Genio in 21 Giorni quanto costa perdere un anno di Università. Genio in 21 giorni. 2021

Genio in 21 Giorni: quanto costa perdere un anno di Università?

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026

Di solito si parla di quale sia il costo dell’università per le famiglie o gli studenti italiani. Più raramente si fanno i conti su quanto costi perdere un anno di università, sia in termini di opportunità personali e lavorative che – perché no – in termini economici.

Senza tralasciare né l’uno né l’altro aspetto, vediamo cosa comporta rimanere indietro nel percorso universitario e come evitare di farlo grazie al metodo di studio di Genio in 21 giorni.

Il costo delle università italiane

Dati alla mano, ci tocca ammettere, con un certo rammarico, che le università italiane sono tra le più care d’Europa. Senza contare che siamo tra i paesi che meno tutelano il diritto allo studio attraverso l’erogazione di sussidi e borse di studio. 

Il costo delle università italiane. Genio in 21 giorni. 2021

Per quanto riguarda il sistema accademico statale, la frequentazione di un ateneo pubblico italiano comporta una tassazione che oscilla tra i 500 € e gli oltre 4.000 € annui. Questo contributo, dovuto esclusivamente alle casse dello Stato e delle singole Università, viene calcolato in base al reddito ISEE. Secondo i dati del rapporto di Federconsumatori sulle rette universitarie pubbliche, l’Università di Pavia è la più onerosa (costo università 4.223 €), seguita dalla Statale di Milano e da La Sapienza di Roma. È importante sottolineare che queste cifre si riferiscono unicamente alle tasse di iscrizione accademiche.

La rete europea di informazione sull’istruzione, Eurydice, attraverso un’analisi della situazione dell’istruzione superiore in tutti gli stati membri dell’Unione, mette in mostra una disparità di sistemi. Più cari di noi, in Europa, Regno Unito e Paesi Bassi, che però in alcuni casi compensano con una serie di agevolazioni che facilitano l’ingresso nell’istruzione superiore. In nazioni come la Germania e la Norvegia, invece, non c’è alcuna tassa universitaria da pagare, e le borse di studio coprono oltre il 50% di tutte le spese cui uno studente deve far fronte (non solo quelle legate all’università, ma anche vitto e alloggio, costo dei libri, ecc.). 

E quanto costa perdere un anno di università?

I numeri riportati finora, però, fanno riferimento al solo costo delle tasse universitarie. Evidentemente, però, non solo da quelle si compone la spesa di uno studente o della famiglia che lo sostiene. Per calcolare con precisione l’ammontare totale delle spese, Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Epheso, ha messo a disposizione uno strumento che permette di simulare i costi del mantenimento annuale.

Ipotizziamo una situazione esemplare. Una famiglia con un ISEE tra i 25.000 e i 30.000 €, residente in Puglia, ha un figlio che vuole iscriversi in una facoltà dell’Università di Bologna, decidendo di convivere con altri studenti.

Oltre alle tasse scolastiche, bisogna considerare l’impatto economico del mantenimento di uno studente fuori sede. Per chi decide di trasferirsi in un’altra città, le spese per affitto, bollette e vitto sono la voce principale del bilancio. Una simulazione de Il Sole 24 Ore chiarisce bene lo scenario: uno studente pugliese che si trasferisce a Bologna per frequentare l’università spende, tra canone di locazione e spese vive, poco meno di 8.000 € l’anno. Al contrario, uno studente che risiede già con i genitori nella stessa città in cui studia riesce a contenere i costi di sussistenza entro i 3.000 € annui. Si tratta dunque di spese logistiche e abitative legate alla vita universitaria, indipendenti dal percorso formativo scelto.

E quanto costa perdere un anno di università. Genio in 21 giorni. 2021

Alla luce di queste cifre, è evidente che perdere un anno di università (andare ‘fuori corso’) ha un impatto finanziario pesantissimo. Ogni anno di ritardo, infatti, obbliga la famiglia a sostenere nuovamente l’intero pacchetto di spese precedentemente elencate: un’ulteriore annualità di tasse accademiche e dodici mesi extra di costi di mantenimento (affitto e vitto). A questo esborso diretto va aggiunto il cosiddetto ‘costo opportunità’: un anno in più trascorso sui libri è, di fatto, un anno di stipendio perso a causa del ritardato ingresso nel mondo del lavoro. In definitiva, la scarsa efficacia nello studio non è solo un problema didattico, ma una voce di passività che grava per migliaia di euro sul bilancio familiare.

Come vedremo di seguito, a livello di selezione vale moltissimo il dimostrare di essere stati al passo con gli esami e, in alcuni contesti lavorativi, anche l’età può fare la differenza.

Laurearsi in tempo o con voti alti? Questo è il dilemma

È ovvio che nessuno si iscriva all’università pensando di terminare gli studi in ritardo, laureandosi fuori corso e continuando a pesare sulle spalle dei propri genitori. C’è anche chi lo mette in conto, consapevole delle proprie difficoltà, o magari perché si mantiene da solo e quindi concilia studio e lavoro. Di fatto, perdere un anno di università succede, e non è neanche una cosa per la quale valga la pena flagellarsi.

Accanto a chi cerca di non mortificarsi per essere rimasto indietro negli studi, si muovono poi due schiere di studenti, apparentemente inconciliabili. Da un lato c’è chi vuole laurearsi in tempo ad ogni costo; dall’altro chi pensa che è meglio laurearsi con dei voti alti e una buona media, anche se questo dovesse comportare un rallentamento.

Ai due schieramenti di studenti, corrispondono due schieramenti nel mondo del lavoro. C’è chi dice che è meglio finire il prima possibile ed immettersi nel mondo del lavoro, che il voto della laurea non importa a nessuno; e, all’opposto, chi magari sostiene l’importanza di un bel voto, sia per presentarsi ad un colloquio di lavoro, sia per avere una certa soddisfazione personale.

La verità (come la virtù) sta nel mezzo

Innanzitutto, molto dipende da cosa si voglia fare dopo l’università. 

Alcuni lavori, infatti, richiedono necessariamente un determinato voto di laurea. Questo vale, per esempio, per tutte quelle posizioni cui si accede mediante concorso pubblico: talvolta il voto di laurea costituisce uno sbarramento d’accesso, mentre altre volte il voto non è vincolante ma contribuisce a generare il punteggio finale. In questi casi, tra l’altro, è preferibile aver acquisito ulteriori titoli e certificazioni, motivo per cui può essere meglio perdere un po’ di tempo in più all’università, ma uscirne con un maggior numero di attestati.

Al contrario, ci sono una serie di lavori per i quali il valore numerico espresso dal voto resta di rilevanza marginale. È il caso delle aziende hi-tech e delle multinazionali del comparto STEM (Science Technology Engineering Mathematics), per le quali conta che si sappiano mettere in pratica le conoscenze e competenze acquisite durante il percorso di studi. Lavorare in gruppo, in contesti multiculturali che richiedono l’utilizzo di più lingue, l’attitudine al viaggio e al multitasking, sono gli aspetti che fanno guadagnare più punti rispetto al banale voto di laurea.

Stesso discorso per i lavori di ambito medico, veterinario e infermieristico. Si parte dal presupposto che gli esami sono molti e di varia natura e riuscire ad avere in tutti dei voti eccellenti è molto difficile. Per questo vengono valutate positivamente le capacità di adattarsi o l’abilità e la prontezza dimostrata sul campo.

Due piccioni con una fava laurea in tempo e con voti alti. Genio in 21 giorni. 2021

Due piccioni con una fava: laurea in tempo e con voti alti

Non è scontato che una laurea ottenuta in ritardo influisca negativamente sulle opportunità lavorative, ma è innegabile che ogni anno ‘fuori corso’ rappresenti un peso economico rilevante per le famiglie. Di fatto, il percorso accademico è un’esperienza troppo personale per essere banalizzata: ogni studente ha sfide uniche ed è per questo che noi di Genio in 21 Giorni abbiamo sviluppato un metodo di apprendimento sartoriale, basato sulle specifiche abilità e motivazioni di ogni singolo corsista.

Esiste un modo per superare gli esami in tempi ridotti senza rinunciare ai voti alti. Spesso l’ostacolo non è la materia, ma l’utilizzo di metodi di studio obsoleti o una gestione inefficiente dello stress. Quando si valuta l’impatto economico degli studi, è fondamentale distinguere le voci di spesa. Vivere da fuori sede e pagare le rette statali richiede un esborso logistico medio di circa 8.000 € l’anno (tra affitto, tasse universitarie e mantenimento). Si tratta di un costo passivo che si ripete ogni anno e che aumenta drasticamente se si finisce fuori corso.

Al contrario, Genio non costa 8000 € nemmeno una tantum. Il costo del Corso Genio in 21 Giorni è una quota una tantum, di gran lunga inferiore alle spese di un solo anno universitario.

Nello specifico, a seconda del livello di personalizzazione e dei servizi inclusi, il prezzo del corso Genio in 21 Giorni oscilla tra un minimo di 1.497 € e un massimo di 3.497 €, in base alla personalizzazione richiesta e rappresenta un asset che dura per tutta la vita.

Questa quota non si limita a una semplice ‘full-immersion’ d’aula, ma sblocca un vero e proprio ecosistema di trasformazione dello studio:

  • Consapevolezza Scientifica: Inizierai con la batteria di test AMOS®, strumenti clinici validati da psicologi specializzati che mappano le tue reali abilità e motivazioni. Non si va a intuito: si parte dai dati.
  • Strategia Sartoriale: Sulla base dei tuoi risultati, costruiamo un piano di studio individuale. Niente metodi fotocopia, ma una strategia cucita sul tuo profilo cognitivo e sulla tua facoltà.
  • Allenamento e Supporto: Avrai al tuo fianco un tutor dedicato per sessioni individuali di applicazione pratica e l’accesso esclusivo a un’App con software di allenamento inediti, progettati per trasformare le tecniche in abitudini automatiche e veloci.
  • Garanzia a Vita: La caratteristica più preziosa è la rifrequentabilità gratuita: potrai tornare a seguire il corso ogni volta che vorrai, per consolidare i risultati o affrontare nuove sfide accademiche, senza mai più sborsare un centesimo.

In definitiva, la vera domanda da porsi non è quanto costi l’università, ma quanto ti costi non laurearti nei tempi previsti. Scegliere di investire oggi nel percorso Genio in 21 Giorni significa interrompere il ciclo delle spese passive e delle tasse universitarie che si accumulano anno dopo anno.

Mentre il costo del mantenimento universitario è una spesa ricorrente che grava sul tuo futuro, il nostro metodo è un asset che resta tuo per sempre, garantendoti un ritorno immediato in termini di tempo, serenità e opportunità professionali. Non lasciare che un metodo di studio inefficiente ti costringa a pagare migliaia di euro per anni extra di fuori corso: prendi oggi il controllo della tua carriera accademica.

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