro 

2) Scrivi pagine di riassunti

3) Organizzi il tutto in schemi concettuali

Se organizzi le informazioni da memorizzare con uno di questi metodi, sappi che stai correndo dei rischi.

Come ci spiega una ricerca effettuata dal Dr. Daniel Aharoni tramite il Dipartimento di Neurologia e Psicologia dell’Università della California, ogni informazione presente nella tua memoria è “legata” ad altre informazioni.

Detto in altri termini: se ti dimentichi anche solo un concetto durante l’esame, rischi di scordarti anche tutti quelli collegati.

Perché quindi se utilizzi uno dei 3 metodi elencati qua sopra, rischi di ritrovarti a fare scena muta davanti al professore? Lo vediamo subito.

Immagina la tua memoria come un gigantesco armadio pieno di vestiti.

Un armadio generalmente è formato da vari cassetti e scompartimenti.

Tendenzialmente, c’è il cassetto delle maglie, quello dei pantaloni, quello della biancheria, e così via…

Se ti viene chiesto di prendere un paio di jeans, apri il cassetto dei jeans.

Non devi ricordarti dove hai messo le maglie per trovare i calzini, sopra le mutande, accanto ai jeans che stai cercando.

Altrimenti, se per un qualche motivo non trovi le maglie, allora non trovi neanche i calzini, le mutande e, di conseguenza, i jeans.

Ecco. Utilizzando uno dei 3 metodi di poco fa, impari le informazioni del libro in modo sequenziale.

Il problema è che, molto spesso, l’ordine con cui sono spiegati i concetti sul libro NON è l’ordine che dovresti utilizzare per impararli in modo efficace.

I libri sono sicuramente indispensabili per capire l’argomento che contengono, ma non sono fatti per permettere al tuo cervello di ricordarsi tutto con facilità.

Di conseguenza, uno dei motivi per cui fatica a ricordare il contenuto di mattoni da mille mila pagine è anche proprio il come viene presentato.

E, soprattutto se sottolinei il libro o fai dei riassunti, ti ritroverai ad imparare quello che studi proprio per come è stato scritto sul libro.

Forse, a questo punto, starai pensando che creare schemi concettuali potrebbe essere la soluzione. Mi dispiace, ma no. Non è così.

Se vuoi evitare di ritrovarti ancora a fare scena muta quando ti siedi davanti al professore al prossimo esame, allora dovresti assolutamente evitare di creare degli schemi concettuali per studiare

Infatti, come ci spiega il Dr. Paul Farrand in una ricerca effettuata tramite l’Università di Plymouth, alla tua mente non piace apprendere tramite gli schemi concettuali.

Come mai?

Come forse saprai, il tuo cervello è diviso in 2 “emisferi”.

Quello sinistro svolge tutte quelle funzioni legate alla logica e alla razionalità. Quello destro si occupa di tutto ciò che riguarda le emozioni e la creatività.

Utilizzando gli schemi concettuali, fai lavorare soltanto la parte sinistra della tua testa.

E’ un po’ come se andassi in bicicletta pedalando solo con un piede. Come risultato fai il doppio della fatica per andare alla metà della velocità.

Diverso sarebbe permettere ad entrambi gli emisferi del tuo cervello di lavorare. In questo modo potresti performare molto meglio nello studio, ricordandoti più cose quando sei davanti al professore.

Ma con gli schemi concettuali no. Non è possibile usare entrambe le parti del tuo cervello.

Di conseguenza,  il rischio è proprio quello che se dimentichi anche solo un’informazione, inneschi una reazione a catena e ti scordi pure tutto il resto, sfoggiando una tremenda scena muta durante l’esame e guadagnandoti la bocciatura.

Quindi? Se gli schemi concettuali sono così inefficaci, come puoi garantirti il successo al prossimo appello?

Come evidenzia la ricerca del Dr. Farrand, per inserire in modo preciso e ordinato le informazioni nel tuo cervello ed essere certo di ricordare tutto durante l’esame, il miglior metodo che puoi utilizzare è quello delle mappe mentali

E’ stato infatti visto che se organizzi i concetti in questa maniera, la tua mente è molto facilitata a ripescare le cose che hai imparato, quando ne ha bisogno.

Grazie alle mappe mentali puoi contare sul 100% del tuo cervello, andando a sfruttare anche il lato destro, ovvero, quello creativo.

In questo modo, durante l’esame, non avrai più quella sensazione di “aver già letto da qualche parte la risposta alla domanda che hai ricevuto”. Semplicemente, se hai inserito l’informazione nella mappa, e l’hai memorizzata, te la ricorderai – evitando così spiacevoli scene mute.

Non a caso, quello delle mappe mentali è il sistema di riorganizzazione dei concetti che viene insegnato al corso Genio in 21 Giorni e che garantisce a tutti i nostri studenti risultati come quelli di Alessandra:

Rischiare di fare scena muta durante gli esami è uno degli incubi peggiori per uno studente universitario. Passi intere giornate a studiare e poi, quando sei davanti al professore, l’unico risultato che ottieni è quello di fargli pensare di non sapere niente.

Non è giusto.

Non lo è soprattutto se consideri che, alla fin fine, non è neppure colpa tua ma, invece, di un metodo sbagliato.

Un metodo scorretto, che ti sei ritrovato a dover utilizzare perché mai nessuno ti ha insegnato a studiare. Nessuno si è mai preoccupato di darti uno strumento come le mappe mentali, capace di farti evitare quelle interminabili giornate sui libri ricolme di ansia e paura per come andrà l’esame.

Ovviamente, le mappe mentali sono uno strumento davvero straordinario solo se le sai applicare nel modo corretto. Se sbagli, il rischio è quello di ritrovarti punto a capo. Dovrai preparare di nuovo l’esame e ripetere il confronto faccia a faccia col professore.

Per capire in che modo puoi equipaggiare il tuo studio con lo strumento delle mappe mentali, evitando il rischio di fare scena muta durante il prossimo esame, clicca qui e scopri il metodo di studio Genio in 21 Giorni!

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