Lo sapevi che la “soglia d’attenzione” un pesce rosso è 9 secondi? Ti sembra poco?

Allora preparati per un dato ancora più scioccante: la soglia d’attenzione dell’essere umano è di soli 8 secondi!

Lo so. E’ un dato alquanto bizzarro.

Secondo una ricerca condotta nel 2013 da Microsoft, però, è così.

Da ciò che emerge con questo studio che ha coinvolto più di 2000 persone, qualsiasi cosa tu stia facendo, riesci ad essere “focalizzato”  per soli 8 secondi.

Non importa se parli con un amico, guardi una serie tv…. ascolti il professore a lezione… studi sui libri… dopo 8 secondi il tuo cervello va in “blackout”.

Un blackout brevissimo eh! Infatti, dopo pochi millesimi di secondi riesci a “riconnetterti” con quello su cui ti stavi concentrando fino a un attimo prima…

… per altri 8 secondi. Poi (di nuovo) un breve blackout.

E così via.

È come se ci fosse un omino nel tuo cervello che ti spegne la luce ogni 8 secondi. Poi la riaccende. E dopo 8 secondi la spegne di nuovo.

Il problema è che quando il tuo cervello ha un blackout ogni 8 secondi, studiare diventa faticoso.

Ecco come evitare che i blackout del tuo cervello compromettano il tuo percorso universitario e ti portino dritto alla bocciatura

Ora, abbiamo detto che il nostro cervello va in blackout dopo 8 secondi di concentrazione. Ti ho anche anticipato che dopo questi 8 secondi, tendenzialmente ci riconcentriamo quasi all’istante su ciò che stavamo facendo.

Ma allora… perché quando studi o sei sui libri non succede? Perché questo blackout sembra far SPARIRE la tua concentrazione dalla faccia della terra (e con essa, anche la tua voglia di studiare)?

Il motivo riguarda il tuo “livello di interesse”.

Pensa per esempio quando leggi un romanzo o guardi un film.

Come dicevo prima, anche in questi casi il tuo cervello ha un momento di blackout ogni 8 secondi. Ma qui, riesce a riconnettersi all’istante. E’ così veloce a riprendere il pensiero che stava facendo prima del blackout, che quasi non ti accorgi neanche del fatto che per una frazione di secondo ti sei distratto.

Quando fai cose più noiose, come per esempio preparare un esame, il rischio è che passati quegli 8 secondi inizi a pensare a cose come <<fuori c’è bel tempo. Sarebbe stato bello uscire>> oppure <<chissà come finirà la serie tv iniziata ieri>>.

Questo fenomeno lo puoi notare soprattutto coi bambini. Quando loro si annoiano, ogni minima cosa che gli accade attorno può essere fonte di distrazione.

Il problema è che se ti distrai quando stai facendo cose noiose, ma che ti servono, le fai male. Magari già non avresti voglia di metterti sui libri o andare a lezione, ma sai che è necessario se vuoi ritrovarti un giorno a brandire la laurea come fosse una bandiera della vittoria sull’esercito sconfitto dei professori. E allora studi.

Ma ogni 8 secondi, arriva. È lui: l’omino che spegne la luce nel tuo cervello e ti obbliga a distrarti.

Ora, tendenzialmente il livello di interesse nei confronti dello studio è medio-basso (quindi già di per sé poco funzionale all’apprendimento). Se ci mettiamo che ogni 8 secondi il cervello sviene per poi riprendersi al volo, questo basso livello d’interesse ti impedisce di riconnetterti rapidamente e senza fatica allo studio.

In una condizione del genere è comprensibile che praticamente tutto ciò che stai studiando esca con nonchalance dal tuo cervello – con la stessa facilità con cui usciresti te nel weekend per svagarti un po’.

Ecco che ti ritrovi ad aver bruciato un altra interminabile giornata di studio. Arriva la sera. Ripensando le cose studiate, noti il caos nella tua testa. Certo, un’idea di cosa hai studiato ce l’hai. Tuttavia sei consapevole che continuando così, quando sarai all’esame, l’unica tua speranza di superarlo sarà una visita da parte della Dea Fortuna che carica di un altruismo infinito decide di graziarti e farti promuovere.

Magari rischi un’altra bocciatura. Magari non è neppure la prima. Come accade spesso, non sei sicuro e convinto di poter passare l’esame facilmente. Ti lasci abbracciare dall’ansia, cominciando a pensare alle rotture di scatole da sopportare in caso di fallimento.

Sappiamo entrambi quanto sia mortificante raccontare ai propri genitori di un esame andato male. Ogni parola che esce dalla tua bocca arriva alle loro orecchie tradotta come una scusa, un capro espiatorio usato per giustificare un esame alla deriva.

Senza parlare dell’immenso disagio mentale provocato dal preparare nuovamente l’esame. La seconda volta studi con una vocina di sottofondo che ripete fino allo sfinimento “Se solo l’avessi superato subito”

… hai faticato così tanto per non avanzare di un millimetro, quando a quest’ora saresti un passo più vicino all’esame.

Il tutto perché il cervello dell’essere umano va in blackout ogni 8 secondi.

… ogni 8, maledetti, secondi.

Il problema è che questi blackout NON sono evitabili. Non esiste modo per liberarsi dell’omino nel tuo cervello che spegne la luce ogni 8 secondi.

Se quando studi sei preda di continue distrazioni, è normale.

L’unica cosa che puoi fare è capire come studiare bene NONOSTANTE queste continue distrazioni.

Scopri la singola tecnica che può permetterti di obbligare il tuo cervello ad assorbire come una spugna tutto ciò che ti servirà sapere durante il prossimo esame, nonostante i suoi numerosi blackout

La “capacità di concentrazione” è la cosa più importante quando studi. Se non riesci a restare focalizzato, non capisci cosa stai leggendo (o ascoltando). E se non capisci cosa studi, l’unica conseguenza possibile è la scena muta durante l’esame.

La buona notizia è che non dovrai scambiare il tuo cervello con quello di un pesce rosso per poter superare i tuoi esami. Un modo per rimanere più concentrato, infatti, c’è.

Se vuoi saper rispondere correttamente alle varie domande del professore, devi capire come spingere il tuo cervello a concentrarsi e ricordare per davvero ciò che leggi o ascolti a lezione.

La soluzione ci viene dal “Michael W. Taft”.

Michael W. Taft è uno dei più grandi esperti di neuroscienza al mondo, nonché scrittore di svariati bestseller e “mindfulness coach” presso aziende tipo Google, Wisdom Labs, e molte altre.

In decine di libri e studi, Michael W. Taft evidenzia che se vuoi restare sempre concentrato e ricordarti cosa studi, la chiave è quella del “rilassamento mentale”.

Infatti, è stato dimostrato che un livello maggiore relax del cervello comporta un minor numero di distrazioni al suo interno.

Di conseguenza, quando arriva il suo blackout dopo 8 secondi di concentrazione, riesce a riprendere il focus su quello che stavi facendo con più facilità.

Se invece sei agitato e hai tanti pensieri per la testa, quando arriva il blackout del tuo cervello, ciò a cui stavi pensando fino a poco prima sarà prontamente sostituito da qualche distrazione – e nonostante le molte ore passate sui libri, le informazioni presenti nella tua memoria saranno pochissime.

Ecco perché quando guardi una serie non ti viene da chiudere Netflix… ma quando studi senti quell’impulso irrefrenabile di mandare tutto al diavolo e distrarti in qualche modo.

Se non riesci a rimanere concentrato e ti ritrovi vittima dei blackout del tuo cervello, superare con successo i prossimi esami sarà molto, MOLTO faticoso. Più di quanto dovrebbe (e potrebbe!) essere.

Per evitare questo stato di iper-devastazione-mentale, la prima tecnica che viene insegnata al corso Genio è quella del “Rilassamento mentale e Concentrazione”. In questo modo, potrai essere in grado di appiccicare l’attenzione del tuo cervello su qualsiasi cosa tu voglia – libri noiosi inclusi – ritrovandoti così a ricordare tutto ciò che ti verrà chiesto all’esame.

Proprio come è successo a Aldo, che è passato da non riuscire a restare concentrato per più di 10 minuti e studiare 70 pagine in sole due ore, subito dopo aver frequentato il corso Genio!

Se vuoi imparare a dare più esami in meno tempo – e sfoggiare con orgoglio la tua laurea più in fretta – la prima cosa che devi fare e capire come “obbligare” il tuo cervello a rimanere concentrato. Soltanto in questo modo puoi permettergli di assorbire con avidità tutte le informazioni che leggi suoi libri o che spiega il professore a lezione.

Per scoprire come studiare più velocemente nonostante i blackout del tuo cervello, e eliminare quella sensazione di ansia costante che ti assale quando sei in sessione, clicca qui.