Comprare gli appunti di altri non ti farà superare gli esami: scopri perché stai sprecando tempo e soldi in schemi riassuntivi inutili, prima di fallire OGNI esame della sessione estiva

“Beppe, andiamo a Berlino, andiamo a Berlino Beppe!”

Chi tra di noi può scordarsi quella memorabile frase pronunciata da Fabio Caressa nel 2006? Anche chi non c’era o era troppo piccolo ha comunque sentito pronunciare quelle parole più e più volte.

Non mi interessa ricordare la vittoria di quella semifinale, né come abbiamo sconfitto la Francia, quello che mi serve è che tu pensi a quella partita.

Se non te la ricordi pensa a qualsiasi altro incontro calcistico o di un altro sport tu abbia mai visto. Ricordati come si è svolto, com’è andata la partita secondo te.

Se io ora prendessi un tifoso della squadra avversaria, e gli chiedessi esattamente la stessa cosa, posso assicurarti al 200% che la ricostruzione degli eventi sarebbe differente.

Com’è possibile? I fatti sono fatti dopotutto, giusto?

SBAGLIATO. Non c’è niente di più lontano alla realtà di questa affermazione. Sarebbe così infatti se la memoria fosse un mero atto ripetitivo, se immagazzinassimo ciò che ci circonda e che ci accade come semplici registratori, incidendo su una pellicola immaginaria pezzo per pezzo.

Lo ripeto: non c’è niente di più sbagliato.

La memoria è una combinazione fra l’influenza esercitata dal mondo esterno e le idee e le aspettative del singolo individuo.

 Questa è la conclusione alla quale arrivò Bartlett, uno studioso della mente e dei suoi meccanismi, nel 1932, circa 90 anni fa ormai ed è anche il motivo per cui stai sprecando i tuoi soldi, quando decidi di comprare gli appunti di un compagno di corso.

So che è normale farlo, e non ti sto accusando di nulla, quello che mi preme non è farti un processo, ma farti risparmiare i soldi che stai bruciando in questo esatto momento.

Siamo sotto sessione d’esami infatti, e io so come vanno queste cose, ci siamo passati tutti, ti ritrovi con 3 esami in 20 giorni, magari hai lavorato fino a qualche settimana fa, perché l’università non si paga da sola, ed ora continui a farlo.

Se sei fortunato hai ridotto i turni al weekend, che vuol dire comunque che passi venerdì sabato e domenica chiuso in un ristorante, o in un negozio a servire clienti, mentre ti tormenti pensando alle pagine che hai ancora da studiare.

Dividi tutto in capitoli, fai grande tabelle in cui segni i doveri di ogni giorno, ipotizzi di riuscire a fare 50 pagine al giorno, tutti i giorni, considerando anche quelli in cui hai il turno spezzato, perché alla fine nelle pause cos’hai di meglio da fare?

Con un ritmo del genere è già tanto se superi la seconda settimana senza esplodere, ed è qui che ti arriva il lampo di genio…

Perché riassumere i capitoli o studiarli per intero quando puoi sfruttare chi ha già fatto questo lavoro prima di te?

Ed è a questo punto che, convinto della genialità della tua intuizione, prendi il telefono e inizi a scorrere i contatti dei tuoi amici in università, ti fermi su una ragazza del tuo corso che sai essere molto brava e con la quale ogni tanto chiacchieri e le scrivi:

TU: “Agne, ciao come stai?”

AGNESE: “Bene Gio, tu?”

TU: “Bene grazie, ascolta volevo chiederti, come sei messa con biochimica?

AGNESE: “Ah dai abbastanza bene, diciamo che mi manca il ripasso, ma direi bene”

TU MA IN MENTE: “Maledetta secchiona, come diavolo è possibile che mi sono ridotto all’ultimo come sempre (e altri improperi che non sto a scrivere)”.

TU: “ascolta, volevo chiederti, per caso tu avresti gli appunti, che ho perso qualche lezione e volevo confrontare con qualcuno quello che ho scritto

TU MA IN MENTE: “ok sembra credibile e non sembro disperato”

AGNESE: “sì certo, dimmi tu quando puoi passare in uni che te li porto”

IN MENTE: “habemus appuntiiiiiii”

E se ti va così sei già fortunato, ma il problema è che quegli appunti sono scritti in antico aramaico, è già tanto se riesci a decifrare la calligrafia, figurati a comprenderne il contenuto.

Ma c’è una seconda opzione, non disperare:

comprare gli appunti sul gruppo Facebook

Grazie a dio esistono i social e gli appunti si possono facilmente reperire online, quindi apri uno dei vari gruppi di universitari in cui sei stato inserito e domandi se qualcuno è disposto a venderteli.

Sì, certo, si trova sempre qualcuno disposto a venderti qualcosa, alla modica cifra di 20 euro, per 20 pagine di appunti, manco fossero fatti d’oro, ma va bene lo stesso, proseguiamo.

Chiedi espressamente che siano scritti a computer, basta fare l’archeologo su antichi frammenti indecifrabili, non commetterai il medesimo errore una seconda volta, ma per quanto riguardava la tua compagna di università un po’ secchiona eri certo di una cosa: lei è brava, davvero brava, ha tutti 30 e poi la vedi a lezione concentratissima sulle parole dell’insegnante.

Questa tizia che ti sta vendendo appunti a peso d’oro invece? Come va in università? Che voti ha? È sveglia o è una di quelle che ripete a pappagallo qualsiasi cosa le venga detta?

Non c’è risposta alle domande, ma non c’è nemmeno tempo bisogna accontentarsi di quello che trovi, quando però inizi a leggere i fogli che hai davanti, capisci

Perché hai sprecato i tuoi soldi e non ti verrà in tasca NIENTE dagli stramaledetti appunti comprati

 Te lo dico chiaramente:

  1. La tizia che te li ha abilmente venduti non è un genio e quegli appunti li avrebbe scritti meglio tua cugina di 10 anni;
  2. Anche supponendo la tizia sia brava, tu e lei avete conoscenze diverse, quindi ti trovi a leggere appunti pieni di informazioni super scontate che tu avresti tralasciato, mentre mancano quelle salienti per te. Non è colpa sua, non siete la stessa persona.
  3. Tu e la tizia non avete lo stesso vissuto, siete come un tifoso dell’Italia e uno della Germania, ed essendo il ricordo fatto della tua costruzione personale, è impossibile per te ricordare facilmente parole senza senso buttate lì.

L’ultimo punto è il meno scontato, lo so, magari ti stai chiedendo:

cosa diavolo c’entra la mia vita personale con l’esame di biochimica?

Ce lo spiega Bartlett, lo studioso che ho citato qualche riga fa, grazie a un suo celebre esperimento.

Lo scienziato infatti afferma che ogni aspetto della vita di tutti i giorni è filtrato dal nostro vissuto, l’esperienza di una persona mentre guarda un film è in qualche modo diversa da quella degli altri, perché si tratta di vari individui che attingono a differenti vissuti personali, fatti di propri valori, pensieri, obiettivi, sentimenti, aspettative, umori ed esperienze passate.

Queste persone potrebbero addirittura trovarsi sedute l’una accanto all’altra al cinema, ma in un certo senso possiamo dire che vedranno film soggettivamente diversi.

Una volta mi è capitato di parlare con un amico del Grande Gatsby, il film con Leonardo di Caprio, per intenderci, e mentre io mi scagliavo in un attacco violento contro quelli che per me erano i “cattivi” della pellicola, lui sosteneva che Gatsby fosse il cattivo, il manipolatore, l’antagonista, a quel punto l’ho guardato e ho detto:

–          Ma che film hai visto?

E Bartlett risponde per me: un altro, semplice.

Ma veniamo al sodo, il nostro studioso affermò che dopo aver immagazzinato l’informazione, questa venga ricostruita dal soggetto, esattamente come fai tu, Agnese, o Tizia quando prendete appunti.

Ed è proprio grazie a questa ricostruzione che tu fai che ti è possibile ricordare davvero, per questo motivo, se sei in grado sfruttare il potere costruttivo della memoria, ti sarà più facile studiare direttamente dal libro, piuttosto che dagli appunti di qualcun altro.

Sembra follia, lo so, gli appunti o gli schemi, sono già riassunti, contengono meno parole, sembra scontato che il tempo impiegato sia inferiore, giusto? Ma non è così.

Quello che conta quando studi infatti è basare tutto il procedimento sui TUOI ricordi, sui tuoi collegamenti mentali

È solo grazie a quelli che puoi passare agevolmente da un pensiero all’altro, da un ricordo all’altro, memorizzando interi manuali senza difficoltà.

“sì Max, ma non ho capito esattamente come”

Hai ragione, sembra un discorso molto teorico, ma io non amo fornire generiche indicazioni astratte, bensì concetti pratici e subito applicabili.

Tutto questo che ti ho spiegato fino ad ora, lo puoi condensare in un’unica tecnica: il PAV.

È uno strumento utilissimo per ogni studente e si basa proprio sull’idea di sfruttare i tuoi collegamenti mentali per imprimere a fuoco nella tua mente un concetto, per sapere esattamente come funziona CLICCA QUI ho dedicato un intero articolo a questa particolare tecnica.

Leggilo con attenzione per capire come:

  • Memorizzare anche i concetti più complessi, con i nomi più astrusi, e non rischiare mai più di fare scena muta davanti al professore;
  • Velocizzare il tuo tempo di studio, passando con velocità da un argomento all’altro;
  • Eliminare per sempre l’insensata agonia del “leggi e ripeti”, che ti fa sprecare intere giornate per memorizzare quattro paginette.

Capisci ora perché non ha senso prendere le cose già fatte di altri? So che è un duro colpo e che ti trovi a ridosso della sessione e che pensare di avere questa chance ti faceva sentire più tranquillo, ma a me non interessa raccontarti ciò che vuoi sentirti dire, piuttosto aprirti gli occhi.

Quindi se sei a un passo dagli esami, fermati, non sprecare i tuoi soldi in schemi riassuntivi e appunti di qualcun altro.

  1. Leggi l’articolo in cui spiego passo passo come fare il PAV.
  2. Applica questa tecnica preziosissima giorno per giorno.
  3. Guarda le tue prestazioni migliorare sempre di più.

Basta questo?

Non sono un bugiardo, il PAV è in grado di supportare il tuo studio, velocizzarlo, e già così potrai ammirare degli ottimi risultati, ma è solo una piccolissima parte di ciò che devi fare se vuoi smettere di soffrire sui libri e ridurti all’ultimo in piena sessione a supplicare per degli appunti inutili.

Quali sono gli altri passi? E soprattutto quali risultati ti permettono di ottenere? Quanto tempo puoi risparmiare? Quali voti potrai avere sul tuo libretto?

Ecco alcuni dei risultati che puoi ottenere:

Per rispondere alle altre domande e scoprire il resto, CLICCA QUI, non sarò io a dirtelo, ma i gli oltre 41 mila studenti che hanno già scelto di migliorare i loro risultati e smettere di accontentarsi.

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