Imparare una lingua straniera fa schifo (se non conosci questo metodo)

“I cinesi conquisteranno il mondo”

“Sono già più di un miliardo e ci stanno invadendo”

“Finiremo tutti a parlare cantonese”

Quante volte ti è capitato di sentire frasi come queste?

Di solito le senti dire da chi vorrebbe poter esprimere opinioni di economia internazionale nonostante comprenda la materia non meglio di quanto una scimmia riesca a comprendere l’uso di un tostapane.

Se l’economia della Grande Muraglia ci schiaccerà o meno io non so dirlo, però è un dato di fatto che, complice la barriera linguistica che riduce i competitor, saper fare affari con l’enorme mercato cinese apre le porte a nuovi e ricchi affari.

La verità è che le lingue sono fondamentali nel mondo del lavoro e lo sono sempre state, non hai bisogno di aspettare un’invasione della Cina per rendertene conto.

Spesso affronti l’università con l’idea che, appena riuscirai a stringere orgoglioso quel pezzo di carta e ti metterai l’alloro in testa, sarai pronto per fare il tuo ingresso trionfale nel mondo del lavoro.

Ma non sarà così ed è bene che tu lo sappia in anticipo.

Devi considerare che la maggior parte dei corsi di laurea hanno una grandissima lacuna.

Ti fanno laureare anche se ti manca un esame.

“Max che stai dicendo? Tutti quelli che conosco e che si sono già laureati hanno dato tutti gli esami fino all’ultimo!”

E invece quando ti laurei lo fai senza aver dato un esame. Permettimi di spiegarti.

Con una laurea in mano ti qualifichi in quanto “persona competente o abilitata a svolgere un determinato lavoro”.

Questo però non implica in alcun che riuscirai a trovare un lavoro. 

Se ti laurei in Giurisprudenza e superi l’esame di abilitazione sei abilitato ad esercitare come avvocato, ma questo non ti garantisce assolutamente che sarai assunto in uno studio.

Complice il fatto che in Italia ci sono più avvocati che detenuti, 246 mila toghe contro 62 mila appartenenti alla popolazione carceraria, trovare lavoro in uno studio dopo la laurea è diventata un’impresa tutt’altro che facile e, quando ci riesci, rischi di dover lavorare per almeno un lustro al minimo salariale di 1000 euro al mese.

In poche parole l’università può insegnarti una professione, ma non a trovare il modo di esercitarla

Un bel problema.

Sei costretto a essere rinchiuso per 5 anni di università (almeno) tra aule studio sovraffollate e lezioni con professori soporiferi, a versare sudore, diottrie e lacrime amare sui libri, per poi ritrovarti con un pezzo di carta in mano a consegnare migliaia di curriculum in giro senza ottenere risposta, col rischio di finire a friggere patatine nel retro di un fast food.

Bello schifo!

Cominci a capire quale sia l’esame mancante?

È quello che ti insegna a trovare un lavoro.

Se dovessi dargli un nome sarebbe

Usciredalgreggiologia

Come emergere dal gregge.

In fin dei conti si tratta di questo. Quando ti laurei non lo fai da solo, non siamo più negli anni ’60 quando a farlo eri uno dei pochi e c’erano aziende e imprese che fanno la fila per assumerti.

Oggi ti laurei assieme a tutti (o quasi) i tuoi compagni di corso.

E stiamo parlando solo della tua università. Ci sono anche i laureati nella stesso facoltà del resto d’Italia.

Ai quali devi aggiungere gli studenti stranieri.

E non dimenticarti di tutti quelli che si sono laureati prima di te e che ancora stanno cercando lavoro.

Neolaureati che vagano per le strade in cerca di un contratto di lavoro, avvantaggiati perché magari nel frattempo hanno anche accumulato qualche competenza in più rispetto a te.

Insomma, siete tantissimi a cercare lavoro e non c’è posto per tutti.

Quindi come si fa? L’unico modo è emergere dalla massa.

Non mi riferisco a imparare a compilare curriculum vitae in maniera più intrigante, o a preparare un qualche stratagemma per colpire quello delle risorse umane al colloquio di lavoro.

E lascia stare anche la questione del voto di laurea o della media dei tuoi esami.

Avere dei bei voti è la base.

Ma pensi di essere l’unico con 110 e lode nella pila di curriculum da valutare?

Sto parlando di avere concretamente tra le tue mani qualcosa che ti conferisca più valore rispetto agli altri candidati.

Devi possedere delle capacità, delle competenze che gli altri non hanno.

Questo è l’unico VERO modo per emergere

“Cosa puoi dare di più all’azienda, rispetto agli altri candidati?”

Questa è l’unica domanda che il datore di lavoro si pone.

E qui ci riallacciamo al discorso del cinese.

Non dico che debba essere per forza il cinese, ma di certo se oggi vuoi farti notare, devi sapere parlare perfettamente almeno due lingue.

Perché due?

Perché ormai l’inglese lo sanno tutti.

Un bel voto di laurea e l’inglese sono la base se speri di trovare un buon lavoro.

Quindi hai assolutamente bisogno di imparare una nuova lingua da zero se non vuoi finire a doverti accontentare di lavori di ripiego

Il problema è: come fare?

Di certo non ti sei svegliato questa mattina senza niente da fare.

“Ho solo 5 esami da dare nei prossimi due mesi e sono talmente indietro che mio fratello di 12 anni potrebbe laurearsi prima di me. Ma sai che ti dico? Mettiamoci anche ad imparare una lingua straniera a caso”

Tendenzialmente ti ritrovi sempre ad avere il tempo contato e arrivi a preparare gli esami con marce forzate e nottate in bianco.

Sei messo male, amico mio.

Non solo studiare ti occupa più tempo di quanto vorresti, ma anche se sai quanto sia importante imparare una nuova lingua straniera nel mondo del lavoro, non hai il tempo di studiarla.

E anche se avessi il tempo per imparare una nuova lingua?

Come te la caveresti?

Hai un metodo valido di apprendimento?

Non sto parlando di quei vecchi e noiosi libri di grammatica con cui hai avuto a che fare alle medie e alle superiori.

Imparare una nuova lingua straniera non vuol dire conoscerne solo la grammatica. La vera difficoltà consiste nel memorizzare vocaboli nuovi.

E non si tratta solo di qualche decina.

Secondo il celebre linguista Tullio De Mauro, il numero approssimativo delle parole utilizzate da una persona madrelingua è di circa 47 mila per il lessico comune, tra cui rientrano 6 mila 500 parole appartenenti al lessico di base, ovvero termini che tutti conoscono.

In generale, possiamo descrivere i livelli di conoscenza di una lingua straniera in questo modo:

Livello principiante: 250-500 parole

Dopo più o meno una settimana di studio intensivo di una lingua, sarai in grado di affrontare alcune conversazioni di base.

Livello Intermedio: 1.000-3.000 parole

Conoscendo circa 1.000 parole, nella maggior parte delle lingue, sarai in grado di realizzare delle conversazioni più complesse. Potrai raccontare la tua giornata e affrontare alcune situazioni di vita quotidiana.

Livello avanzato: 4.000-10.000 parole

Superate le 3.000 parole, inizierai a familiarizzare con un tipo di vocabolario più specializzato. Sarai capace di conversare su notizie e attualità, di esprimere opinioni più complesse e di descrivere concetti astratti.

Livello di padronanza della lingua straniera in situazioni complesse: 10.000 parole

Arrivati a questo punto, sarai capace di esprimervi quasi come un madrelingua. Avrai raggiunto un numero di parole tale da riuscire a parlare di quasi qualsiasi argomento nei dettagli. Inoltre, avrai l’abilità di usare metafore, slang e modi di dire per esprimere alcuni concetti.

Livello madrelingua: più di 10.000 parole

Il numero di parole che un madrelingua possiede, come abbiamo visto, varia a seconda della specifica lingua straniera che vuoi imparare, per cui è difficile fare una stima esatta delle parole che conosce. Naturalmente, è necessario tenere a mente che diverse lingue hanno diverse quantità di parole e i livelli di abilità possono variare notevolmente.

Per poter lavorare comunicando in una seconda lingua devi conoscere come minimo più di 5000 parole.

“5000 vocaboli…”

Che effetto ti fa l’idea di dover metterti li a studiarli uno dopo l’altro ripetendoli all’infinità?

Senti già la noia che sale, vero?

E probabilmente sai che ci metteresti un’infinità di tempo.

La cosa non mi sorprende.

Il problema è sempre il solito.

Ti hanno insegnato a studiare in modo noioso e inefficace 

Se segui il blog da un po’ ormai dovresti sapere che il “leggi e ripeti” è il metodo di studio più vecchio del mondo e che tutti usano.

Peccato che faccia letteralmente schifo.

Ti porta a studiare in maniera errata e non rispetta il modo di funzionare del tuo cervello e delle aree adibite alla memorizzazione. Questo vuol dire che anche i tuoi tentativi di imparare una nuova lingua straniera sono mille volte più faticosi di quanto dovrebbero esserlo.

Per fortuna esiste un altro metodo, infinitamente più efficace.

Parlo del metodo di studio Genio in 21 Giorni, l’unico sistema di studio creato da VERI esperti dell’apprendimento e riconosciuto scientificamente che ti permette di studiare in maniera efficace.

Niente più perdite di tempo con il “leggi e ripeti”.

Grazie al metodo Genio in 21 Giorni puoi imparare a studiare secondo le vere modalità di apprendimento del tuo cervello.

Imparare le lingue straniere

Niente più tempo perso e valanghe di pagine che aspettano ancora di essere lette dopo 7 ore di studio già sul groppone.

Studiando nel modo corretto puoi ottimizzare i tempi e massimizzare i risultati.

Molti nostri studenti, oltre ad alzare la loro media universitaria, si sono trovati con così tanto tempo libero a disposizione da aver finalmente trovato il modo di migliorare il loro inglese o imparato una nuova lingua straniera.

Imparare le lingue straniere - opinione Maria Laura

Il successo del sistema di studio Genio in 21 Giorni mi ha spinto a voler far conoscere questo metodo a sempre più persone, così ho finito per scrivere due libri – “Inglese in 21 Giorni” e “Cinese in 21 Giorni” – pubblicati dalla Sperling che ad oggi hanno venduto la bellezza di 150.000 copie e sono stati tradotti in quattro lingue.

Lo so che così di impatto sembra incredibile.

Ti sembrerà impossibile poter imparare una lingua straniera in 21 giorni, soprattutto una difficile come il cinese…

Imparare le lingue - Repubblica.it Recensione Inglese in 21 Giorni

Imparare le Lingue - Lucia Musso Cinese in 21 Giorni

Ma guarda questo video.

Dina Pavanello è una gioielliera di 55 anni di Milano che si è iscritta al corso Genio in 21 Giorni dopo essersi resa conto di aver bisogno di imparare il cinese perché molti dei clienti che si presentavano nel suo negozio venivano proprio dal paese della Grande Muraglia.

Se stavi pensando “Sono troppo vecchio per mettermi a imparare una nuova lingua”, ti ho già tolto la scusa.

Se ne hai voglia, indipendentemente dalla tua età e dal tuo punto di partenza, con Genio in 21 Giorni puoi imparare una nuova lingua in tempi record.

Non sto parlando soltanto di migliorare il tuo inglese maccheronico che forse non va oltre il “the Pen is on the table”.

I nostri studenti imparano con successo e senza alcuna fatica lingue complicatissime come il cinese e l’arabo. Simboli e modi di scrivere del tutto diversi che per quanto ti riguarda potrebbero anche essere una scrittura aliena.

Quindi:

  1. Uscire con un buon voto di laurea è fondamentale, ma è la base.
  2. Sapere l’inglese è necessario, ma ormai lo sanno parlare quasi tutti.
  3. Solo emergendo dalla massa riuscirai a far veramente valere la tua laurea e avere un buon lavoro che ti soddisfi.
  4. Uno dei modi migliori per farlo è conoscere una seconda lingua, possibilmente una di quelle che ti permettono di lavorare con i mercati in espansione.

A questo punto hai di fronte a te tre opzioni.

A) Ignora quello che hai appena letto e continua a portare in giro curriculum a vuoto.

B) Insisti nel perdere un’infinità di tempo cercando di imparare l’inglese con i solito costosissimi corsi monotoni e noiosi o con i volumetti in edicola.

C) Fai la scelta più intelligente. Clicca su questo link e assicurati il tuo posto alla prossima lezione gratuita di Genio in 21 Giorni nella città più vicina a te.

Diventerai un maestro delle lingue, capace di distinguersi dalla massa e di agguantare il lavoro che più desideri.

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