L’università è una passeggiata

MINIGUIDA pratica per sconfiggere la stanchezza
e superare tutti gli esami

Guarda Max la verità è che stavo davvero per mollare, avevo iniziato a lavorare, ero piena di cose da fare. Riuscire a pagarmi le mie spese da sola, il lavoro poi andava bene, volevo andare a vivere con il mio ragazzo, e l’idea di mollare era davvero troppo forte”  

Sara è una ragazza in gamba, con un bel sorriso sul volto, i capelli corti e mossi in testa e lo sguardo di chi è davvero stanco.

Sara è al sesto anno di Giurisprudenza, è andata fuori corso da qualche mese, ma le manca davvero pochissimo per raggiungere il suo obiettivo, sono 3 gli esami che deve affrontare prima di poter mettere la parola fine sul suo percorso accademico. Solo 3. Eppure non sembra farcela.

Qualche anno fa ha trovato un lavoro carino, come assistente di un importante avvocato di Milano, ed è così che ha iniziato a pensare che il lavoro non era poi male, riusciva a mantenersi gli studi, stava vicino all’ambiente che le piaceva.

Stava imparando moltissimo sul campo,  assorbendo come una spugna tutto ciò che vedeva fare dal suo datore di lavoro.

Inoltre la sua relazione con Mattia stava finalmente decollando, dopo 2 anni spesi a rincorrerlo ed avere pazienza, ormai le cose tra di loro procedevano a gonfie vele, e lui si era dichiarato pronto ad andare a vivere insieme.

Aveva tutto ciò che desiderava, sì certo fare l’assistente non era la sua massima ambizione nella vita, ovviamente non poteva negare di aver voluto fare il magistrato per anni, di coltivare quel sogno fin da ragazzina, non poteva negare di averci investito tanto tempo ed energie.

Finire l’università con un lavoro da 40 ore a settimana e una casa da portare avanti sembrava però impossibile.

Sembra un discorso anche sensato, l’università diventa una specie di incubo ricorrente, la laurea è sempre più lontana, quel momento in cui indosserai la corona d’alloro e sorriderai in ogni foto, abbracciando parenti di secondo grado dei quali non ricordi il nome, se ne sta andando.

In quel momento guardi gli esami che ancora ti mancano , li conti, e ti sembra che mai nella vita otterrai quei 24 crediti mancanti.

Nonostante tu abbia affrontato sfide ben peggiori, nonostante tu abbia superato Analisi 3, Diritto privato, Lingua Tedesca 3, e l’esame di pozioni con il professor Piton, nonostante tutto ciò, gli ultimi scogli che hai davanti ti sembrano insormontabili.

Come ho già detto in un precedente articolo, alla laurea arriva solo il 45% degli immatricolati secondo i dati ISTAT, fra coloro che fanno parte del 55% che si arrende, moltissimi lasciano a un passo dalla laurea, e molti altri rimangono immatricolati senza mai concludere il percorso di studi.

Perché?

Perché proprio a un passo dalla laurea moltissimi si arrendono?

Il problema è la stanchezza accumulata, è la fatica di essere arrivato ad un certo punto e il non vedere la fine del percorso che ti trovi davanti.

Il singolo esame che ti trovi davanti lo vedi con la lente di chi ne ha già affrontati moltissimi fino a quel giorno, e non con gli occhi lucidi di una mente fredda e serena.

Sei fondamentalmente vittima di un’illusione ottica, è come se tu fossi alla fine di una camminata distruttiva di 7 ore, e davanti ti trovassi una collina, provato dalla fatica del giorno, non ti sembrerà più una collina, ma si trasformerà in un Everest minaccioso, con punte aguzze e temibili.

Alla luce di questo

Ti sembra di avere molto più da fare
di quello che in realtà hai

Davanti a te si erge una massa indistinta di pagine, appunti, dispense, libri, romanzi, incantesimi da imparare…

E che tu debba studiare matematica, diritto, lingue o Babbanologia, il risultato finale non cambia: ti senti distrutto.

In questa fase finale, o più in generale in tutte le fasi in cui sei stanco, e non riesci ad andare avanti, ci sono 3 errori che puoi normalmente commettere, e li vediamo insieme ora:

ERRORE NUMERO 1

Non concentrarti su ogni singolo pezzo, ma concepire tutto come un “mischione” di informazioni.

I contorni di ciò che devi studiare in questo modo di fanno sempre più minacciosi, facendoti perdere i confini della sfida che hai davanti, così facendo non ti renderai minimamente conto se hai un esame difficile, facile, medio o chissà che altro e ingigantirai la tua missione in maniera spropositata.

ERRORE NUMERO 2

Focalizzarti sull’esame e non sulle sue singole parti. Ogni esame è composto da diversi pezzi, come dicevamo poco fa, ma quando sei stanco tendi a vedere tutto insieme.

Continui a pensare di dover dare Diritto privato, Anatomia o altri, e li vedi come fantasmi indistinti nella nebbia.

ERRORE NUMERO 3

Perdere la lucidità è l’errore più comune nel quale tu possa incappare, essere stanco, spossato, consumato dagli anni di fatica e di impegno.

Arrivato fino a qui potresti pensare che sono un tipo poco concreto che dà generici consigli, la verità però è esattamente il contrario:

  • Non amo vaneggiare;
  • Non amo dire cose astratte;
  • Non amo non essere utile fin da subito.

Quindi ecco a te, come ti avevo promesso all’inizio, i 3 passaggi per evitare i problemi che la stanchezze e la sessione di settembre ti stanno creando e concludere il tuo percorso di studi anche se non ce la fai più.

1. SCOMPONI L’ESAME IN DIVERSE PARTI

 

Non ti sto dicendo di stracciare i libri e separarli a metà con forza bruta. Ti sto dicendo di prendere un foglio e scrivere esattamente i materiali che ti servono per sostenere l’esame, scomponendoli anche in paragrafi se necessario.

Quando avrai la lista davanti a te non ti sembrerà più così grave, noterai che fra appunti e manuale molti concetti si ripetono, e che puoi tranquillamente saltarli, che molti capitoli li hai già memorizzati quando hai provato a dare l’esame a luglio e altre piccole buone notizie che ti tireranno su il morale.

Già in questo modo dovresti assicurarti di non essere più terrorizzato dall’esame in questione.

2. CONCENTRATI SULL’OBIETTIVO FINALE

 

Come Frodo con il Monte Fato, come Harry con i suoi Horcrux, come gli Avengers con le gemme dell’infinito e chi più ne ha più ne metta…

Come hanno fatto loro infatti ad andare avanti? A combattere strenuamente anche quando tutto gli andava contro, anche quando Ron li abbandonava nella tenda, gli orchi li catturavano, o tutte le gemme erano nelle mani di Thanos?

Cercavano di guardare la luce in fondo al tunnel, il mondo senza guerra e senza distruzione per il quale stavano lottando.

Tu devi guardare al giorno della tua laurea, e ogni volta che apri il libro immaginarti nel cortile, con il sole che ti batte sul viso, e il sorriso di tua madre che illumina la giornata.

Ma più avanti ancora in realtà, devi immaginarti magistrato, medico, giornalista, pensarti mentre viaggi da uno stato all’altro impegnato in missioni diplomatiche, visualizzarti a tradurre romanzi dei più grandi autori del mondo, ammirarti mentre insegni ai tuoi studenti perché è importante studiare Dante.

Per questo stai combattendo e hai combattuto fino ad oggi, e le delusioni dell’università possono avertelo fatto dimenticare, ma devi concentrarti nuovamente su ciò che ti ha spinto a iniziare l’università, sul tuo sogno per poter trovare le forze che ti servono.

3. SELEZIONA L’INDISPENSABILE

Dopo il punto 1, se ti rendi conto che comunque ti rimangono troppi argomenti… taglia.

Lo so, suona brutto, lo so è terribile, ma tu devi tagliare.

Il concetto è molto semplice, io mi faccio sempre promotore della cultura, della sua importanza, e trovo sia fondamentale tu sappia ogni manuale che ti viene consigliato dall’università, ma qui siamo in emergenza, e tu devi tagliare.

Vai sul gruppo Facebook della facoltà e fai qualche domanda, scrivi a qualche tuo amico che ha già sostenuto l’esame e domandagli cosa gli ha chiesto il docente.

A questo punto seleziona fra i materiali che hai davanti, quelli che ti sembrano indispensabili per la riuscita dell’esame, quelli che sai che il professore chiederà assolutamente, quelli dai quali non puoi prescindere.

È una manovrai di estrema emergenza e la stiamo applicando solo e soltanto perché hai poco tempo e devi conquistare i tuoi crediti.

In generale quello che consiglio è ben diverso, quello che fanno gli studenti che hanno imparato ed applicano il mio sistema di studio è:

  • Organizzare lo studio con efficacia in modo da arrivare all’esame rilassati e senza ansia;
  • Studiare non più di un paio d’ore al giorno grazie alle tecniche che io gli ho insegnato;
  • Andare davanti al professore con la tranquillità di conoscere ogni cosa.

Sembra impossibile?

La stanchezza e la frustrazione stavano portando Claudia a un passo dalla resa, ma con le armi che Genio le ha fornito per entrare in battaglia, le cose sono andate molto diversamente.

Per impugnare quelle stesse armi vai su www.genioin21giorni.it/corso/ e compila subito il FORM.

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