Ecco quello che rende i corsi di memoria totalmente inutili per uno studente che vuole prendere 30 al suo prossimo esame, senza perdere la vita sui libri

“Papà, posso avere degli altri dinosauri per favore?”

“Ancora? E dove sono tutti quelli che ti ho già comprato?”

“Eh alcuni in infermeria perché si sono fatti male giocando, altri hanno la febbre e devo aspettare che guariscano, nel frattempo però ne vorrei degli altri.”

“In infermeria?”

“Sì sì, mi sto allenando, perché ho deciso che da grande farò il dottore degli animali!”

Avevo solo 8 anni e il mio futuro sembrava già tremendamente chiaro.

Il mio percorso di studi, a differenza di molti ragazzi che ho incontrato in questi anni, non è stato duro o lastricato di ostacoli.

Oh no, io avevo chiaro fin da bambino chi sarei diventato e sapevo perfino quando.

Mi sono diplomato con il massimo dei voti, ho superato il test d’ingresso per la facoltà di veterinaria tra i primi posti, mi sono laureato col voto più alto possibile e ho perfino conseguito un master col massimo dei voti.

“Che secchione” – starai pensando.

Sì, non ho scuse. Sono stato un secchione per gran parte della mia vita.

Passavo le mie giornate sui libri. Letteralmente.

Studiavo e basta. In compenso i miei voti erano davvero invidiabili.

Ero il sogno proibito di ogni studente tra i 20 e 25 anni con un futuro incerto e un presente che non lo soddisfa. E allo stesso tempo ero anche il più invidiato.

A 24 anni vedevo davanti a me un futuro meraviglioso.

Ero laureato, con un lavoro che mi permetteva di condurre lo stile di vita che volevo e stavo per conseguire anche un prestigioso master.

Nulla sarebbe potuto andare storto. Nulla.

O almeno è quello che ho pensato fino al 18 Ottobre del 2005.

Quel dannato e benedetto 18 Ottobre del 2005.

Pioveva a dirotto, raggiungere l’autobus che mi avrebbe portato a casa dall’aula del master in cardiochirurgia all’interno della facoltà di veterinaria di Milano sembrava un’impresa epica. E ero pure in ritardo.

Corro, ma piove così forte che non vedo niente. Rallento.

Sbatto contro qualcosa, o qualcuno. Chi diavolo c’è davanti all’ingresso della facoltà oggi, con questo tempo e a quest’ora?

Un tizio bassino ma ben piazzato, con i capelli rasati a zero e degli enormi occhi azzurri mi dice “Ciao!”.

“Si scusa, ciaoooo” – faccio per andarmene quando sento alle mie spalle.

“Hey aspetta, aspetta solo un momento!”

Oh no. Mi sarà caduto qualcosa. Che palle. Mi giro e faccio due passi indietro.

“Volevo lasciarti questo e invitarti ad una serata gratuita sulle tecniche di memoria che…”

Un volantino. Un dannato volantino. Oggi, mentre piove e sono in ritardo. Ma che voglia ha ‘sto tizio. Dannazione.

“No grazie, non sono interessato.”

“Come preferisci. Volevo solo aiutarti con i tuoi esami.”

“Si beh, sono già laureato e sto per conseguire un master. Quindi non sono interessato.”

“E non ti piacerebbe imparare delle tecniche di memoria per conseguire il master con dei voti più alti?”

“Ho già i voti più alti. Non mi serve.”

Ma quanto ero arrogante a 24 anni?

“E quanto tempo impieghi a studiare?”

Io sono in fottuto ritardo.

“Quello che serve, dalle 6 alle 8 ore al giorno.”

“Coooosa? Sai che potresti ottenere gli stessi risultati nella metà del tempo?”

Seeeee. Lallero.

“Ah si?”

“Vieni alla prima lezione gratuita, fatti questo regalo.”

Sisi, vai tranquillo.

Afferro il volantino, ringrazio e vado via.

Poi mentre salgo le scale ci ripenso. In effetti cos’ho da perdere? Sarà certamente una cazzata ma tanto vale provare.

Da qui in avanti il resto è Storia!

Quel volantino mi ha cambiato la vita.

Mi ero iscritto ad un corso di tecniche di memoria. Potevo memorizzare concetti e nozioni in pochissimo tempo. E quando frequenti un master mentre lavori 60 ore a settimana in ambulatorio, una roba del genere ti salva la vita.

All’inizio provavo il desiderio irrefrenabile di far conoscere a tutti quel corso. Ne parlavo di continuo e con grande entusiasmo.

Mi appassionai così tanto alla materia, che decisi di approfondire l’argomento, specializzarmi e farne il mio lavoro.

Sì, sono un folle.

Ho fatto un salto nel vuoto, scombussolando la mia vita totalmente e radicalmente per mettermi ad insegnare agli altri come studiare meglio e in meno tempo.

Voglio confessarti una cosa però: i corsi di memoria, da soli, non servono a nulla.

“Ma come? Hai appena detto che ti hanno cambiato la vita!”

Lo so, lo so. Lasciami finire.

Il corso di memoria da solo, come ti dicevo, non serve a nulla.

Sì, magari memorizzi qualche concetto in più grazie a delle tecniche piuttosto fighe. Ma non è quello il punto.

Io mi innamorai di quell’ambiente anni fa perché era straordinario poter aiutare gli altri.

Ho lasciato un posto fisso, decisamente ben retribuito, perché adoravo l’idea di poter aiutare gli altri attraverso il mio lavoro.

Di aiutarli a crescere, a superare le proprie paure, i propri limiti.

Cosa che tutt’ora mi riempie di gioia.

Aiutare gli altri è la mia missione. E l’ho scoperto grazie a quel dannato e benedetto volantino.

Ti starai chiedendo, cosa c’entra tutto questo con i tuoi esami universitari?

Oh, adesso ci arriviamo. Ma ti prego, prima lasciami finire. Perché il bello deve ancora arrivare.

Dove c’eravamo fermati?

Ah sì: guadagnavo bene, facevo quello che amavo fare e vivevo dignitosamente.

Che altro avrei potuto desiderare?

Mmmh. Maledetto me stesso e la mia perenne voglia di non accontentarmi.

A quel punto in aula avevo il controllo della situazione. Sapevo di star agendo altruisticamente ogni volta che uno studente mi chiedeva un consiglio. Ma l’azienda per la quale lavoravo non era della mia stessa opinione.

Odiavo partecipare alle riunioni in cui trattavano i nostri studenti come se fossero dei portafogli che camminano.

VENDERE VENDERE VENDERE

Era il loro unico mantra.

Io invece ero più interessato a risolvere i problemi degli studenti che a vendere. Se stavo facendo del bene, mi sentivo in pace.

Il problema vero nacque quando mi resi conto che quasi nessuno riusciva ad applicare nel proprio studio le tecniche di memoria che venivano insegnate in quell’azienda.

Le tecniche di memoria richiedono pratica. Un botto di pratica.

E poi magari alcuni studenti le imparavano anche bene, sapevano applicarle al momento opportuno, ma che succedeva quando all’esame erano impacciati? Quando l’ansia prendeva il sopravvento e, pur conoscendo le risposte giuste, l’esposizione faceva così pena da non fargli superare l’esame?

Mancava qualcosa e questa consapevolezza fu l’inizio del mio secondo salto nel vuoto.

Ho condiviso il mio punto di vista con altri 5 “cavalli pazzi” come me. Avremmo fondato una nostra azienda e fatto un nostro corso. Un corso dove al centro c’era lo studio e la ricerca continua e costante delle più avanzate tecniche di apprendimento che avrebbero permesso ad ogni studente di risolvere in modo DEFINITIVO tutti i suoi problemi di studio.

Un azienda in cui ogni compagno di squadra, ogni istruttore e ogni istruttrice avrebbero dato il massimo per creare la migliore esperienza per tutti coloro che si sarebbero affidati a noi, ma che aveva come primo e unico focus permettere ai nostri studenti di far impennare le loro medie, dimezzando le ore sui libri.

Così è nata Genio in 21 giorni. Dal desiderio di essere i più grandi esperti di metodologie avanzate di studio prima in Italia, e poi anche nel resto d’Europa e del mondo.

Tra tutti i servizi per lo studente che abbiamo sviluppato in Genio in 21 Giorni, uno dei primi e allo stesso tempo forse il più importante di tutti è stato il tutoring.

Quando uno studente fa uno qualsiasi dei tanti fuffacorsi di memoria che puoi trovare in giro, ha la testa piena di concetti ma praticamente nessun modo di applicarli su quello che ti serve

Qualche esercizio in aula lo hai fatto, ma poi dopo ti sei trovato abbandonato a se stesso e non hai la più pallida idea di come applicare quei concetti nelle materie che deve studiare.

Ecco perché devi assolutamente evitare di buttare via i tuoi soldi e sprecare il tuo tempo per ritrovarti nella stessa situazione di prima.

Io stesso quando frequentai il mio primo corso di memoria avevo in principio questi timori. Ed infatti una volta finito il corso ero stato abbandonato a me stesso. Solo grazie a prove e tentativi ero riuscito ad applicare le tecniche di memoria che avevo imparato allo studio vero e proprio.

Oggi c’è il tutoring, un servizio personalizzato one-to-one, che ti permette di essere seguito da un esperto dell’apprendimento che ti permetterà di essere aiutato ad applicare al meglio quello che impari.

Un sostegno che passo dopo passo ti renderà sicuro nell’utilizzo di ogni tecnica appresa il tutto indipendentemente da quale sia il tuo campo di lavoro o di studio.

Ma perché tu possa capire meglio l’importanza del tutoring devo spiegarti quali sono i 4 diversi livelli di insegnamento in cui puoi imbatterti quando scegli di formarti:

1) Autodidatta con un videocorso

I videocorsi sono un gradino più in alto dei libri, hanno un linguaggio esplicativo migliore: di certo apprendi meglio dal video di una persona che ti spiega qualcosa invece che leggere un testo in bianco e nero.

Di base resta però lo stesso problema del libro. Non puoi fare domande ad un video e se non hai capito qualcosa, ti attacchi.

Alcuni forniscono un servizio di domande e risposte su un gruppo Facebook che però lasciano il tempo che trovano. Hai bisogno magari di una risposta subito e te ne arriva una inconcludente due giorni dopo.

2) Corso in aula

Il corso in aula è di certo superiore a libri e videocorsi, durante la formazione in aula puoi alzare la mano e fare domande per dirimere qualsiasi dubbio ti venga in mente.

Peccato che molti di quelli che negli anni hanno cercato in modi più o meno ridicoli di copiarci, non abbiano un servizio di tutoring.

Anche in questo caso, se dopo hai bisogno di aiuto e ti vengono in mente domande da fare non avrai alcuna risposta ai tuoi dubbi e avrai ancora una volta gettato soldi al vento.

3) Corso in aula con tutor online

Qui cominciamo già ad avvicinarci ad un buon compromesso, ma non lo ritengo ancora del tutto valido.

In questo caso puoi si fare tutte le domande che vuoi al tuo tutor che cercherà di aiutarti al meglio delle sue possibilità. Ma queste resteranno limitate.

Un tutor che ti segua via skype non potrà infatti mettere mano sul tuo materiale, prendere in mano i tuoi quaderni e i tuoi libri, vederli con i suoi occhi e mostrarti l’esatto modo, quello più adatto a te, per studiarli.

4) Corso con tutoring dedicato

Questo è il vero corso, questo è il vero modo di fare tutoring.

Appena finito il corso studiando attentamente la tua persona e le tue esigenze, vieni affidato al tutor ritenuto migliore per te.

Un tutor con il quale scambierai il tuo numero di telefono e con il quale potrai fissare tutti gli appuntamenti di cui hai bisogno per risolvere i tuoi dubbi ed imparare ad usare al meglio il nuovo metodo di apprendimento imparato.

Imparare a studiare è come imparare a nuotare. Non puoi farlo leggendo un libro. Devi gettarti in acqua, e devi avere qualcuno di fianco a te che ti guidi e che ti corregga passo dopo passo, evitandoti di affogare.

Avere un tutor che ti segue direttamente e pianifica con te lo studio degli argomenti e degli esami che devi sostenere è NECESSARIO se vuoi portare a casa un 30 e Lode in tutti i tuoi prossimi esami

Come te anch’io sono stato uno studente e da parte mia ho dato il massimo per creare il miglior sistema di apprendimento esistente in Italia, esattamente il metodo di studio che avrei voluto avere io all’università o meglio ancora fin dalle superiori.

A questo punto hai solo 3 scelte davanti a te se hai deciso di migliorare il tuo metodo di studio.

Compri un libro o un videocorso da autodidatta, spendendo quattro soldi e sapendo che alla fine non ne caverai fuori un ragno dal buco. Guarderai qualche video, leggerai qualche pagina e poi li metterai da parte facendo cadere tutto nel dimenticatoio. Tempo sprecato e alla fine zero risultati.

Ti fai fregare da qualcuno che ha tentato di imitare Genio in 21 Giorni ma che non ha il know how per farti da tutor.

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