Le mappe mentali sono conosciute in tutto il mondo come strumento di studio ma, se usate in modo avanzato, sono anche uno strumento straordinario per affrontare e comprendere situazioni anche molto complesse, per risolvere problemi o programmare attività. Ne parliamo in questo post. 

Mappe mentali per studiare: cosa sono e chi li ha inventate

Le mappe mentali sono state ideate dallo psicologo cognitivista inglese Tony Buzan alla fine degli anni sessanta. Da studente Buzan era rimasto affascinato dalle scienze dell’apprendimento e del potenziamento delle facoltà mentali ma riteneva che ci fossero ancora troppo pochi strumenti pratici ed efficaci, soprattutto sulle tecniche per prendere appunti. 

Ha così ideato uno strumento per rappresentare ed elaborare il pensiero: le mind maps o mappe mentali per studiare, ma non solo.
Uno strumento che fosse adeguato alle caratteristiche del cervello, stimolandone facilmente la memoria visiva e quindi la memorizzazione e il ricordo. 

Una mappa mentale è strutturata come un albero, che si estende partendo dal centro verso l’esterno.
Ogni elemento della mappa ha sempre e solo un antecedente, cui è collegato mediante un ramo.

Mappe mentali per studiare all’università: perché sono così indispensabili

Il mindmapping è una tecnica visuale per stimolare e mettere a frutto le capacità creative personali e di gruppo, le risorse mentali inconsce, i processi associativi spontanei con i quali si ristrutturano le idee, la sovrapposizione di varie chiavi interpretative per comprendere le situazioni.

Ma perchè è così importante avere questo strumento a disposizione, soprattutto quando sei all’università?

Il motivo è che una mappa mentale, a differenza di quello che molti credono, non è uno strumento per ricordare e memorizzare informazioni. È molto di più: è uno strumento che ti permette di avere padronanza completa della materia, di avere sempre una visione completa di quello che devi studiare.

E questo, all’università più che mai, è un requisito indispensabile se vuoi avere successo con lo studio.

studiare velocemente bene senza fatica

Il vantaggio di usare le mappe mentali per studiare

Una mappa mentale, secondo le teorie di Tony Buzan, non è un gioco o uno stratagemma ma una vera e propria rappresentazione grafica del pensiero, un vero e proprio metodo di apprendimento dei concetti attraverso la memoria visiva.

Può sembrarti strano ma in effetti questa è una realtà conosciuta e utilizzata ben prima di Tony Buzan da uno dei più grandi geni dell’umanità intera: Leonardo Da Vinci.

Il Codex Leicester è uno dei circa 30 testi scientifici lasciati da Leonardo, scritti di suo pugno nella tipica calligrafia a specchio e  corredato, come tutti gli altri, da schizzi e disegni esplicativi.

Sono 18 fogli di carta, piegati a metà e scritti su tutti e quattro i lati fino a formare un piccolo quaderno di 72 pagine.

Più che a un testo vero e proprio, assomigliano infatti a una raccolta di appunti.

appunti leonardo da vinci vs mappe mentali
Gli appunti visuali da 30 milioni di dollari di Leonardo Da Vinci

È entrato nel Guinnes dei Primati come il il manoscritto più pagato al mondo il 12 dicembre 1980, quando l’imprenditore statunitense Armand Hammer si è aggiudicato in un’asta da Christie’s il Codex Leicester di Leonardo da Vinci per la cifra di 5.126.000 dollari.

Fino ad allora il record apparteneva a una copia della Bibbia di Gutenberg, pagata 2 milioni nel 1978.

Oggi il primato è ancora valido, poiché nel 1994, alla morte di Hammer, Bill Gates se lo aggiudicò per 30.800.000 dollari.

Nel testo Da Vinci affronta argomenti di astronomia, idrodinamica, proprietà delle rocce e dei fossili, dell’aria e della luce celeste.

Spiegando, per esempio (centinaia di anni prima della formulazione della teoria della tettonica a placche), che se si trovano fossili nelle montagne è perché queste prima costituivano il fondo del mare.

Se osservi con attenzione i suoi appunti ti puoi subito rendere conto che Leonardo non è da considerare un genio solo per quello che scriveva.

Ma anche per come prendeva gli appunti.

Come puoi vedere, il modo di pensare di Leonardo era completamente diverso da quello che ti hanno insegnato ad usare a scuola.

Osservando i suoi appunti puoi subito notare tre particolarità:

  1. Scriveva da destra verso sinistra.
    Si dice fosse un espediente per evitare che qualcuno capisse e copiasse i suoi progetti.
  2. Ragionava per punti chiave.
    Se guardi i suoi appunti non troverai mai lunghe sbobinature. Ma piccole didascalie fatte di parole chiave.
  3. Usava soprattutto immagini.

Leonardo era un genio, su questo non c’è dubbio. Ma di certo non poteva contare sulle conoscenze riguardo la memoria e il cervello che ci sono oggi.

Nonostante questo, aveva capito che usare le immagini gli permetteva di ricordare meglio i suoi appunti, in questo modo per la sua mente era molto più facile riuscire a rielaborare le informazioni.

Leonardo aveva già capito 500 anni fa il principio sul quale si basa la memoria.

Per parlare alla tua mente devi usare la sua stessa lingua.

Mappe mentali per studiare più velocemente

Ti sarai sicuramente reso conto che ci sono alcune informazioni che la tua mente ricorda al volo e altre che sei costretto a ripetere un milione di volte.

Se ti fermi per un secondo a riflettere sono assolutamente sicuro che ogni ricordo nella tua mente è fatto da almeno un paio di questi quattro elementi:

  1. Immagini
  2. Associazioni di immagini.
  3. Associazioni di suoni.
  4. Un tuo coinvolgimento emotivo.

Ho ragione vero? È il linguaggio col quale la tua mente comunica.

Ma in che modo questo può esserti utile per il tuo studio?

Al corso Genio in 21 Giorni tra le tante tecniche di studio, imparerai a usare le mappe mentali.

Forse hai già visto qualche foto simile a questa.

genio in 21 giorni mappe mentali

Come vedi nelle mappe mentali per studiare ci sono dei piccoli disegni (io non sarei mai in grado di farli così bene, lo ammetto).

Questi disegnini si chiamano “visual” e servono per fare in modo che la tua mente sia in grado di acquisire le informazioni senza dover fare la fatica di interpretarle, traducendole da parole scritte in immagini.

Il motivo per cui non ti ricordi mai al primo colpo quello che studi, nasce proprio a causa di questo problema!

Nei tuoi libri ovviamente non ci sono più le figure come in quelli che avevi da piccolo.

Sono fatti di parole. Righe e righe di parole. A volte scritte in un modo volutamente pomposo e difficile da digerire.

(Sai a qualche professore piace far vedere di “essere studiato”…)

Ti sei però appena reso conto che la tua mente non lavora con le parole, ma con le immagini.

Quindi se cerchi di ricordare i concetti espressi nel tuo libro imponendo alla tua mente di ricordarsi le parole, vai incontro alle stesse difficoltà che incontreresti chiedendo delle indicazioni stradali a un tizio che parla solo cinese.

Parlate due lingue diverse, non riuscirete mai a intendervi.

La comunicazione col tuo cervello funziona allo stesso modo.

Mappe mentali università

Non puoi imporgli di ricordarsi le parole se lui sa usare solo le immagini.

Ok, ma come faccio a trasformare un concetto totalmente astratto in un’immagine?

Ti faccio subito vedere un esempio.

Se dovessi ricordare il concetto di RABBIA il discorso è abbastanza facile. Ti basterebbe disegnare una faccina incazzata come questa 😡

Oppure potresti utilizzare un’altra immagine concreta che ricordi il concetto grazie ad un’associazione di suoni. In questo caso per ricordare “RABBIA” potrei utilizzare l’immagine di un “RABBINO

Sicuramente però ti capiterà di dover ricordare parole molto più difficile di rabbia.

Se studi giurisprudenza potresti dover studiare e ricordare una serie di leggi legate al concetto di PERMUTA.

In diritto, la permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro. (art. 1552 Cod.Civ.)

Non è altrettanto facile riuscire a trovare un’immagine concreta per ricordare questa parola.

In questo caso devi utilizzare un’associazione di immagini.

In questo caso ho unito PERA e MUTA.

mappe mentali visual

Qui ho fatto un piccolo fotomontaggio ma è chiaro che su una mappa non devi perdere tempo cercando di fare immagini troppo curate. Soprattutto se sei impedito come me a disegnare.

È sufficiente uno schizzo stilizzato.

L’immagine che scegli di usare è sempre soggettiva. Quello che è funzionale per te potrebbe non esserlo per un’altra persona.

Le immagini paradossali, come quella qui sopra, sono molto più facili da ricordare.

Le cose strane o paradossali si imprimono meglio nella tua mente rispetto a un immagine che, per esempio, richiama il concetto di permuta solo per il significato che la parola ha.

Probabilmente fino ad ora hai cercato di ricordarti pagine e pagine violentando il tuo cervello ad usare un linguaggio non suo.

Questo ti ha portato a dover leggere e rileggere, e ririleggere ogni cosa almeno cinque o sei volte prima di ricordartela alla meno peggio.

Se vuoi uscire per sempre da questa frustrante routine devi iniziare a capire come si studia in modo efficace ma soprattutto intelligente.

Aggiorna il tuo sistema operativo. È ora che anche il tuo metodo di studio faccia un upgrade!

500 anni fa Leonardo da Vinci aveva già capito più verità su come studiare e prendere appunti in modo efficace rispetto a quelle che ti hanno insegnato fino ad oggi.

Come prendere appunti a lezione con le Mappe Mentali per studiare molto più facilmente

In classe di solito ci sono due atteggiamenti agli antipodi rispetto al seguire la lezione: c’è il grafomane incallito, che consuma litri di inchiostro e disbosca l’Amazzonia per il numero di pagine che riportano fedelmente le parole proferite dall’insegnante, e poi ci sono i famosi giocatori di battaglia navale. O forse dovrei dire di Fortnite o di League of legends!

Tra questi due estremi ci sono poi tutte le sfumature di grigio.. Chi fa degli schemi, chi mette delle note sul libro, chi schematizza, chi ascolta e basta.

Ora, qual è a mio avviso il modo più intelligente di prendere appunti?

Semplicissimo. Compra un quaderno monocromo, coi fogli bianchi. Senza linee e quadretti.

  • Quando sei a lezione prendi il quaderno in orizzontale e disegna al centro un’immagine simbolo della lezione. Se non sai di cosa parlerà il prof. lascia in bianco il centro della mappa, lo riempirai alla fine, quando tutto ti sarà più chiaro.
  • Parti da ore 13 per tracciare il primo ramo della mappa.
  • Dividi il foglio in 4 parti, a ognuna attribuisce un quarto d’ora di tempo. Tutto ciò che viene detto nel primo quarto d’ora verrà appuntato nel quadrante in alto a dx, segui poi il senso orario, quindi durante il secondo quarto d’ora verrà sintetizzato nel quadrante in basso a dx e così via.
  • Per ogni argomento principale crea un ramo che parta dal centro, per ogni sottoargomento un ramo secondario che si diparte dal ramo principale, fino ai dettagli.

Ricorda la mappa è tale se sui rami scrivi parole chiave, non frasi. Se la tentazione è quella di scrivere una frase invece di una parola è perché non stai elaborando attivamente il significato.

Se hai paura di dimenticare una frase importante, una definizione, dei dettagli ricordati che la mappa ha un retro, perciò queste cose le puoi appuntare da un’altra parte.

Noterai che devi prestare un livello di attenzione più alto del solito per individuare i concetti e rappresentarne graficamente i collegamenti.

Questo passaggio, l’elaborazione, è la fase che permette al cervello di integrare le nuove conoscenze con le vecchie ed è una delle fasi più importanti dello studio.

Se non comprendi qualcosa di quello che viene spiegato te ne rendi conto immediatamente proprio perché non capisci cosa mettere sulla mappa. Benissimo! Meglio accorgertene a lezione quando hai davanti il professore a cui chiedere, piuttosto che a casa quando rileggi gli appunti che hai preso o che ha preso qualcun altro e che tu hai fotografato con il cellulare…

Se anche lo schema che ottieni alla fine è brutto e pasticciato, ciò che conta è il lavoro di assimilazione che inevitabilmente hai dovuto fare per creare lo schema che conta.

Tutto il lavoro a casa sarà estremamente veloce, e riguarda l’approfondire i concetti che il professore ha dimostrato di apprezzare maggiormente perché ci si è dedicato per più tempo, come potrai evincere dalla tua mappa, appositamente divisa in quadranti, non solo per poter facilitare la gestione dello spazio a disposizione, ma anche per conservare un dato che negli appunti tradizionali si sarebbe perso.

Applica il sistema dei ripassi programmati alla mappa creata per appunti e vedrai che questo sistema velocizzerà in modo incredibile il tuo studio.

Mappe mentali per preparare la tesi

Nel caso degli studenti universitari, le mappe mentali sono utilissime anche perché sono di grandissimo aiuto quando devi progettare un contenuto complesso, come per esempio la tesi. Puoi quindi usare le mappe per creare la struttura degli argomenti principali e poi gli argomenti correlati. Il risultato della mappa è una visione schematica e d’insieme dell’intera tesi.

Mappe mentali per le materie scientifiche

In questo video scopri come evitare gli errori di distrazione durante gli esami delle materie scientifiche grazie alle mappe mentali GPS.

Storia dell’architettura in 1 mese grazie alle mappe mentali

In questo episodio del nostro podcast invece, scopri come il solo aver imparato ad usare le mappe mentali ha permesso ad una ragazza a preparare l’esame di storia dell’architettura in un solo mese dopo il corso Genio.

Software mappe mentali per studiare

Se non sei bravo a disegnare o sei una persona ipertecnologica, potresti trovare giovamento ad utilizzare i software per le mappe mentali. I più noti e gratuiti sono FreeMind, Xmind, Coogle

Usare i software mappe mentali può essere molto utile perché ti permette di

  • aggiungere rami infiniti senza il problema di uscire dal foglio
  • fare modifiche ai rami della Mappa senza doverla riscrivere o usare litri di scolorina
  • inserire agevolmente immagini, icone e qualsiasi cosa ti aiuti a memorizzare anche se sei sempre stato negato per il disegno
  • averla sempre con te in formato digitale sullo smartphone, sul tablet o sul portatile

Attenzione però, diversi studi hanno dimostrato che il nostro cervello apprende meno efficacemente quando studia sui dispositivi elettronici al posto della cara buona vecchia carta stampata. Perciò occhio a cosa scegli!

Libri sulle mappe mentali per studiare

Sulle mappe mentali ormai i libri e gli autori si sprecano, ma il mio consiglio senza dubbio è di partire dalla fonte. Tony Buzan, il papà delle mappe mentali ha scritto diversi libri sul tema: avrai solo l’imbarazzo della scelta.

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Mappe mentali per professionisti

A proposito delle mappe mentali Buzan ha affermato che con le mappe mentali si può “organizzare una riunione, sviluppare un business plan, gestire un progetto, pianificare una relazione, misurare l’avanzamento in direzione dei propri obiettivi personali, creare un database di idee, creare un elenco di compiti, monitorare i progressi compiuti e molto altro ancora.”

Se è vero infatti che le mappe mentali sono ormai abbastanza note fra gli studenti, è anche vero che pochi conoscono gli incredibili vantaggi che un professionista può ottenere dall’uso efficace di mappe mentali nella propria attività. 

Dalla gestione più efficace del tempo, alla stimolazione di creatività e pensiero laterale, fino al prezioso supporto in fase di definizione di obiettivi e pianificazione di attività, le mappe mentali possono essere veramente un alleato straordinario per affrontare in modo più rapido la crescente complessità in cui viviamo. 

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