Come annientare la voglia di NON studiare che ti fa fuggire dalla scrivania appena apri i libri e ti fa arrivare sempre impreparato all’esame

All’ultima edizione di Genio in 21 Giorni tra i nostri corsisti c’era un professore della Statale. Durante la cena la discussione è ovviamente atterrata sul tema università così gli ho chiesto una sua opinione da “insider” sulle ultime preoccupanti statistiche riguardo i nostri atenei.

Gli studenti italiani infatti sembrano essere i peggiori d’Europa, preceduti solo dalla Romania.

Registriamo il 55% di studenti che abbandonano gli studi universitari (ben il 20% in più rispetto alla media europea). Addirittura 1 studente su 6 abbandona l’Università entro i primi 3 anni.

Il professore mi sembra indispettito. Forse pensa che stia attribuendo la colpa di questa situazione a lui e ai suoi colleghi.

Il 55% mi sembra esagerato”.

Gli mostro il dato sull’iPhone. A momenti gli cade a terra  la mascella come ai cartoni della Warner Bros.

Non riesco a capire cosa abbiano in testa i ragazzi di oggi. Ai miei tempi si portava avanti quello che si era cominciato e poter studiare era un privilegio, ora invece sembra quasi che dare un esame sia una via crucis e che venire all’università sia una punizione a cui bisogna sottomettersi per avere un domani un lavoro dignitoso”.

Ripenso a quando ero io uno studente.

A distanza di una dozzina di anni da quando mi sono laureato (con 110 e lode) mi ricordo più momenti belli che brutti. Mi tornano alla mente i bei momenti in cui con gli amici si faceva bisboccia e ci si divertiva.

Ma poi mi ricordo anche i momenti bui, lo stress per gli esami, le nottate di studio (prima che imparassi alcune delle tecniche di studio avanzate che ora insegno), le uscite con gli amici a cui ho dovuto rinunciare e a quante rinunce ho fatto durante l’università.

Di momenti difficili ce ne sono stati molti

La strada che porta alla laurea non è di certo una passeggiata!

Spesso ci sono stati momenti in cui avrei voluto gettare i libri fuori dalla finestra e andare a bere una cosa coi ragazzi. Ci sono state sere in cui ho veramente odiato quello che studiavo.

Vedevo lo studio come il drago cattivo che mi costringeva a stare rinchiuso nella mia altissima torre a studiare di continuo.

In momenti come questi c’è solo un ingrediente che ti fa tenere duro quando tutti gli altri mollano: LA MOTIVAZIONE!

Max ma che c’entra la motivazione con lo studio?

C’entra, c’entra…

La motivazione funziona come il sistema di accensione di un motore.

Detta in parole povere, se non c’hai voglia di fare un benemerito studiare sarà sempre la cosa che odierai più al mondo.

Infatti scommetto che almeno una volta ti sei ritrovato in almeno una di queste due situazioni:

  • Nessuna voglia di aprire il libro

È il momento di studiare. Sei assolutamente determinato a farlo. Prepari la tua postazione con cura. Penna, fogli per gli appunti, leggìo, libro, evidenziatori… ma appena apri il libro senti il richiamo della natura.

Magari per oggi posso evitare di stud… NO! Oggi si studia! Aspetta solo un secondo che ritrovo la mia motivazione… Ma dove l’ho messa?

Nebbia in val padana. Zero, caput, nada! La tua voglia di studiare che ritenevi inaffondabile cala a picco peggio del Titanic. Le parole sembrano scorrerti davanti agli occhi senza entrarti in testa. Arrivi alla fine della pagina e ti dici “Non ho capito un’acca”.

Stai li fermo a fissare il libro, senza leggerlo, potrebbe benissimo essere un vassoio dell’ikea e non farebbe alcuna differenza. Metti via il libro. Studio rimandato a data da destinarsi…

  • Tanta voglia di Rimandare

Ti svegli, colazione, doccia, caffettino e sei pronto a cominciare. Ma non puoi mica iniziare subito, devi finire quell’episodio che stavi guardando a colazione, ormai l’hai iniziato e lo dovrai pur finire, no?

Arrivano le 10.29 ma devi ancora iniziare a studiare. Ti arriva un messaggio sul telefono, rispondi  ma quando riguardi l’ora sono le 10.31.

Ormai è passata la mezzora, inizio a studiare alle 11.

Mentre aspetti metti su un altro caffettino, e inizi una puntatina su Netflix.

Solo 15 minuti poi spengo. Giusto per risollevarmi un po’ l’umore e trovare un po’ di voglia di studiare.

Ma le puntate su Netflix sono sequenziali, finita una ne parte automaticamente un’altra.

Dannatissimo Netflix!

Ormai sono le 12,30, è ora di pranzo.

Non ha senso mettersi a studiare adesso.

Mangi.

Ma non posso mica mettermi a studiare subito dopo pranzo, poi digerisco male! E mi sta salendo l’abbiocco.

Pisolino time! Ti risvegli alle 5 del pomeriggio più rimbambito che mai.

Passi le successive 3 ore tra una perdita di tempo e l’altra. Sempre sul punto di studiare ma mai di iniziare. Quando il tuo coinquilino torna a casa da lezione e ti chiede com’è andata la giornata di studio lo guardi con la stessa espressione disorientata di un uomo quando la moglie gli chiede “ti sembro ingrassata?

Ormai è sera. Cena, relax.

Tanto ormai la giornata è persa, si studierà meglio domani.

Certo, come no.

So che sai di cosa parlo, vero? Questi sono solo due esempi di come la mancanza di motivazione può compromettere irrimediabilmente il tuo studio e la tua carriera.

Ci sono volte in cui riesci a trovare un briciolo di motivazione solo nell’imparare le cose mentre prepari i bigliettini da cui copiare, alimentata dall’illusione per cui la farai franca senza studiare.

Abbandona l’idea di copiare, tanto all’università non si riesce quasi mai, e analizziamo assieme i motivi per cui la tua motivazione è campionessa di nascondino e soprattutto in che modo questo ostacola il tuo studio.

Ecco le 4 ragioni per cui la tua motivazione cala drasticamente non appena arriva il momento di mettersi a studiare e che ti fanno venire voglia di fuggire dalla tua scrivania ogni volta che apri un libro

Problema N.1 – “DEVO STUDIARE”

Quante volte hai pronunciato queste due odiatissime parole?

Niente fa schifo alla tua mente come la parola “devo”.

Lo so, la mamma dice sempre che non si dice “fa schifo”. Si dice “non mi piace”. No, in questo caso non rende l’idea. Alla nostra mente il “dovere” (l’Obbligo) fa proprio schifo.

Più ci forziamo (o veniamo forzati) a fare qualcosa, più la voglia di farlo crolla a livelli profondissimi.

Non conta ciò di cui si tratta. Paradossalmente potresti attuare questo concetto anche a una golosissima fettona di cheesecake con marmellata alle fragole e panna.

Se ti obbligassero ogni giorno a mangiare una torta intera anche quando non ne hai voglia o sei già pieno come un uovo, dopo un po’ cominceresti ad odiarla. Odieresti il sapore, il profumo e anche il solo sentir parlare di cheesecake ti farà venire la nausea.

Lo stesso discorso vale per lo studio. Anzi, anche peggio visto che di certo non lo ami come potresti amare una bella torta.

Ovviamente se hai un metodo di studio inefficace è ancora peggio.

Il leggi e ripeti è noioso. La ripetizione è sempre noiosa.

Ti ricordi quando da piccoli ci facevano memorizzare le poesie a pappagallo e dovevi stare tutto il pomeriggio a ripeterle ad alta voce? In quella situazione avevi in testa solo quattro pensieri.

  1. È difficile.
  2. È inutile.
  3. È noioso.
  4. Mi manca ancora Bulbasaur e finisco l’album dei Pokémon.

Problema N. 2 – MANIE DI PERFEZIONISMO

Quante volte ti sei ritrovato a studiare perdendo tantissimo tempo in piccoli dettagli?

Questo nasce tutto dalla tua paura di sbagliare, dal timore che quei dettagli siano fondamentali, che il tuo prof ti chiederà proprio quelli e che se non li studi allora l’esame andrà male.

Posso capire il desiderio di mantenere il controllo ma in realtà ottieni l’effetto contrario. Tentando di sapere tutto, alla fine finisci per perdere il quadro generale della situazione.

Vai all’esame e il professore ti chiede un capitolo che tu non sei riuscito a preparare in tempo per aver perso troppe ore in dettagli inutili.

Ti rendi conto di aver perso un sacco di tempo in sciocchezze e dopo aver imprecato in ogni lingua possibile, giuri che al prossimo appello studierai ogni parola del libro perché pensi che sia quello il problema.

Questa volta non solo sottolinei di nuovo tutte le informazioni comprese quelle inutili, ma evidenzi anche le immagini! Le immagini! Ma ti rendi conto?!

Questo è il problema di voler essere perfezionista. Studi troppo ma studi anche cose inutili. È una forma di motivazione che ti spinge a dedicare moltissime ore allo studio ma, paradossalmente, ti gioca contro.

La motivazione infatti non è un problema solo quando manca, ma anche quando si presenta nella forma sbagliata.

Problema N. 3 – “Lo faccio per MAMMA E PAPÀ”

Altro esempio di motivazione perversamente sbagliata. Non studi perché credi che questo ti garantirà un futuro migliore, ma lo fai per soddisfare una qualche forma di debito morale nei confronti dei tuoi genitori che ci tengono tanto tanto a vedere il proprio figliolo laureato.

Se stai cercando di soddisfare le aspettative di altre persone con i tuoi risultati accademici non la vedo molto rosea…

Certo, tutti abbiamo dovuto affrontare il rimorso e l’ansia di dire ai nostri genitori che un esame è andato male o che non sei nemmeno andato a farlo. In questo ti capisco.

Se studi solo per rendere contenti mamma e papà, il desiderio di non deluderli non fa altro che accrescere la pressione sulle tue spalle.

E l’ansia prima o poi ti presenta il conto.

Problema N. 4 – “Che ANSIA questo STRESS!”

L’ansia sia che ti venga prima che durante l’esame a volte è così forte da farti venire il mal di testa o farti attorcigliare lo stomaco, due condizioni che di certo non facilitano né lo studio né la tua performance.

Ma che relazione c’è tra ansia e prestazione?

In molti credono che il senso di urgenza aiuta nell’aumentare la concentrazione. In realtà fa diminuire i momenti di cazzeggio.  Man mano che ti avvicini all’esame e sale la paura di non passarlo, cominci a renderti conto di non avere più abbastanza tempo per studiare tutto il malloppo di pagine che ancora ti mancano e allora inizi a studiare come non ci fosse un domani.

Ti sei di sicuro reso conto che il focus che hai quando prepari un esame non è lo stesso a una settimana o a due mesi dal giorno X.

Quindi un leggero stress va bene.

Ma quando lo stress cresce oltre un certo limite e si trasforma in vera e propria ansia e le tue prestazioni calano drasticamente.

Dì la verità… quante volte ti sei presentato in classe per un esame importante credendo di sapere tutto, ma appena hai girato il foglio e hai letto le domande il tuo cervello è stato risucchiato da un buco nero?

La paura e il panico hanno completamente bloccato la tua capacità di ragionare.

Dall’altro lato della medaglia so che conosci molto bene la profonda sensazione di odio mista a furia omicida che ti sale quando senti un tuo compagno di corso che dice “Incredibile, ho preso 28 ma pensavo di non sapere niente, avevo studiato pochissimo”. Mentre tu che hai studiato per settimane sei riuscito a portare a casa a malapena un misero 19.

Ora che conosci gli effetti disastrosi che una mancanza di motivazione può causare al tuo rendimento è il momento di farsi una domanda.

Quando hai smesso di essere motivato da quello che studi e come puoi riaccendere quella fiamma che ti spinge a dedicare anima e cuore a ciò che fai?

Quello della motivazione è un declino lento ma costante. Probabilmente non te ne sei nemmeno reso conto ma è iniziato quando eri solo un bambino.

Nella vita di un piccolo studente ci sono decine se non centinaia di avvenimenti e situazioni che possono averti fatto venire il dubbio di non essere capace o bravo abbastanza nello studio.

Una grossa fetta di responsabilità è da attribuire a quello che gli psicologi chiamano EFFETTO PIGMALIONE.

Il fenomeno dell’effetto Pigmalione è conosciuto anche con il nome di “profezia che si autoavvera” o “effetto Rosenthal“, (dal nome dello psicologo che per primo studiò e teorizzò questo fenomeno).

L’équipe guidata dal ricercatore americano Robert Rosenthal ha condotto un esperimento in cui ha sottoposto un gruppo di alunni di una scuola elementare californiana a un test di intelligenza.

Successivamente ha selezionato, in modo casuale e senza rispettare l’esito e la graduatoria del test, un numero ristretto di bambini e informato gli insegnanti che si trattava di alunni molto intelligenti.

Rosenthal, dopo un anno, è tornato nella scuola e ha verificato che i piccoli studenti selezionati, anche se erano stati scelti totalmente a caso, avevano confermato in pieno le sue previsioni, migliorando notevolmente il proprio rendimento scolastico fino a diventare i migliori della classe.

Questo effetto, in questo caso positivo, si avverò grazie all’influenza positiva degli insegnanti che riuscirono a stimolare negli alunni segnalati da Rosenthal una viva passione e un forte interesse per gli studi.

Sono certo che hai avuto almeno un paio di professori che sono riusciti a farti appassionare alla loro materia. Guarda caso erano quelle in cui andavi meglio.

Come di sicuro avrai avuto anche professori che ti hanno portato a odiare sinceramente quello che insegnavano. E non è un caso se proprio in quelle materie eri una frana.

Purtroppo erano quasi sempre più i primi che i secondi.

La scuola ha un’enorme responsabilità sul cattivo rapporto che hai instaurato con lo studio.

Ti hanno insegnato a leggere, a scrivere, ti hanno riempito di compiti da fare e pagine e pagine da studiare e sapere.

Ma hanno dimenticato un “piccolo” dettaglio…

Non ti hanno MAI spiegato come si studia in modo efficace e strategico!

Chiunque odierebbe essere costretto giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno a fare qualcosa che non sa fare e ad essere continuamente valutato per questo.

Voglio che ti rendi conto che è proprio questo a cui la scuola ti ha condannato!

Ti hanno sempre fatto credere che dovevi metterci più motivazione e atteggiamento per portare a casa voti più alti, ma non funziona così!

Sono i voti alti che prenderai con una facilità mai vista prima a farti tornare la voglia di studiare!

Se ti stai chiedendo cosa puoi fare per riuscirci, la riposta è semplice!

Smetti di combattere una guerra per la quale non hai l’arsenale adatto! Qualunque generale perderebbe il gusto di combattere se ad ogni battaglia rimediasse solo sconfitte o vittorie effimere!

L’unica soluzione che hai a disposizione per uscire da questo loop di frustrazione è fare un immediato e totale upgrade al tuo sistema di studio. Devi diventare così maledettamente bravo da provare un vero e proprio piacere nel far valere la tua superiorità contro professori e compagni di classe durante gli esami.

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