Non riesco a memorizzare quello che studio, dopo poco dimentico tutto, perché? Lo spiega un’Università canadese, scopri perché succede, come impedirlo e trasformare la tua memoria in una cassaforte.

non riesco a memorizzare

Non riesco a memorizzare!

Studio ma dimentico tutto. Perché?
Ma perché non ricordo quello che ho studiato anche solo 3 giorni fa?
Studio e non ricordo niente, non capisco cosa c’è che non va…
Non riesco a memorizzare quello che studio, perché?

Sono domande che una grande quantità di studenti finisce prima o poi per farsi.              

La sensazione che la tua memoria sia una specie di colabrodo incapace di ricordare tutto quello che così faticosamente studi è infatti una sensazione molto comune fra gli studenti.

Già il fatto di dover ripetere più e più volte quello che studio con la speranza di ricordare il minimo che serve per passare l’esame non è piacevole.

Ma non poche volte può capitare che l’esame venga posticipato all’ultimo minuto dal professore, mettendo fra te e il momento dell’esame diverse ore o giorni imprevisti. Ore o giorni che possono peggiorare ancora drammaticamente la tua sensazione di non ricordare nulla prima dell’esame.

non ricordo niente di quello che studio

Se studi all’università sai di cosa sto parlando. La data dell’esame viene fissata. Passi il primo giorno di studio a cercare di organizzarti per bene. Controlli i vari gruppi Facebook, Whatsapp e Telegram chiedendo a tutti cosa bisogna studiare. Questa volta vuoi essere arcisicuro di non scoprire all’ultimo minuto che ti manca qualche capitolo come al solito!

Chiedi consiglio agli amici che lo hanno dato prima di te, raccogli tutto il materiale, passi un pomeriggio in copisteria a stampare dispense, slide appunti e sbobinature varie e finalmente sei pronto a cominciare.

Cominci a studiare, lotti contro le mille interruzioni che la vita ti propone così invitantemente davanti (del resto, bisognerà pur godersi un minimo questi anni così belli?) e con il tempo che passa sempre troppo in fretta ti ritrovi il giorno prima dell’esame a ripetere disperatamente tutto quello che avevi già studiato (ma che come al solito non ti ricordi più) fino a quando crolli esausto e vai a dormire.

Dormire per modo di dire.
Ti svegli stanco, con lo stomaco sottosopra.
Prendi treno, macchina, bici, bus, tram, metro o quello che è e ti dirigi mestamente verso il patibolo luogo dell’esame.

Mentre sei in coda per entrare a sostenere il tuo esame, incerto se buttarti per primo confidando nella clemenza verso i coraggiosi o aspettare fino all’ultimo nella speranza che siano esausti e confusi anche i tuoi prof, con un elegante sorriso da faina uno dei professori della commissione d’esame proclama:

‘Mi è sorto un impegno improvviso! Sarete interrogati la prossima settimana, vi farò sapere il giorno’

Il finto sorriso che stavi facendo al professore si spegne mentre continui a fissare il vuoto. Sbollita la rabbia pensi che comunque non è la fine del mondo. Tanto le cose le sai, ti basterà ripassare il giorno prima.

Mai furono dette parole peggiori.

Il giorno prima della nuova data cominci a ripassare e… PANICO!

NON RICORDO NIENTE di quello che ho studiato, non riesco proprio a memorizzare!

Zero, tabula rasa. Se si potesse guardare all’interno della tua testa si vedrebbero dei balle di paglia che rotolano sospinte dal vento in una città fantasma nel deserto del Far West.

La sicurezza che avevi fino a qualche minuto prima sprofonda nelle sabbie mobili. Tutta la fatica che avevi fatto per ricordare ogni pagina fino al giorno prima dell’esame è stata totalmente inutile.

Cerchi di ristudiare tutto da capo, ma non allo stesso modo. Il tempo è poco, troppo poco per tutta la roba che devi sapere. Inoltre sei talmente impanicato da dimezzare la tua concentrazione.

Ficchi nella tua testa alla bene e meglio tutte le informazioni che riesci neanche fossi uno di quei divoratori compulsivi sovrappeso che vedi nei reality americani all’ultima cena prima di essere rinchiuso per tre mesi in un camp per dimagrire.

Il giorno dopo ti presenti all’esame sperando che qualcosa di tutto quel caos di pagine che hai letto il giorno prima ti sia entrata in testa.

Ma niente.

A quel punto la domanda sorge spontanea: perché diavolo ogni volta che un esame viene rimandato, o sei tu a rimandarlo perché non ti senti abbastanza pronto, ti dimentichi quasi tutto a distanza di pochi giorni?

Perché ti ritrovi a dover imparare tutto da capo?

Studio ma mi dimentico tutto…. Ecco perché succede

La maggior parte finisce per credere che sia un problema dovuto al fatto che hanno poca memoria. Ma la realtà che la scienza ha dimostrato è tutt’altra.

C’è infatti un motivo scientifico se la tua mente assomiglia ad uno scolapasta che non sa trattenere anche le informazioni di cui hai un assoluto bisogno, ma tra poco ti spiegherò cosa puoi fare per porvi rimedio e trasformare quello scolapasta in una cassaforte.

Devi sapere che il corpo umano è un gran risparmiatore.

Tutto ciò che noi facciamo, dal respirare, al muoverci, al mantenere costante la nostra temperatura corporea fino al semplice pensare, consuma energia.

Tutto il cibo che noi introduciamo nel nostro corpo ha lo scopo di rifornirci di energia. Energia che verrà poi spesa per le diverse funzioni del nostro organismo.

Anche “ricordare” consuma energia.

Ricordare non è gratis. Ciò che è energicamente costoso o superfluo viene eliminato dal nostro corpo.

Se hai mai fatto palestra sai che con l’esercizio fisico è possibile far aumentare i muscoli di volume.

È altrettanto vero però che se smetti per abbastanza tempo di allenarti, i muscoli perderanno il volume guadagnato. Questo processo si chiama adattamento.

Quando fai esercizio i tuoi muscoli si ingrandiscono in quanto al tuo corpo viene richiesta maggiore forza. Questa maggiore forza comporta anche un maggior dispendio di energia.

Proprio perché i muscoli grandi sono costosi da mantenere. quando si smette di andare in palestra il nostro corpo recepisce che non hai più bisogno di tutta quella forza in più e quindi, per farti risparmiare della preziosa energia, te li fa perdere.

Di certo il tuo organismo non recepisce il fatto che è bello avere dei pettorali o dei glutei da favola e che deve mantenerli a dispetto di utilizzo o dispendio di energia.

Un analogo discorso lo si può fare per la nostra memoria e per le informazioni che immagazziniamo nel nostro cervello.

Da diversi anni la neuroscienza studia i meccanismi coinvolti nella memoria.

Ecco cosa ha scoperto.

Il nostro cervello possiede dei meccanismi appositi per dimenticare le informazioni. Lo fa eliminando o indebolendo i legami tra i neuroni responsabili del mantenimento dei ricordi.

Lo scopo del nostro cervello è quello di dimenticare le informazioni ritenute inutili al fine di fare spazio per nuovi ricordi, ma soprattutto al fine di risparmiare energia.

A tal proposito recentemente, gli scienziati dell’Università di Toronto hanno coniato una nuova definizione di memoria che non consiste più nella capacità di conservare il maggior numero di informazioni nel tempo, ma nell’abilità di dimenticare le cose superflue.

La perdita dei tuoi ricordi è tutta una questione di praticità.

Il tuo cervello non sa che le cose memorizzate per l’esame se le dovrà ricordare dopo una settimana perché il professore ha rimandato l’appello. Così come i tuoi bei pettorali o i tuoi fantastici glutei non sanno di dover restare così per sempre solo perché sono sexy.

Il permanere dei ricordi o dei tuoi muscoli dipende dai giusti stimoli che sai dare rispettivamente alla tua mente o al tuo corpo.

Ma mentre per i muscoli è chiaro cosa fare per mantenerli tonici, cosa devi fare per i ricordi?

Come studiare e ricordare tutto?

Ecco in che modo puoi dare i giusti stimoli al tuo cervello perché mantenga le preziose informazioni memorizzate e non le butti via come un volantino trovato sul parabrezza.

È chiaro che se i tuoi ricordi scompaiono allora c’è un qualcosa che non va nel tuo modo di memorizzare e quindi nel tuo metodo di studio.

Il leggi e ripeti non funziona.

Il leggi e riscrivi non funziona.

Il leggi e sottolinea non funziona.

Tutti questi metodi non funzionano.

Certo, potranno aiutarti nella comprensione e forse il giorno dopo ti sembrerà di ricordarti qualcosa, ma passati uno o due giorni di tutte quelle informazioni ti sarà rimasto solo un vago ricordo.

Infatti questo modo di studiare non ti aiuta per niente. Non è diverso dal continuare a ripetere ad alta voce un numero di telefono dal momento che te l’hanno detto fino a quando lo trascrivi su di un pezzetto di carta.

Sai benissimo che se smetti di ripeterlo o ti distrai, di li a pochi secondi non te lo ricorderai più.

Nello studio funziona allo stesso modo. Il ricordo dura un po’ di più perché stiamo parlando di concetti e non di una serie di cifre numeriche. Ma alla fine lo sai benissimo che dal momento in cui smetterai di leggere e ripetere allora le informazioni cominceranno prima a confondersi e poi a svanire a gran velocità.

Come ricordare le cose studiate?

Di cosa hai bisogno quindi per cambiare tutto questo?

Cosa puoi fare per addestrare la tua mente a mantenere per lunghi periodi di tempo tutte le informazioni di cui hai bisogno?

Quello che ti serve è un metodo di archiviazione delle informazioni per:

  • Memorizzare quello che studi in modo efficace e veloce, portando in automatico il ricordo nel medio/lungo termine senza dovere ripetere le stesse cose 10.000 volte.
  • Ricordare concetti astratti, come formule, date, termini tecnici o lingue straniere e tutte quelle informazioni che normalmente spariscono subito dopo averle lette.
  • Gestire enormi quantità di pagine da studiare e riuscire a ripassarle tutte velocemente senza cadere nel banale “mi ricordo bene le prime pagine ma per niente le ultime”.
  • Seguire i tempi fisiologici del tuo corpo per effettuare i ripassi al momento giusto in modo da fissare i ricordi in maniera indelebile.
  • E, cosa più importante di tutte, poter gestire facilmente qualsiasi cambio data di un appello e sfoggiare al professore la tua conoscenza con un sorriso malizioso.

Per tua fortuna questo metodo esiste, ecco un esempio dei benefici sui tuoi colleghi che già lo applicano.

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