Il professore è il tuo migliore amico. Scopri come farlo rimanere incantato mentre parli e strappargli un 30, anche se sei convinto che voglia solo bocciarti

Ha dita deformi, lunghe e pelose, ha mani contorte e strane, uno sguardo malefico, e si avvicina a te con l’aria minacciosa di chi desidera farti a pezzi. Tu provi a scansarlo, ti sposti sulla destra, recuperi il baricentro con un rapido movimento delle reni, riequilibri il peso, assesti un colpo con la sinistra mettendoci tutta la tua forza, ma niente.

Lui non cede, ti insegue e sembra che qualsiasi tua azione non possa scalfirlo minimamente, sembra che non ci sia tregua per te, e che ad ogni tuo tentativo di non soccombere lui diventi più forte, più veloce, più pericoloso.

È un’astronave immensa, con una tecnologia spaziale di ultima generazione, missile ultrasonici, e un radar che funziona a lunga tratta. Tu con il tuo piccolo shuttle spaziale ben equipaggiato provi a far fronte ai suoi continui attacchi. Schivi missili, raggi blu potenzialmente mortali, mentre eviti asteroidi e cerchi di mantenere la calma.

È un esercito di Urukai in lontananza, quando Gandalf non sembra arrivare all’alba del quinto giorno, e anche quando guardi a est nulla viene in tuo soccorso. Quando il tuo migliore amico elfo sembra cedere sotto i colpi nemici, e i suoi lunghi capelli biondi e fluenti non possono nulla contro la violenza del nemico.

È il cranio deforme del professor Raptor dal quale esce tirando la pelle un Voldemort distrutto dagli anni a vagare nei boschi europei, senza meta, senza un corpo, senza un obiettivo. E tu sei Harry, piccolo, indifeso, un undicenne coraggioso e sfrontato che non sa nemmeno com’è finito, con un maglione rosso bucato e le tue paure che si materializzano lì davanti a te.

È un compito in classe a giugno, quando la tua media è 5.8 e tu speri con tutto il tuo cuore di non rovinare il precario equilibrio raggiunto in un anno di fatiche e verifiche massacranti. Un compito in classe della materia che ti riesce più difficile, quella per la quale hai rinunciato a tanti pomeriggi di svago, serie tv e romanzi che ami. Uno di quelli in cui le molecole si sovrappongono e sembrano sempre tutte tremendamente uguali.

È il sassolino che fa inciampare il maratoneta a pochi metri dal traguardo della corsa per la quale si è preparato un intero anno. Mentre cade a terra inesorabilmente ponendo fine alla sua gara, e, forse alla sua intera carriera, il suo acerrimo nemico giunge vittorioso alla fine del percorso fra le urla festanti di chi gli sta intorno.

È tua madre che ti aspetta sveglia alle 4 del mattino, quando torni di soppiatto dopo una serata durata un po’ troppo con la speranza di non essere beccato. Sei riuscito a superare il cane senza svegliarlo o farlo abbaiare, hai evitato la mensola all’ingresso nella quale normalmente prendi dentro provocandoti grossi bernoccoli bitorzoluti e conseguenti gemiti di dolore, ma niente, nulla da fare, lei è lì, braccia incrociate ad attenderti.

Di cosa sto parlando?

Del mostro finale, l’oscuro nemico che interrompe i tuoi sogni di gloria a un passo dalla meta

È un cliché in moltissimi campi, in letteratura, cinema, nella vita reale, nei videogiochi per fino, che sia una saga fantasy o il tuo quotidiano rapporto con tua madre, c’è sempre un ultimo grande ostacolo da sconfiggere.

Nel tuo caso specifico si tratta del professore all’esame. Hai studiato, superando le fatiche più grandi, nelle notti troppo fredde o troppo calde, attaccato a un ventilatore o a una stufetta elettrica, hai rinunciato a uscite, hai sopportato le recriminazioni della tua ragazza, che si sente trascurata, sei riuscito ad andare oltre a tua madre che ti accusa di lasciare sempre la camera un casino…

Nonostante tutto questo, nulla sembra in grado di sconfiggere lui, il temibile professore,  il nemico ultimo della tua lotta verso la laurea.

È così che lo vedi, sbaglio?

Come un nemico, che ti osteggia e ti ostacola nel tuo cammino verso la vittoria, impedendoti a tutti i costi di raggiungere la tanto agognata laurea.

Lo vedi un po’ come un demone, una sorta di essere infernale, pronto a qualunque cosa pur di fermarti.

Ed ecco quindi che temi ti faccia una domanda crudele, ecco che tremi al pensiero del suo sguardo, del suo giudizio, pensi che passerei le pene dell’inferno sotto le sue grinfie, e che per quanto tu possa aver studiato, ti possa essere applicato, abbia fatto schemi, riassunto capitoli, imparato a memoria le formule complesse che la mente umana ha concepito, niente, nulla sembra essere abbastanza contro di lui.

Magari hai pure già provato a dare l’esame, avendo studiato come un pazzo, per poi trovarti a balbettare davanti a lui, non riuscendo a formulare una frase di senso compiuto.

C’è un solo paragrafo che non hai letto del libro, e sei certo che con il tuo potere di leggerti nell’anima, ti scruterà dentro, esaminerà il tuo cuore, lo scoverà e te lo chiederà.

Con il solo scopo di mandarti a casa con un 18, o, peggio, bocciato. Già ti vedi uscire dall’aula per l’ennesima volta, viso chino a terra, sorriso spento, e la condanna a ripetere l’esame.

È normale, con tutti gli esami ai quali hai assistito, con tutti gli amici che hai visto cadere sotto i colpi di domande malefiche, cosa altro dovresti pensare?

Il terrore verso il professore e la paura di fare una figuraccia sono il motivo principale per cui fuggi dall’aula come Superman fugge dalla Criptonite.

Moltissimi ragazzi con cui ho parlato infatti non erano mai stati bocciati, perché al primo dubbio sull’esito del loro esame si ritiravano.

Moltissimi non si presentavano nemmeno all’esame, moltissimi ascoltavano qualche interrogazione e si ritiravano, moltissimi arrivavano a un secondo dal proprio momento e al sentire pronunciare il loro nome fuggivano dall’aula.

Se è successo anche a te, voglio svelarti come eliminare la paura del professore e dirigere l’esame a tuo piacere.

Per riuscire a dominare lo scontro e uscirne vittorioso devi innanzitutto capire che: non è uno scontro.

Sembra strano vero, ma la verità è che non è tuo nemico, non viene pagato per bocciare, non è lì per condannare a morte, non è il mostro finale dei tuoi videogiochi. Ci sono alcuni semplici consigli che voglio darti e che possono cambiare completamente il corso dei tuoi esami.

Pronto? Iniziamo…

1 Pensa al tuo professore come ad un tuo pari.

Pensa che si sveglia anche lui assonnato la mattina, e per quanti saggi di storia contemporanea lui possa aver letto, fidati, anche lui si dirige frastornato dal risveglio verso il bagno. Anche lui ha sonno, anche lui si stroppiccia gli occhi con il palmo della mano

Anche lui non proferisce parola prima di un enorme caffè fumante, o di 2-3 espressi, dipende dai gusti. Anche lui si toglie il pigiama e anche lui si veste sbagliando il lato della maglietta, o confondendo i bottoni della camicia.

Anche lui sbadiglia un’ultima volta stiracchiandosi sul letto controvoglia.

Anche lui a un passo dal portone si rende conto di aver dimenticato qualcosa e torna indietro di corsa un po’ trafelato. Non conta che per i corridoi universitari sia sempre imperfetto, è un essere umano, con limiti e difetti proprio come te.

Immaginalo così… semplicemente umano, non mostruoso, non di un’altra dimensione, ma umano tanto quanto te, questo ti aiuterà a ridurre il timore reverenziale che provi nei suoi confronti e farti sentire più sciolto mentre ti siedi davanti a lui.

2. Il suo scopo non è bocciarti

Come ti ho detto qualche riga fa non riceve un bonus speciale se ne boccia in gran quantità, non ha una promozione o un aumento di stipendio, non è il suo scopo.

Certo, anche lui può essere scocciato al cinquantesimo studente impreparato che gli si presenta davanti, ma tu hai studiato, non è di certo il tuo caso. Non bruciare tutta la tua preparazione offuscato dall’idea che sia lì per crearti un problema.

3. Ciò che dici conta

Il suo lavoro è esattamente questo, spiegarti tutto nel migliore dei modi e ascoltare i frutti di ciò che ha portato avanti durante l’anno. Se svolgi un esame magistrale non potrà fare altro che essere pienamente soddisfatto, perché diventerai la rappresentazione fisica del suo successo.

4. Sii il professore

Non parlare con la voce timorosa e insicura di chi sta sostenendo un esame, ma diventa tu il professore, uno dei modi migliori per rispondere alle domande è spiegare i concetti esattamente come farebbe un docente.

Parla con la sicurezza che hai quando discuti del Milan, del tuo fumetto preferito, o della serie TV che hai appena finito, come se stessi spiegando a un tuo pari un concetto che conosci a fondo, così a fondo da poterci tenere una lezione.

Ecco, esatto, proprio così, devi parlare come stessi spiegando a un’aula piena di gente venuta lì per ascoltarti.

Questi sono solo alcuni dei semplici consigli che trasformano il tuo professore da un lupo mannaro a un docile agnellino.

I 4 trucchi che ti ho svelato hanno aiutato migliaia di studenti a sconfiggere le loro paure:

ad esempio Gioia, corisista di Genio in 21 Giorni scrive:

 

Questi 4 consigli si applicano alla fine del tuo percorso per superare l’esame, quando il grosso è già fatto, hai già studiato, ripetuto, ascoltato in classe, e hai tutte le informazioni disposte nel cervello, ma non è da sottovalutare, infatti c’è il serio rischio che tutto ciò che hai fatto fino a un attimo prima vada a rotoli se non ascolti i suggerimenti che ti ho dato e ti fai prendere dalla paura.

Per scoprire invece quali sono i passi precedenti all’esame, come studiare in meno tempo e ottenere voti più alti, non ti resta che andare su www.genioin21giorni.it/corso/, compilare il FORM e comprendere con il nostro esperto dello studio che ti contatterà, quali sono le tue difficoltà e se Genio in 21 giorni può aiutarti a risolverle.

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