Come studiare senza fatica grazie all’antica ricetta per le lasagne di mia nonna

Avevo sedici anni ed ero in vacanza al mare.

Mi ero invaghito di una ragazza che all’epoca mi sembrava letteralmente mozzafiato. Capelli lunghi, neri come la pece, occhi color cenere, un fisico da sballo…

Condisci il tutto con bagni al mare, corse in spiaggia, birre ghiacciate e avrai il mix perfetto per una “cotta” di quelle coi fiocchi.

I miei amici – si sa quanto possono essere diabolici gli amici a sedici anni – avevano stabilito che il mio sdolcinato innamoramento era insopportabile.

E avevano architettato un piano diabolico per mettermi in ridicolo e divertirsi alle mie spalle.

Così una sera Lara – giuro, si chiamava proprio come la super sexy Lara Croft, neanche a farlo apposta – mi dice di aver saputo dai miei amici che ero un mago delle lasagne.

Considera che all’epoca la mia capacità in cucina era circa pari a quella di un cucciolo di Labrador. Neanche le famose uova al tegamino sapevo fare bene.

Quando capitava di essere solo a casa per qualche tempo, sopravvivevo con merendine, pizze scongelate e sacchetti di chips.

Quei disgraziati dei miei amici invece avevano raccontato a Lara di quanto io fossi bravo e super speciale, particolarmente in cucina con queste benedette lasagne.

A quel punto, come puoi immaginare, ammettere la mia assoluta impreparazione come cuoco era inaccettabile. Ne andava del mio orgoglio.

Decisi così che in un modo o nell’altro avrei cucinato il più grandioso piatto di lasagne che quei fetenti avessero mai assaggiato, umiliandoli di fronte a Lara che mi avrebbe amato ancora più pazzamente.

Piccolo particolare non trascurabile: anche se ora può sembrarti impossibile, a quei tempi non esisteva né internet come lo conosciamo adesso, né tanto meno gli smartphone. Non c’era Youtube, né GialloZafferano. Al massimo, se proprio eri fortunato, tua madre aveva in casa un librone di ricette pieno di macchie e con le pagine semivolanti.

Ma io NON ero fortunato in quel momento perché, per l’appunto, eravamo in una casa vacanze e di libroni di ricette nemmeno l’ombra.

Non starò qui a raccontarti i lunghissimi e tormentati esperimenti che cercai di fare nel disperato tentativo di mettere insieme quelle benedette lasagne.

“Magari inizio a dal sugo… Già, ma come si fa il sugo? Sugo e ragù sono la stessa cosa? E quanto sale ci devo mettere? E quella crema bianca che c’è nelle lasagne cosa sarà? Panna? Besciamelle?

E le uova? Ci andranno delle uova?

Prosciutto? Funghi!?”

Finchè, finalmente, un’idea GENIALE!

E se invece di tirare ad indovinare avessi preso in mano il telefono, chiamato mia nonna e chiesto a lei come fare?

Solo l’idea mi aveva fatto sentire come Clark Kent appena trasformato in Superman.

Prendo un block notes, vado alla prima cabina telefonica e chiamo nonna.

La fortuna stavolta è dalla mia parte.
Nonna risponde subito e io, senza neanche dirle ciao, la spremo di domande.
Scrivo 3 pagine fitte di appunti.
Riattacco alla veloce e mi fiondo al market per fare la spesa.

Sento già il profumo del trionfo mentre rientro a casa e mi preparo a cucinare.

… Mezz’ora dopo la situazione era circa questa.

 

Due ore dopo… questa.

Così, dopo un’interminabile pomeriggio passato a cercare di ripulire la cucina, con la coda fra le gambe entrai di soppiatto nella gastronomia più vicina e diedi fondo a tutto il mio “conto spese” settimanale per comprare una teglia di lasagne, sperando che i miei amici non infierissero troppo crudelmente su di me. (Cosa che puntualmente, come puoi ben immaginare, non è successa…)

 

Se vuoi sapere come studiare senza fatica quindi, ecco le due fondamentali lezioni dalla famosa ricetta delle lasagne di mia nonna:

 

LEZIONE N°1: E’ terribilmente “FATICOSO” tutto quello che NON sai ancora fare bene (vale per le lasagne e ancora di più per il riuscire a studiare senza fatica)

Pensaci.

Sei finito a leggere la strana storia dei miei crudeli amici perché stavi cercando su Google una risposta a “Come studiare senza fatica”.

Questa ricerca lascia chiaramente intendere che per te studiare è una grandissima fatica.

Non è colpa tua, è normalissimo perché nel corso degli anni ci siamo abituati a pensare allo studio come un provare ad ottenere un risultato, procedendo per tentativi.

Esattamente com’è successo a me quando volevo fare quella famosa lasagna e non conoscevo la ricetta.

Per mia nonna invece fare le lasagne era VERAMENTE semplice e per nulla faticoso. Era capace di farle mentre allo stesso tempo preparava altri 5 piatti diversi, tutti buonissimi fra l’altro.

Gliel’ho visto fare più e più volte: lei era CAPACE di cucinare e quindi per lei non era affatto una fatica.

Certo, dopo che spadelli per ore sei stanco, ma è una stanchezza diversa, frutto dell’impegno e piena di soddisfazione. Tutta un’altra cosa che il tirare a indovinare di chi non sa cucinare – o studiare.

Perché con lo studio è ESATTAMENTE la STESSA COSA: se non sai studiare, se “provi” in tutti i modi (leggendo e ripetendo, facendo riassunti, pregando Sant’Antonio o San Gennaro) senza sapere minimamente cosa funziona e cosa no, è ovvio che ti ammazzi di fatica.

Quando invece impari esattamente come fare a far memorizzare informazioni al tuo cervello, tutto diventa facile, esattamente come per mia nonna fare le lasagne.

 

LEZIONE N°2: La pratica è sempre meglio della grammatica (in cucina ma anche per studiare senza fatica)

Dopo la famosa disavventura delle lasagne al mare, la prima volta che sono andato a trovare mia nonna ho deciso di farmi insegnare, nel caso quella spiacevole disavventura fosse capitata di nuovo…

Ti assicuro che avere al mio fianco un’esperta che mi diceva se le quantità erano giuste, se i movimenti erano quelli esatti, quando dovevo aspettare, come dovevo fare esattamente, è stato tutto un altro tipo di esperienza (in meglio ovviamente).

E questo ci porta dritti alla seconda lezione di tutta questa avventura delle lasagne: non è sufficiente sapere teoricamente come funziona la tua mente. Innanzitutto devi considerare che, a differenza delle lasagne che più o meno si fanno sempre nello stesso modo, ognuno di noi ha un modo diverso dagli altri per imparare. Quindi non è possibile imparare la “ricetta per studiare al meglio” da un libro. Semplicemente perché non esiste un metodo buono per tutti.

Ma anche ammesso che tu conosca il metodo di studio buono per te, se non hai al tuo fianco qualcuno che ti aiuta a metterlo a punto e ti fa un “affiancamento” proprio come mia nonna ha fatto con me quella volta, puoi dimenticarti di arrivare mai a studiare senza fatica.

 

Gli ingredienti per studiare senza fatica

Per tutto quello che abbiamo detto fin qui, penso ti sia ormai chiaro che LA soluzione ottimale sta nello scoprire qual è il tuo metodo di studio personalizzato e avere qualcuno al tuo fianco che ti aiuta a metterlo a punto. Puoi prenotare una lezione gratuita in una qualsiasi delle nostre sedi per vedere con i tuoi occhi quanto più facile può diventare lo studio se hai gli strumenti giusti per farlo.

Nel frattempo però voglio darti alcune indicazioni che puoi comunque mettere in pratica per fare meno fatica quando studi.

  1. Per prima cosa hai bisogno di scoprire quanto ti serve per ottenere un risultato perché la percezione di fatica arriva nel momento in cui tu pensi di impiegare più tempo, rispetto a quanto ne servirebbe, per conseguire un risultato. È un po’ come se facessi una gara di corsa: se sai di dover correre 7 km, al 5º kilometro devi poter sapere quanta energia ti serve ancora, quanto ancora devi spingere e quanto devi resistere. Se invece inizi a correre e non hai idea di quanto ancora devi correre, la percezione di fatica ti impedisce di spingere quando dovresti, di rallentare quando sei vicino o di accelerare quando non lo sei. Se ancora non lo hai fatto ti invito quindi a leggere l’articolo “come studiare 50 pagine in un giorno” che ti dà consigli utili sul come misurare i tuoi tempi e come organizzarti al meglio.

 

  1. Un secondo motivo per cui senti di fare fatica quando studi è la difficoltà nel comprendere e strutturare il testo. Non sapendo effettivamente come studiare, finisci per studiare passivamente, quindi leggi e sottolinei, trascrivi, ripeti, non sai bene come ottimizzare la comprensione, non sai esattamente come rielaborare al meglio le informazioni, quindi non riesci né a carpire le informazioni principali né a ricollegare le informazioni rispetto a quello che hai letto.

Per questo motivo è importante studiare in cicli. Cioè, se hai bisogno di studiare senza affaticarti, hai bisogno innanzitutto di scoprire quanto rendi, quindi potresti iniziare un ciclo da 25 minuti, 5 minuti di pausa e 5 minuti di ripasso delle informazioni che hai acquisito.

Poi, prolunghi a 45 minuti di studio e 10 di pausa e 10 di ripasso, fino ad arrivare a 90 minuti di studio, [quindi 10] di pausa e [10] di ripasso.

Solo così puoi capire effettivamente quanto riesci a rendere nell’unità di quel ciclo e potrai poi capire il numero di cicli che ti serve per il numero di pagine che devi studiare. Questo ti permetterà di avere maggiore controllo sul tuo studio e ti farà sentire meno fatica nello studio.

  1. Terzo consiglio, devi assolutamente essere monotasking, cioè fare una cosa per volta, in maniera tale da non affaticarti e soprattutto capire e comprendere quali sono le informazioni che più ti servono. Comincia a suddividere gli argomenti principali, quindi fai una selezione delle informazioni più importanti e dedicati prima a quelle, in modo tale da avere un’infarinatura generale dell’esame, per poi poter approfondire in un secondo momento con i dettagli.

 

In pratica devi sfruttare a tuo vantaggio la legge di Parkinson.

Questa famosa legge sostanzialmente dice che, indipendentemente dal tempo che io ho a disposizione, userò tutto il tempo di cui dispongo per raggiungere il risultato.

Detta in altre parole, succede che se devi studiare un argomento che si studia in mezz’ora, ma hai 3 ore a disposizione, finirai per usarle tutte e 3, semplicemente perché, a causa delle distrazioni, a causa della cattiva comprensione, a causa del non avere un obiettivo prestabilito da raggiungere, finisci per perdere più tempo di quello che servirebbe.

Quindi terzo consiglio pratico: riduci il tempo di studio ad un minimo indispensabile, tale da avere un’ansia fisiologica del non riuscire a farcela in tempo.

Per usare al meglio a tuo favore la legge di Parkinson bisognerebbe utilizzare i risultati del test del metodo di studio personalizzato, in modo tale da capire esattamente cosa funziona al meglio per te e quale strategia utilizzare.

Puoi fare GRATUITAMENTE il test contattando una delle nostre sedi e fissando un appuntamento con uno dei nostri preparatori personali.

Senza test ed analisi bisogna procedere per tentativi, ma già le istruzioni che ti ho dato (fissandoti di studiare in 40 minuti quello che di solito studieresti in due ore) vedrai dei risultati incredibili.

So che può sembrarti impossibile, ma credimi, questo è uno strumento potentissimo.

 

In conclusione

In definitiva, per studiare senza fatica hai bisogno di:

  1. sapere come leggere e carpire le informazioni principali,
  2. sapere come organizzarle,
  3. sapere come poterle ricordare al meglio,
  4. sapere come esporle.

Tutto questo è possibile imparare a farlo in tempi decisamente brevi, quando conosci la ricetta e hai qualcuno al tuo fianco che sa come fare e può insegnarti a fare altrettanto.

Non ti basta la mia parola e la mia triste vicissitudine con la ricetta di lasagne di mia nonna?

Allora ti invito a farti un giro a leggere le più di 1’000 testimonianze CERTIFICATE dall’associazione di consumatori, IL SALVAGENTE. Trovi spiegato tutto qui: https://www.genioin21giorni.it/testimonianze-certificate-salvagente/

 

 

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