L’orecchio assoluto è la rarissima capacità di riconoscere una nota senza avere dei toni di riferimento.

Quando dico rarissima intendo che averla è come vincere al Superenalotto della genetica.

Quando una persona che lo possiede ascolta un brano, può riconoscerne esattamente le note con la stessa facilità con la quale io e te distinguiamo dei colori.

È un dono molto raro, che sembra più probabile si sviluppi in chi si avvicina alla musica quando è molto piccolo e impara a chiamare le note con il loro nome.

Ovviamente chi può contare su questo dono ha un notevole vantaggio nell’avere successo nel mondo della musica.

Quanto sarebbe figo se esistesse anche un “cervello assoluto” in grado di farti ricordare ogni cosa, leggendola una sola volta?

Questo è di sicuro il sogno inconfessabili di qualsiasi studente, almeno quanto avere l’orecchio assoluto è il sogno di ogni musicista.

Ho due notizie da darti a proposito, una cattiva e una buona:

  1. La prima è che il cervello assoluto (purtroppo) non esiste. Nasciamo tutti uguali con le stesse potenzialità. Quindi rassegnati…

  2. La seconda è che per diventare un vero “genio” non ti serve avere un cervello superiore, ma un metodo di studio migliore di quello di tutti gli altri.

Adesso ti spiego:

Tra le stelle della musica con l’orecchio assoluto ci sono e ci sono state alcuni tra i cantanti i compositori più dotati al mondo, universalmente riconosciuti come talenti di rara grandezza.

  • Mariah Carey

  • Celine Dion

  • Barbra Streisand

  • Stevie Wonder

  • Brian Wilson

  • Jimi Hendrix

  • Michael Jackson

  • Bing Crosby

  • Frank Sinatra

  • Steve Morse (Deep Purple)

  • Ludwig van Beethoven

  • Wolfgang Amadeus Mozart

Nomi eccellenti, senza dubbio.

Ma la verità è sono davvero pochissimi in confronto a tutti i grandi nomi che fanno parte della Hall of Fame della storia della musica.

Nomi come John Lennon, Bob Dylan, Elvis Presley, Aretha Franklin, Jimmy Page, Bono, Kurt Cobain, Axl Rose non compaiono in questa lista eppure hanno lasciato un’orma indelebile raggiungendo le vette del successo.

Quindi come vedi non conta il talento assoluto, quanto il modo in cui riesci a sfruttare al meglio quello che hai.

La stessa cosa vale per lo studio.

Quelli che tu reputi dei geni, in realtà non lo sono

Quel tuo compagno di classe che hai sempre creduto fosse un genio o avesse una memoria prodigiosa in realtà non ha nessuna dote particolare in più rispetto a te.

Hai presente quel tuo amico che hai sempre odiato in segreto perché ti sembrava non studiasse quasi mai e poi prendeva sempre voti più alti dei tuoi?

Ecco, si. Proprio lui…

Non è un genio. Non è migliore di te. È solo fortunato…

Fortunato ad essere incappato per caso in un segreto che scoprirai anche tu tra qualche paragrafo.

Ma il talento, dicevamo, non è necessario ai fini del successo nella musica, così come non lo è per prendere 30 ad un esame.

In campo musicale si stima che una persona su mille abbia il dono dell’orecchio assoluto.

Eppure esistono molti più musicisti che hanno raggiunto l’apice senza poter fare affidamento su questo dono, rispetto a quelli che ci sono riusciti.

Avere l’orecchio assoluto non è assolutamente garanzia di successo.

Lo stesso Beethoven, che ha avuto la fortuna di avere questo dono, non ha fatto affidamento solo su di esso.

Ha dovuto capire e imparare come sfruttarlo, esercitandosi per migliaia di ore.

Si esercitava di continuo.

Ogni giorno, tutto il giorno, tutti i giorni…

Sembrerebbe addirittura che suo padre fosse così in fissa con il volerlo far diventare un compositore di successo da forzarlo a svegliarsi perfino durante notte per fare delle sessioni extra di studio.

Da un lato quindi, per raggiungere l’apice c’è sempre da mettere una discreta dose di impegno, pratica ed esercizio.

Max, ma mi stai dicendo che anche io dovrei svegliarmi prima per studiare come Beethoven? Se è per quello lo faccio già…

Assolutamente no, mio caro amico!

Quello che sto cercando di farti capire è che sono impegno e metodo a creare l’eccellenza, non qualche dote innata.

Anche i più grandi hanno dovuto mettercelo, quindi nemmeno tu puoi sfuggire a questa legge.

La differenza però la fa il metodo.

Beethoven era pur sempre costretto ad esercitarsi 18 ore al giorno…

La vera fortuna non è avere una dote innata come l’orecchio assoluto, ma scoprire il metodo che ti permette di sfruttare al 110% le tue caratteristiche.

Questo vale nella musica come nello studio.

Visto che il “cervello assoluto” non esiste, la più grande fortuna in cui puoi incappare è quella di trovare il metodo di studio perfetto per te.

Un metodo di studio adatto alle proprie caratteristiche è il segreto di quei tuoi compagni che hai sempre invidiato da morire e che ti sembravano riuscire a studiare ogni cosa in pochissimo tempo.

La differenza tra chi si ricorda tutto quello che studia e chi no, non consiste nella dimensione del cervello, ma nell’aver coltivato un metodo di studio efficace

Chi si ricorda più cose ha avuto la fortuna di scovare per strada delle tecniche e delle strategie che, applicate inconsciamente, lo hanno reso un campione della memoria.

Infatti, secondo una ricerca effettuata tramite l’università di Padova da Rossana De Beni e Cesare Cornoldi, esistono delle vere e proprie strategie capaci di farti applicare meglio quelle che sono le caratteristiche del tuo cervello.

Quando una persona è veloce ha studiare, non è più intelligente di altre.

Ecco come fa quel tuo compagno di corso che prende sempre 30 nonostante ti sembra che non studi quasi mai.

Non è più intelligente, ha semplicemente elaborato un metodo di studio efficace, tarato su quelle che sono le caratteristiche della sua memoria.

Lo sanno bene gli studenti del corso Genio in 21 Giorni, che grazie al fatto di aver capito meglio come funziona la loro mente, sono arrivati ad ottenere dei risultati a dir poco incredibili

Di testimonianze come quella di Francesco, in realtà, ce ne sono a migliaia e le puoi leggere tutte qui sul blog.

Credi forse che tu gli studenti di Genio abbiano una memoria straordinaria di natura?

Ovviamente no.

Come ti dicevo poco fa, non esistono persone con una buona memoria e persone con una cattiva memoria.

Ciò che fa la differenza, è il fatto di riuscire a plasmare un metodo di studio tarato sul modo in cui la tua mente immagazzina le informazioni.

Per capire qual è il miglior e per te, ti invito ad una lezione gratuita, durante la quali avrai l’opportunità di scoprire come funziona la tua memoria e in che modo potrai dare più esami, impiegandoci meno tempo per prepararli.

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Il vero segreto del successo di Beethoven non è stato avere il dono dell’orecchio assoluto, ma il metodo

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