“Non sono portato”… il falso mito del talento

La matematica? Non fa per me… non sono portato.
Le lingue? No, non sono capace… non sono portato.
L’attività fisica? No, non riesco… non sono portato.

Quante volte ti è capitato di sentire, o peggio DIRE, frasi di questo tipo?

Nell’ambito dell’apprendimento, quello che a volte inizia come una piccola difficoltà in una materia o in un’attività, può trasformarsi con l’andare del tempo in una convinzione radicata, ma non per questo fondata!

Ci convinciamo troppo spesso, errore dopo errore, che quella disciplina o attività non fa per noi: continuiamo a sbagliare ma non capiamo che gli errori fanno parte di un normale processo di apprendimento. Cominciamo ad associare a quella materia dolore, paura del fallimento e della critica.

Nella mente s’innesca quel diabolico meccanismo per cui, quando ci si trova di fronte a un compito da svolgere, si avranno due diffcioltà da affrontare: quella intrinseca alla prova e l’ansia di sbagliare, che naturalmente predispone al fallimento.

E così, comodamente, finiamo per concludere “Ah, ma io non sono portato”.

La verità? La verità è che il talento centra pochissimo nei risultati delle persone di successo.

La verità dei fatti è che è più facile nascondersi dietro la scusa di “Io non ho talento” piuttosto che rimboccarsi le maniche e lavorare seriamente e con intensità per vincere e superare i propri limiti.

Come conferma, uno fra i tanti, il campione Connor McGregor noto anche come “The Notorius”, idolo della Mixed Martial Arts (MMA), disciplina di gran moda negli Stati Uniti

Non è questione di talento, è solo questione di lavoro duro. Si tratta di un’ossessione. Il talento non esiste, siamo tutti uguali essendo tutti esseri umani. Si può diventare chiunque se si è disposti ad aspettare il tempo necessario. Si raggiunge la cima, e basta. Io non sono di talento, io sono ossessionato.

Quindi è inutile cercare di scoprire il proprio talento?

Non è inutile, assolutamente. E’ giusto, lecito e anzi, doveroso arrivare a capire qual è il tuo miglior talento, le tue attitudini, le tue caratteristiche e verificare di portare la tua vita nella direzione di realizzare tutto questo, cioè la miglior versione di te stesso.

Diverso invece è il fatto di “nasconderti dietro a un dito”, dietro al dito del “non ho talento per…” così da chiamarti fuori dalle sfide della vita.

La verità è un’altra, solo che è più scomoda – come spesso succede: chiunque è un genio, se solo scopre come usare al meglio le proprie risorse mentali e personali e si impegna con costanza e determinazione.

Questo , al di là del valore intrinseco delle tecniche di apprendimento, è il vantaggio che le persone che partecipano al corso Genio in 21 Giorni riferiscono più spesso: la forza e lo stupore del capire quanto può fare realmente la tua mente se utilizzata nel modo giusto.

Come scoprire il proprio talento, dunque?

Comincia a scoprire cosa può fare davvero il tuo cervello quando utilizzato correttamente. L’era preistorica è finita, ma la maggior parte delle persone continua a studiare in modo molto più che antiquato.

 

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