Scopri come superare gli esami che ti mancano, senza aprire il libro, grazie ad un unico e straordinario strumento

Da piccoli ci chiedevano quale avremmo voluto che fosse il nostro superpotere.

Le risposte andavano dagli artigli in adamantio di Wolverine alla vista laser di Ciclope. Mi ricordo che partivano delle vere e proprie lotte per decidere chi avrebbe dovuto avere il mantello di Batman o la superforza di Superman.

Sono sicuro che anche tu hai immaginato almeno per una volta di avere qualche incredibile superpotere. Magari sognavi di poterti rendere invisibile, di poter volare o di riuscire a teletrasportarti ovunque.

Non ho idea di quante volte ho desiderato poter avere i poteri degli X-Men che leggevo sui fumetti. In assoluto quello che invidiavo di più era il Professor Xavier (sedia a rotelle a parte) e la sua capacità di leggere nella mente degli altri.

Perché? Beh è chiaro…

Quando c’era un esame e io non avevo studiato molto sarei potuto andare a pescare le risposte giuste nelle teste dei miei compagni. Sarebbe stato bello, no?

Avrei potuto cazzeggiare tutto il pomeriggio, non aprire nemmeno un libro e poi presentarmi in classe e saperne più di chiunque altro. Mi immaginavo i 30 che spuntavano sul mio libretto come funghi dopo un temporale.

Purtroppo verso i 20 anni ho dovuto cominciare ad accettare l’amara verità: non sarei mai diventato un mutante e anche la mia civetta per Hogwarts doveva essersi persa.

Niente superpoteri. Niente incantesimi. Ero un normale studente Babbano.

Maledizione!

Non sapendo dove trovare ragni radioattivi pronti a mordermi e non avendo intenzione di fare una visita al reattore 4 di Chernobyl per vedere se partiva qualche mutazione, ho dovuto trovare un’altra strada.

Ti sei mai reso conto di quando cominci a fare pensieri del genere?

La risposta è abbastanza facile e probabilmente la conosci già.

Sogni di avere incredibili superpoteri quando ti rendi conto che quello che sai o che sai fare non ti basta per risolvere il tuo problema.

Infatti io cominciavo a fantasticare su questo genere di cose quando non avevo studiato abbastanza, quando avevo perso troppo tempo e mi ritrovavo all’ultimo o quando ero palesemente impreparato e nella mia testa invece delle risposte alle domande dell’esame c’era un festival di danze irlandesi.

Se anche tu sei come me sono sicuro che hai perso il conto delle volte in cui non avevi studiato abbastanza e sei finito all’esame o all’interrogazione palesemente impreparato.

L’ansia ti attanagliava lo stomaco. Nella tua testa hai iniziato a maledire tutti quei momenti in cui hai perso tempo e hai rimandato lo studio.

“Ma come cavolo ho fatto a sprecare tutte quelle ore a guardarmi intere serie tv?”

 “Maledetti riposini pomeridiani che si trasformano in simulazioni di letargo, mi hanno fregato interi pomeriggi!”

In quell’esatto istante ti sei giurato che, cascasse il mondo, non ti saresti mai più ridotto in quelle condizioni!

Forte delle tue convinzioni e assolutamente certo di non voler mai più vivere un’angoscia stato simile hai preso una solenne decisione.

Non ci sarebbe stata un’altra volta in cui arrivavi all’esame impreparato! Per nessuna ragione al mondo avresti rimandato il momento di mettersi a stud…

Ehi! Ma… sbaglio o è uscita la nuova stagione di Narcos? No vabbè questa non posso perdermela!

Plata o plomo? Studio o rimando? Vabbè tanto ora del prossimo esame c’è tempo. Guardo un episodio solo…

…Dai facciamo che ne guardo un paio!

…Ormai mi ha preso dai, arrivo solo fino a metà stagione.

…Beh a sto punto ho perso troppo tempo, me la guardo tutta che voglio vedere che fine fa il cartello di Cali!

Diciamoci la verità! Studiare è veramente una rottura. Quale persona sana di mente preferirebbe stare ore sui libri piuttosto che guardare come si crea un giro di droga da miliardi di dollari?

Ci sarà sempre un motivo per non mettersi a studiare al pomeriggio. Ci sarà sempre qualcosa di più bello o più interessante da fare che aprire un libro, prendere appunti e ripete, ripetere, ripetere…

E se proprio non ti viene in mente niente da fare c’è comunque il sacro riposino pomeridiano che ti aspetta!

Però, parafrasando Don Abbondio, questo esame s’ha da passare e questa laurea s’ha da prendere, in un modo o nell’altro.

Si può conciliare la voglia di non studiare al pomeriggio con la necessità di NON avere le pagine del tuo libretto bianche e immacolate senza un solo voto registrato sopra?

La risposta è NO!

Non con il metodo di studio che stai usando tu!

Però esiste un modo per farlo e stai per scoprirlo.

Molto spesso sei costretto a studiare ore e ore perché non hai preconoscenze su quello che devi sapere. Ma in realtà una gran parte di quello che dovresti sapere per l’esame ti viene spiegato in classe.

Si ok, lo so! Alcune lezioni sono di una noia cosmica e non riesci proprio a stare attento per prendere appunti.

Come ad alcuni di questi professori “sonniferi ambulanti” abbiano affidato una cattedra resta un mistero…

Però se leggerai con attenzione le prossime righe potrai scoprire come riuscire a rimanere attento a lezione e memorizzare istantaneamente tutto quello che viene spiegato, anche se il tuo professore è di una noia mortale e ti cala la palpebra appena apre bocca.

Tutto questo senza sprecare anni della tua vita a sbobinare intere lezioni o diventare uno di quelli che trascrivono tutto parola per parola senza alla fine avere la più pallida idea di quello che hanno scritto.

Le mappe mentali infatti sono in assoluto uno degli strumenti più indispensabili per chi vuole studiare senza perdere ore e ore a creare inutili riassunti impossibili da ricordare.

Sono il sistema migliore in assoluto per riassumere idee e concetti, per strutturare idee e poi poterci lavorare analizzandole, sintetizzandole e ricordandole.

Se sei uno studente “normale” ormai avrai provato ogni sistema per prendere appunti. Dai quaderni ai fogli sparsi, dagli A4 ai piccoli block notes colorati da appicciare ovunque. Per me è stato così.

Quegli appunti però avevano un grosso limite.

Era impossibile creare collegamenti tra un argomento e l’altro, tornare indietro per aggiungere dei pezzi a quello che avevo scritto in precedenza.

Ok, usavo gli asterischi: ma dopo un po’ le mie pagine sembravano la carta con le stelline che si usa per fare il presepe.

Le mappe mentali sono state una vera svolta. Per prima cosa ho imparato a sintetizzare quello che ascoltavo e estrarre il succo delle informazioni. Ho maturato un grande spirito critico.

Ragionavo su ogni informazione per capire se era essenziale e in questo modo mettevo in azione il mio cervello. Creavo collegamenti. La necessità di individuare le parole chiave aveva trasformato l’ascolto passivo delle mie sbobinature in un ascolto attivo.

Prima facevo parte di quella schiera di studenti che sbobinavano tutto parola per parola.

Puoi immaginare i crampi alla mano e la quantità di roba da ristudiare che poi mi ritrovavo a casa.

L’aspetto migliore delle mappe è stato poter saltare da una parte all’altra del foglio per aggiungere o integrare informazioni.

Questo era utilissimo durante quelle lezioni dove non c’era verso che i miei prof riuscissero a spigare qualcosa in modo lineare. Anche se aprivano migliaia di parentesi senza chiuderle ero in grado di inserirle senza problemi nei miei appunti.

Poi a casa potevo facilmente integrarli con le informazioni del libro e il gioco era fatto. Ero pronto per l’esame e non avevo dovuto sacrificare pomeriggi interi! Mi bastavano poche ore per preparare esami tostissimi grazie al lavoro che facevo in classe.

Si ma poi i voti com’erano?

Mi sono laureato con 110 e lode in Medicina e Chirurgia Veterinaria, tu che dici?

Non sono tuttavia un caso-studio così famoso su cui fare affidamento, ma anche gli esami fatti sul cervello di Einstein hanno dimostrato l’efficacia di questo modo di prendere appunti.

Il buon Albert verrà ricordato come colui che ha rivoluzionato il concetto di spazio e tempo. Ha aperto il concetto di fisica al macrocosmo, alle reazioni nucleari e al rapporto intimo con la natura stessa.

È diventato la faccia più nota nell’immaginario comune per la parola “genio”, e la sua genialità spaziava dalla matematica, alla fisica, alla filosofia, alla musica.

Si dice che sia stato uno dei pochi in grado di riuscire a sfruttare il pieno potenziale del cervello umano.Si pensava che il suo cervello fosse di un terzo più grande del normale. Ma alla sua morte questa notizia fu smentita.

Il numero di neuroni non era diverso da quello tuo o mio. La differenza rispetto a una persona comune è che Einstein aveva un numero di connessioni neurali molto superiore alla media.

Praticamente aveva una rete di collegamento tra i neuroni del suo cervello sviluppatissima.

Diversi studi hanno ipotizzato che il merito sia dovuto al suo modo particolare di prendere appunti. In pratica non si limitava a scrivere righe e righe di testo, ma rappresentava con disegni e poche, concise annotazioni le informazioni che voleva ricordare.

I suoi taccuini erano pieni di immagini, disegni, parole, collegamenti e idee.

L’uso di queste tecniche, che puoi ritrovare anche nelle mappe mentali, ti serve per maturare un pensiero critico.

Secondo Charles Fadel, autore del fortunato volume «Four dimensional education» “gli studenti italiani dovranno studiare un po’ di meno e molto di più. Meno nozioni e forse meno discipline, ma molto più interconnesse. Dovranno uscire da scuola con meno conoscenze generiche ma con molta più capacità di usarle anche in situazioni nuove, di svilupparle e collegarle”.

Il pensiero critico è quello che ti serve per trovare la risposta alle domande dell’esame anche quando non sai la risposta con certezza.

Grazie alle mappe mentali sarai in grado di avere tutte le informazioni perfettamente archiviate nella tua mente e riuscirai a fare tutti quei collegamenti che al momento ti sembra che ti sfuggano.

Sembra assurdo, ma adottare il giusto metodo di studio possa portarti a stravolgere il tuo futuro, scatenando un effetto valanga nei tuoi successi non solo immediati ma anche futuri.

Imparare come si fa una mappa mentale non è difficile, è pieno di libri che lo spiegano in modo dettagliato.

Ma riuscire ad usarle nel tuo studio e nel tuo lavoro non lo è se non hai chi ti spiega come farlo.

È un pò come imparare a guidare. Non puoi farlo studiando il libro di scuola guida, devi avere qualcuno al tuo fianco che ti segua se vuoi evitare di andare a schiantarti contro il primo muretto.

I nostri tutor sono gli studenti più preparati in Italia nel saperle sfruttare per OGNI tipo di materia. Ti sveleranno non solo le strategie di base per realizzare delle perfette mappe mentali, ma ti sveleranno anche tutti quei segreti del mestiere che solo gli “insider” che usano questo metodo per studiare tutti i giorni possono sapere.

Se ti sembra di perdere troppe ore sui libri…

Se vuoi avere molto più tempo libero dalle catene dello studio…

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