Stai studiando con i riassunti? Ecco il vero motivo per cui questa antica pratica obsoleta ti sta facendo perdere tonnellate di tempo e cosa invece dovresti davvero fare

Mi sono scagliato un po’ dappertutto contro l’antica quanto poco segreta tecnica del “leggi e ripeti”, ne ho dipinto le gravi conseguenze e l’inefficacia in mail, articoli precedenti, e aggredisco questa pratica quasi quotidianamente sulla pagina Facebook ufficiale di Genio in 21 giorni da anni.

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Ma torniamo a noi, ti dicevo, sono anni che ormai denuncio la follia di “leggere e ripetere”, ma mi sono reso conto in questi giorni di aver dedicato poco tempo al suo stretto cugino, nonché nemico dello studio di ogni studente.

Oggi dunque voglio parlarti un po’ di un’altra legge mitologica che governa il mondo degli universitari, di un’altra convinzione che fa da decenni perdere tempo a migliaia di giovani pieni di buone intenzioni: il riassunto, che io preferisco definire “una trappola mortale per lo studio”.

Da che è iniziata la scuola, o meglio, da che è stata concepita come noi la conosciamo, queste due malattie infettive, il “leggi e ripeti” e il riassunto, hanno attaccato generazioni dopo generazioni, ed è davvero l’ora di smetterla, di cambiare le carte in tavola, è arrivato il momento di farti risparmiare vagonate di tempo, che potrai dedicare a ciò che ami davvero fare.

Pronto?

Iniziamo.

Partiamo dall’inizio, leggere e ripetere consente di fare una e un’unica cosa (spesso male, ancora più spesso nel triplo di tempo che ti servirebbe): imparare a memoria.

Il problema è che nella scuola odierna si trova un’enorme contraddizione. Prova a tornare indietro nel tempo con la memoria, ricordati il tuo primo giorno di scuola, sono passati 10, 15, 20 anni magari, ma sono certo che puoi farcela.

Eccoti lì, davanti al cancello, con il tuo zainetto nuovo di dragon ball o di un qualsiasi cartone animato del momento, con la manina nella mano di tua mamma, lei ti sorride, tu tendenzialmente piangi, sei terrorizzato, chissà cosa diavolo ti aspetta là dentro.

Il tuo intero mondo sta per cambiare.

Cosa c’entra tutto questo con i riassunti? Sto per spiegartelo per filo e per segno.

Inizialmente le scuole elementari non sono nemmeno così male, si inizia un passo alla volta, quasi quasi sembra un gioco.

Ma arriva un certo drammatico punto in cui cominciano a piovere contenuti, e quelli devi necessariamente impararli a memoria, non c’è altro da fare, soprattutto perché nessuno ti dà un’alternativa.

Quindi ecco che ti ritrovi piccolo e pieno di voglia di giocare in un salotto al chiuso a ripetere ad alta voce le diverse fasi del pleistocene: homo abilis, homo ergaster, homo erectus, e così via.

Ti ricordi quanto era noioso e difficile?

Beh, stiamo per scoprire perché non era colpa tua.

A quel punto si passa alle scuole medie, dove già qualche insegnate illuminato inizia ad insultare il concetto di imparare a memoria.

“Non dovete imparare a memoria ragazzi, dovete capire il concetto”

Bene. Molto bello. Ma come si fa esattamente?

Nessuno te l’ha spiegato né si degna di spiegartelo, ma soprattutto nessuno sembra sapere come si fa, quindi iniziano a pretendere un qualcosa per il quale non ti sono mai stati dati gli strumenti.

La vicenda va avanti così per tutta la tua vita scolastica, con un’unica differenza: chiedono sempre di più. Non metto in discussione che alcuni studenti riescano di natura a compiere il processo autonomamente, sviluppando la capacità di interpretare ciò che leggono, rielaborarlo e esporlo per concetti e non per parole impresse a casaccio nella mente.

Ma la mia domanda è: può l’istruzione, l’intero sistema scolastico che dovrebbe formare gli adulti di domani, essere delegato alle singole capacità di ognuno? Io non credo.

Veniamo però al vero fulcro delle righe che stai leggendo. Quando a scuola comprendi che 100 pagine (quando il professore è buono) sono troppe da imparare a memoria, la tua scelta di solito è una, e, devo dirtelo, con i pochi strumenti che hai a tua disposizione è anche molto intelligente: riassumere.

Non sei solo tu a pensarlo, gli stessi insegnanti ti hanno trasmesso questa idea, chiedendoti come compito delle vacanze il riassunto di un libro, facendoti esercitare sul riassunto di capitoli, il riassunto di manuali, il riassunto dei riassunti, il riassunto della vita.

C’è un problema nel riassunto però:

di base non stai facendo altro che diminuire le informazioni da stipare nel tuo cervello.

Non cambia assolutamente niente fra il tuo riassunto e il libro che dovevi studiare, se non che hai tagliato, in modo più o meno arbitrario, pezzi qua e là.

Non ci sono collegamenti logici in bell’evidenza, non segue un processo logico, si tratta soltanto di:

  • Leggere un numero X di pagine, che sembrano non finire mai, se non addirittura moltiplicarsi;
  • Sottolinearle, mentre il cervello prende a vagare per la valle di Mordor;
  • Riscriverle in un altro foglio, con un’attenzione spasmodica alla forma.

E qui arriviamo al secondo problema del riassunto: il tempo.

Scrivere infatti costa tempo e non poco, non intendo scrivere un romanzo, avere belle idee, mettere giù chissà quali pensieri, intendo proprio scrivere, scrivere, prendere in mano la penna, e ricopiare ciò che è scritto

Un vero e proprio lavoro da amanuense, tipo monaco nel medioevo per intenderci; questo tipo di attività costa tempo, certo è meglio di niente, di sicuro è più veloce di memorizzare l’intero libro, e se non ci fosse un’alternativa ti direi di procedere all’infinito in quella direzione, ma la scelta c’è eccome.

 

Ricapitolando fino ad adesso abbiamo capito che i riassunti:

  • Non ti aiutano in alcun modo a memorizzare i contenuti in maniera intelligente, comprendendo quello che leggi e cogliendone i passaggi logici;
  • Ti fanno perdere tonnellate e tonnellate di tempo.

“Max scusa, quindi qual è l’alternativa?”

L’unica scelta che sembra esserci nel mondo dello studio sono gli schemi, che alcuni preferiscono chiamare “mappe concettuali”. Devo ammetterlo, è già un passo avanti, un ottimo risultato per chi ama accontentarsi di risparmiare “qualche ora” e migliorare “un pochino” i suoi voti, ma anche qui i problemi non mancano.

Per farti capire meglio di cosa sto parlando e quali sono questi problemi, eccoti un esempio:

Non direi che è facilmente memorizzabile, non trovi?

Lo schema in questione dovrebbe parlare dei totalitarismi in Europa nel 1900, e parte subito esordendo che saranno 2 quelli che andrà a trattare; inizia quindi con il primo, quello che riguarda la Germania e ne delinea la storia che noi tutti conosciamo.

Passa una pagina in mezzo prima che si arrivi al secondo grande totalitarismo, quello italiano. Capirai bene che chiunque dopo aver sentito parlare di Repubblica di Weimar, Mein Kampf, leggi raziali e chi più ne ha più ne metta, farà fatica a ricordarsi che tutto è partito da “I TOTALITARISMI 2”.

Inoltre, il quadratino “E MUSSOLINI?” risulta staccato dal resto dello schema, andando, anche visivamente, a troncare il processo logico che dovrebbe percorrere l’intero studio dell’argomento.

Infine, la mappa è densa di parole, parole, e altre parole, mentre la verità è che le semplici parole non bastano a spiegare un concetto, per andare in aiuto dell’emisfero destro, quello adibito al pensiero analitico, ci vogliono le immagini.

Per spiegare cosa intendo farò ricorso a una celebre frase del premio nobel per la medicina Roger Sperry, neuropsicologo e neurobiologo, che scoprì infatti che ogni emisfero cerebrale oltre ad avere specifiche capacità è dotato di coscienza autonoma, il rinomato medico affermò dunque che:

“…sia l’emisfero destro che quello sinistro possono essere simultaneamente coscienti in esperienze mentali differenti, talora persino in conflitto tra loro, che viaggiano in parallelo.”

Andare dunque in aiuto della parte più analitica con immagini, quindi attivando la parte sinistra del nostro organo del pensiero, è il modo migliore per far sì che il processo di memorizzazione sia efficace e duraturo.

Riassumendo dunque gli schemi:

  • Non rendono chiara ed evidente la concatenazione logica, proprio quello che ti serve per dimenticare per sempre la modalità pappagallo e ricordare davvero ciò che studi;
  • Sono poco creativi, non vanno dunque ad attivare il “cervello emozionale”, l’unico in grado di garantire un apprendimento a lungo termine.

C’è poi un ultimo, ma gravoso problema:

non puoi prendere appunti in classe usando gli schemi

Si ripresenta dunque il medesimo problema dei riassunti: il tempo. Anche in questo caso quindi devi andare a casa, leggere il capitolo e riscrivere tutto, a ‘mo di monaco amanuense, perdendo tempo su tempo.

“Sì Max quindi che faccio, se non va bene niente?”

La scelta migliore per memorizzare grandi quantità di informazioni seguendo un processo logico è utilizzare le mappe mentali, uno strumento completamente innovativo del quale si sente ancora, purtroppo, troppo poco parlare.

Le mappe mentali sono l’unico strumento che:

  • È possibile redare nel momento stesso in cui il professore parla, senza sprecare inutile tempo a casa in un’opera da scribacchino medievale;
  • Grazie all’inserimento di piccoli e semplici disegni (non occorre essere il Caravaggio) attivano entrambi gli emisferi, permettendoti di ricordare a lungo termine;
  • Evidenziano in modo chiaro e veloce il percorso logico che devi seguire, eliminando per sempre il rischio di fare figuracce da pappagallo.

Ma com’è fatta una mappa mentale?

Questa è la mappa che usa Maria per studiare Biotecnologie a Firenze.

Come puoi vedere tutti i concetti necessari per comprendere e affrontare un argomento sono racchiusi in una sola pagina, e seguono un percorso logico più che evidente.

I risultati? Ce li dice Maria stessa:

Maria Marrazzo:

Sono una studentessa universitaria e frequento il primo anno di Biotecnologie all’Università degli studi di Firenze. Ho frequentato il corso Genio in 21 giorni a gennaio 2018.

Il mio principale obiettivo era quello di conciliare studio e tempo libero senza rinunciare né all’uno né all’altro, studiando in maniera efficace e ottenendo buoni risultati, dato che ho deciso di affrontare il test d’ingresso per la facoltà di Medicina, che anno scorso non ho passato per pochi punti.

Dal giorno successivo alla fine del corso, sono cambiate molte cose riguardo al mio approccio allo studio. Innanzitutto, ho cominciato a prendere appunti a lezione solo ed esclusivamente con le mappe mentali, velocizzando tantissimo il tempo di scrittura e scrivendo tutto ciò che il professore spiegava, non perdendo la concentrazione. Il fattore principale è che prendendo le mappe a lezione a casa devo solo memorizzarle.

Ogni mappa la memorizzo in una 20ina di minuti.

Prima del corso prendevo appunti e a casa li riscrivevo, perdendo così tanto tempo, cioè per una lezione venivano fuori 6/7 pagine di appunti e le studiavo in più di un ora, mentre con le mappe riesco a memorizzare una sola mappa al cui interno ci sono 10 pagine in 20 minuti.

Questo mi ha permesso di non rimanere indietro e di avere una visione di insieme migliore.

Tra 2 settimane finiranno le lezioni, e io sono in pari con le materie che seguo avendo avuto anche il tempo da marzo (inizio del semestre) ad ora di dedicare tempo per la preparazione del test d’ingesso a medicina di settembre.

Amando memorizzare tutti i dettagli, alle superiori passavo pomeriggi a ripetere per ricordare tutto, mentre ora con il metodo imparato al corso posso ricordare con molta facilità tutto quello che mi serve avendo tempo per fare tutte le cose che voglio e di coltivare i miei hobby, le mie amicizie e stare con la mia famiglia.

Ho imparato ad organizzare meglio la mia giornata evitando momenti morti.

Il mio obiettivo è ovviamente quello di terminare gli esami ed entrare a medicina. Non vedo l’ora di poterlo condividere su questo gruppo

Trovi i risultati di Maria sul nostro gruppo Facebook: qui

Se il tuo obiettivo è ottenere ciò che ha ottenuto lei, quindi:

  • Risparmiare tempo nella compilazione dei tuoi appunti; eliminando per sempre lo spreco di tempo derivante da schemi e riassunti;
  • Memorizzare più velocemente tonnellate di informazioni;
  • Migliorare i tuoi risultati scolastici, riuscendo comunque ad uscire con i tuoi amici, nonostante i 30 continuino a piovere sul tuo libretto….

“per tutto questo bastano le mappe mentali?”

Le mappe mentali sono fondamentali certo, ma non possono essere tutto, CLICCA QUI e scopri gli altri strumenti che ogni studente dovrebbe conoscere e saper governare per non sprecare i migliori anni della sua vita sui libri, oppure continua a scrivere pagine a pagine di riassunti, alla fine nel medioevo andavano forte!

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