Genio in 21 giorni raccoglie le recensioni dei professori sull’ultimo anno di scuola e in previsione di una DaD estesa nel tempo. Sarebbe un errore pensare che la didattica a distanza (DaD) abbia influito solo sugli studenti e sulle loro famiglie. È vero che sono state molte le testimonianze negative sull’abbandono scolastico, ma anche i docenti sono stati toccati da questa esperienza nuova e senza dubbio traumatica. 

Genio in 21 giorni, recensioni dei professori: il quadro internazionale

La pandemia e le misure estreme varate per il suo contenimento hanno interessato tutti e in maniera trasversale. Rispetto al sistema scuola, questo significa che la didattica a distanza, che è stata adottata come soluzione su scala mondiale, ha influito tanto sul benessere degli studenti che su quello dei docenti.

Nella denuncia di Genio in 21 giorni sui 74 giorni di scuola persi durante la fase iniziale della pandemia, abbiamo parlato della condizione degli studenti.

Oggi sentiamo l’esigenza di guardare anche al rovescio della medaglia e analizzare, quindi, come questo periodo di difficoltà è stato vissuto dai docenti, raccogliendo direttamente le recensioni dei professori

Per farlo prendiamo in considerazione i dati raccolti negli Stati Uniti dall’American Educator Panels.

È emerso che il 40% degli insegnanti ha affermato di aver preso in considerazione l’idea di lasciare la professione o di anticipare la pensione. La ragione è che si sentono demotivati e privi di stimoli in seguito alle modalità didattiche promosse durante la pandemia.

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Altri dati interessanti arrivano dal Teacher Wellbeing Index 2020, che studia la situazione nel Regno Unito su un campione di 3000 docenti.

Tra giugno ed ottobre 2020, la percentuale di insegnanti che ha dichiarato di sentirsi più stressato, è salita dal 62% all’84%.

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Mentre il 74% ha sperimentato sintomi comportamentali legati alla salute mentale a causa del lavoro. 

Lo stato psicologico dei docenti non va sottovalutato e i numeri confermano le preoccupazioni e l’incertezza degli insegnanti nell’ultimo anno. 

Recensioni dei professori sulla DaD: pro e contro

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, noi di Genio in 21 Giorni abbiamo guardato alle recensioni dei professori sotto diverse prospettive.

Oltre ai dati descritti finora, quindi, prendiamo in considerazione un interessante studio condotto a livello nazionale dall’INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa).

I ricercatori si sono rivolti a 3774 insegnanti di ogni grado scolastico chiedendo loro in che modo avessero vissuto la didattica a distanza. Nello specifico, quali pratiche didattiche hanno promosso per ridefinire l’esperienza educativa.

Il 65% dei docenti ha utilizzato nella DaD le stesse modalità della didattica frontale tradizionale: videolezioni, assegnazione di risorse per lo studio, valutazione esterna attuata dal docente. 

Recensioni dei professori sulla DaD pro e contro Genio in 21 giorni

In generale, la percezione da parte dei professori è che la situazione di emergenza sia stata affrontata con prontezza e la messa a punto della DaD sia stata rapida. Più del 70% dei docenti sostiene che sono state necessarie non più di due settimane per favorire la partecipazione degli alunni e limitare la dispersione delle categorie di studenti più esposte.

Un punto certamente positivo lo si osserva rispetto alla scuola secondaria (di ambo i gradi), dove i docenti registrano miglioramenti e non problematiche rispetto ad alcuni aspetti educativi.

Al netto di ciò, è importante, però, guardare anche il rovescio della medaglia e chiedersi quali siano le opinioni dei professori che hanno vissuto tale periodo.

Gli effetti della DaD sui docenti

A questo proposito, interessante è l’indagine condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che fa un bilancio dell’esperienza dei docenti universitari. Lo studio analizza l’impatto del lavoro da remoto sulla vita personale dei docenti. Il risultato è che gli accademici italiani sono affetti dalla cosiddetta “online fatigue”. 

2 intervistati su 3 dichiarano una persistente e profonda invasione delle tecnologie nelle proprie vite (67%). L’orario di lavoro risulta superiore alle sei ore giornaliere da contratto e si è esteso anche a weekend e festivi (65% dei docenti).

Il 55% dei professori riferisce di non poter più distinguere in maniera netta la vita privata dalla vita lavorativa.

Gli effetti della DaD sui docenti Genio in 21 giorni

La pandemia ha compresso i tempi e gli spazi del lavoro rendendoli impossibili da distinguere da quelli della vita privata. Questo ha portato ad una ridefinizione degli equilibri, sia in ambito lavorativo, appunto, che in ambito familiare. I problemi che sono stati evidenziati nel caso degli studenti, come quello della gestione dello spazio domestico, restano validi anche per genitori e insegnanti.

Le conseguenze di tale situazione hanno influito sullo stile di vita. Meno sport, il cibo utilizzato come mezzo di conforto; difficoltà ad addormentarsi, disturbi alla vista o alla voce. 

In una percentuale molto simile a quella che riguarda gli studenti, il 62% dei docenti intervistati lamenta difficoltà di concentrazione

Tutti questi dati sono importanti perché non si manifestano correlati a genere, età e ruolo accademico, ma sono omogenei sull’intero campione. Ciò significa che è la diretta conseguenza delle nuove modalità lavorative

Un ultimo elemento credo valga la pena di prendere in considerazione. L’84% degli insegnanti si dice orgoglioso del proprio lavoro, considerandolo ancora ricco di significati e obiettivi. 

Gli effetti della DaD sui docenti Genio in 21 giorni

Nonostante la prova imposta dalla pandemia, quindi, i professori mantengono alti livelli di coinvolgimento, dedizione e resilienza.

I professori e la DaD: la pagella data dagli studenti

Dalle recensioni dei professori passiamo a quelle degli studenti. Noi di Genio in 21 Giorni, infatti, abbiamo vissuto in prima linea questo momento, lavorando tanto al fianco dei docenti come degli alunni.

Gli insegnanti hanno dovuto cambiare il loro modo di lavorare e di trasmettere le conoscenze. Si è trattato di un cambiamento condotto in una duplice direzione, per sé stessi, dovendosi confrontare con apparecchiature e applicazioni spesso nuove; e per gli alunni ed alunne, che avevano bisogno di un sistema di studio, ma anche di una guida.

Uno studio dell’Università Lumsa guidato dalla professoressa Caterina Fiorilli ha chiesto a 750 studenti di scuola media e superiore di valutare la capacità dei propri docenti nell’ultimo anno di didattica a distanza.

Il format era quello di vere e proprie pagelle che hanno restituito un quadro non proprio lusinghiero per i prof. 

Nel complesso, il 62% degli studenti ha dato ai docenti un’insufficienza

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Stessa percentuale ha dichiarato che i professori non sono stati in grado di instaurare in classe un clima positivo né ha favorito alcuna riflessione sul momento storico che si sta vivendo.

Calcolando una media su tutto il territorio nazionale, solo il 30% dei docenti è stato  ritenuto capace di utilizzare in maniera adeguata gli strumenti tecnologici.

Circa il 50% degli studenti si lamenta delle spiegazioni poco chiare e dell’incapacità dei professori di mantenere alta l’attenzione. Una percentuale simile (varia dal 57% del Nord Italia al 42% del Centro e 30% del Sud) rimprovera la mancanza di una valutazione obiettiva e trasparente nel giudicare gli alunni.

Un secondo studio ha anche coinvolto gli studenti universitari. In questo caso il dato più allarmante riguarda l’abbandono universitario: molti studenti hanno rischiato di lasciare gli studi per un disagio emotivo e cognitivo (burnout universitario).

Genio in 21 giorni risponde alle recensioni dei professori sulla DaD

Genio in 21 giorni risponde alle recensioni dei professori sulla DaD con una serie di consigli per stimolare il coinvolgimento degli alunni:  

  1. Fiducia ed empatia. Gli studenti lamentano l’assenza di un rapporto interpersonale, voi cercate di crearlo; questo gli permetterà di esprimersi più liberamente e aiuterà entrambi nel processo di insegnamento/apprendimento.
  2. Coinvolgimento e motivazione. Gli insegnanti devono incentivare sempre il confronto e la partecipazione attiva, fornendo continui feedback. Così facendo, danno stimoli chiari agli studenti e li motivano. Videocamere accese e microfoni spenti e procedete interpellando direttamente il singolo alunno, per richiamare l’attenzione durante tutta la lezione e non solo in un momento specifico.
  3. Coaching e programmi di sviluppo delle competenze. La figura del coach di classe risulta fondamentale per supportare gli studenti attraverso consigli e input personalizzati
  4. Trasmettete il valore dello studio attraverso un’istruzione alternativa. Utilizzate riferimenti alla quotidianità per mostrare in modo concreto l’importanza dell’apprendimento, dell’educazione e dei suoi benefici per migliorare la qualità della vita. 
  5. Sfruttate la tecnologia a vostro vantaggio. Bisogna cercare di valorizzare i lati positivi di questa situazione emergenziale e vederla come una possibilità di crescita, soprattutto in ambito digitale. Utilizzate tool o applicazioni per creare gruppi di lavoro e favorire il brainstorming.

“Alfabetizzazione DIgitale”, il convegno online di Genio in 21 giorni ed Educazione Digitale

Con l’avvento di internet il docente ha smesso di essere l’unica fonte del sapere. Ciononostante, resta la figura di riferimento a cui i giovani riconoscono una certa autorevolezza.

È quindi fondamentale che l’insegnante riceva costantemente formazione e aggiornamento, affinché abbia una qualifica e una competenza adeguata ancor prima di richiederla agli alunni.  

A tale proposito, Genio in 21 giorni, insieme con Educazione Digitale, ha organizzato un evento in due date, tenutosi nel mese di ottobre.

Il convegno ha riunito personalità di eccellenza del panorama scientifico ed educativo. Tra gli altri, sono stati coinvolti il coordinatore scientifico di Genio in 21 giorni, la professoressa Emilia Costa, il professor Riccardo Venturini, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e Robert Sternberg, massimo esponente delle ricerche sulle intelligenze multiple.

L’obiettivo delle due giornate di incontro è stato dare agli insegnanti una serie di spunti per aumentare il livello di qualità delle proprie lezioni, con strumenti che mirano a sconfiggere l’impoverimento educativo, l’abbandono scolastico e l’analfabetismo funzionale.

Genio in 21 Giorni ritiene necessario interrogarsi sul ruolo dei docenti nel contribuire alla realizzazione personale degli studenti. Allo stesso modo, bisogna ragionare sulle possibili soluzioni pratiche e funzionali da adottare nella didattica affinché questa risponda alle reali esigenze degli studenti